di Beniamino Moro

Sullo sfondo di un mare incantato e incontaminato di una scogliera sarda, da qualche anno appare sulla CNN la reclame del mirto Zedda-Piras, in uno sketch che lega la passione di due innamorati a quella per il consumo della rinomata bevanda. Lo sketch certifica il massimo livello di notorietà internazionale raggiunto da un brand di origini sarde. Sempre legato a una pubblicità dello stesso prodotto di qualche anno fa, presentato come il “mirto del fondatore” fatto con la ricetta autentica risalente al 1854, è l’aneddoto che Paolo Fadda utilizza per presentare il suo recente libro su Francesco Zedda-Piras, “Il Cavaliere del Nasco” (pagine 268, € 35)  fresco di stampa per le edizioni di Carlo Delfino . L’autore chiosa sul fatto che il digestivo di origini sarde, ormai noto in tutto il mondo, in realtà è nato solo negli anni ’60 del XX secolo ad opera di un discendente (Carlo) di quello che fu, nella seconda metà dell’Ottocento, il fondatore della ditta Francesco Zedda-Piras & C., dove quella C. stava per la moglie Doloretta Marcello. Qualcosa di vero, tuttavia, c’era in quel riferimento pubblicitario al 1854, perché fu quell’anno che il padre di Francesco, Giuseppe Zedda, comprò 30 ettari di terreni, allora coltivati a vigneti, che attualmente sono compresi tra la via Riva Villasanta, che congiunge Cagliari a Pirri, e l’ospedale Oncologico. Giuseppe Zedda era uno dei tanti pionieri che nella seconda metà dell’Ottocento da Tiana, piccolo paese di 500 anime posto alle pendici Ovest del Gennargentu, si erano trasferiti a Cagliari (distanza due giorni di cavallo) in cerca di fortuna.

La strada da Tiana a Cagliari per la coltivazione di vigneti (questa volta a Is Bingias di Pirri) e la produzione di vino comune (cannonau, monica e nuragus) era stata aperta da un altro Francesco della famiglia Zedda, nipote di Giuseppe, che per la sua bassa statura in paese veniva chiamato col sopranome di “tziu Piticheddu”. I due cugini Francesco, per distinguersi l’uno dall’altro evitando l’omonimia, aggiunsero al cognome comune Zedda anche quello delle rispettive madri, facendosi chiamare Francesco Zedda-Zedda il più anziano dei due (tziu Piticheddu) e Francesco Zedda-Piras il secondo. Quest’ultimo, istruito alla scuola dei Salesiani di Cagliari, imbocca a 19 anni la carriera militare nell’esercito sabaudo e finisce di stanza a Livorno come allievo ufficiale. Qui resta colpito dalle tecniche di vinificazione dei produttori toscani e dai potenziali mercati di sbocco dei vini di pregio.

Dopo la morte del padre, Francesco Zedda-Piras nel 1868 si congeda da militare, si sposa e si dedica esclusivamente all’azienda di famiglia, costituendo con la moglie Doloretta la nuova ditta Francesco Zedda-Piras e C. All’origine, col padre Giuseppe, l’azienda era sorta come una delle tante imprese viti-vinicole cagliaritane della seconda metà dell’Ottocento. Su una produzione totale di vino in Sardegna valutata di circa un milione di ettolitri, il solo distretto viticolo di Pirri ne produceva i tre quinti. Successivamente, però, l’azienda di Zedda-Piras, seguendo l’esempio toscano, si specializzerà nella produzione di vini nobili liquorosi, come il nasco, la malvasia, il girò e la vernaccia, da esportare imbottigliati in tutti i paesi europei, dalla Francia alla Gran Bretagna, dalla Germania alla Russia, dall’Olanda alla Danimarca e alla Svezia.

Le etichette dei vini Zedda-Piras erano presenti nelle principali esposizioni universali di quel periodo (Parigi 1878, Torino 1884, Roma e Anversa 1885, Buenos Aires 1896) e conquisteranno numerose medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Nel periodo di massimo splendore, dallo stabilimento di Sant’Agostino uscivano circa un milione di bottiglie all’anno con l’etichetta Zedda-Piras.

Questi successi avrebbero fatto della Zedda-Piras – come scrive Paolo Fadda – una delle industrie enologiche di punta del Regno d’Italia e, non secondariamente, uno dei marchi più richiesti sui mercati internazionali. Francesco Zedda-Piras era diventato il fornitore ufficiale della Real Casa d’Inghilterra, del duca di Genova e degli Zar di Russia. Tutto ciò era stato reso possibile dal fatto che la “fabbrica di vini” aveva raggiunto una moderna organizzazione interna, impostata, secondo le regole tayloristiche allora in voga, con sezioni di invecchiamento, imbottigliamento ed imballaggio a cui erano addetti una cinquantina di dipendenti.

Si può ben dire, quindi, che Francesco Zedda-Piras sia stato un imprenditore innovatore nel senso schumpeteriano del termine, convinto com’era che con la crescita della sua impresa stesse dando un contributo importante al più generale progresso della sua terra sarda. Proprio in senso schumpeteriano, infatti, egli ha realizzato: a) innovazioni di prodotto, concentrandosi sulle produzioni di vini liquorosi superiori, b) innovazioni di processo, rivoluzionando le tecniche di vinificazione e introducendo la pratica dell’imbottigliamento e c) innovazioni di mercato, con una strategia ben precisa di conquista dei mercati esteri.

Al massimo del suo splendore, nel 1904, Francesco Zedda-Piras muore e con lui chiude l’attività anche la sua azienda. Sarà uno dei figli, Antonino, a ricostituire successivamente l’azienda e a produrre nuovamente vini e distillati nel nuovo stabilimento di Santa Maria Chiara, sempre a Pirri, portando avanti, con rinnovato successo, il marchio “Zedda-Piras”.

Toccherà, infine, a un nipote, Carlo, l’invenzione negli anni ’60 del XX secolo, come si è detto all’inizio, del famoso mirto attualmente pubblicizzato dalla CNN. Ma questa è un’altra storia, che si conclude in anni recenti col passaggio del marchio Zedda-Piras al Gruppo Campari, leader nell’industria globale del beverage di marca.



One Response to “DA TIANA AI SUCCESSI MONDIALI: LA STORIA DELLA FAMIGLIA ZEDDA PIRAS CON IL LIQUORE CHE PIACEVA A ZAR E SOVRANI”

  1.   Dario Says:

    Salve …….ho trovato a Foresta Burgos (SS) una vecchia bottiglia in vetro con la scritta…..Santulussurgiu A. fu F. Zedda Piras…..leggendo il vostro sito,penso sia proprio Antonino figlio di Francesco Zedda Piras che una volta morto il Padre nel 1904 rilevò l’azienda. Volevo però saperne di piu di questa bottiglia o meglio riferimenti storici con data dello stabilimento Zedda Piras di Santulussurgiu……grazie

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