di Gian Piero Pinna

Ospedale Brotzu, una pietra sonora di Sciola alla memoria di Alessandro Ricchi e della sua equipe, a dieci anni dalla loro prematura scomparsa, è l’iniziativa che sta caparbiamente portando avanti, nonostante i tanti incomprensibili ostacoli da parte delle istituzioni pubbliche e private, il Presidente dell’Associazione Sarda Trapianti “ALESSANDRO RICCHI”, Giampiero Maccioni. “Una grande pietra sonora e trasparente, per continuare a catturare la luce che dottor Ricchi ha dato a tanti di noi con la sua dedizione, la sua professionalità, il suo amore: alla vita… con il cuore in mano – spiega Maccioni – La scultura, in calcare bianco, di Pinuccio Sciola, avrà le seguenti dimensioni: H 3.30 x 1.00 x 35 cm. e se tutto andrà bene, considerato che era un forte desiderio anche dell’artista di San Sperate, recentemente scomparso, verrà posata all’esterno e in prossimità dell’ingresso dell’ospedale Brotzu, sede del centro trapianti di organi della Sardegna”. Il messaggio simbolico, ma non meno intenso e profondo, che può irradiare l’opera d’arte che è stata realizzata dal maestro Sciola, offre a Giampiero Maccioni lo spunto per poter esprimere, in prima persona e a nome di tutti i trapiantati, il riconoscimento, sia per la sua straordinaria opera svolta nel campo della chirurgia dei trapianti, sia per la grande umanità che Alessandro Ricchi ha saputo esprimere durante il suo breve percorso di vita. Attraverso le sue parole, intense e piene di sensibilissima riconoscenza umana, Maccioni traccia l’essenza del profilo di Alessandro Ricchi: “Grazie senza limiti, alla sua stimata persona – sottolinea – al suo sorriso, contenuto ma profondamente umano, al suo parlare chiaro e coinciso, al suo essere familiare, pronto a dare chiarimenti, conforto e serenità ai dubbi e agli affanni dei pazienti e dei familiari”. Il 24 febbraio del 2004: Alessandro Ricchi, Antonio Carta e Gianmarco Pinna, morirono schiantandosi sui monti di Burcei a bordo di un Cessna, un velivolo turboelica da turismo, sul quale si trovavano in volo sulla tratta che da Roma conduce a Cagliari. Una tragedia dolorosissima, che ha anche provocato la morte di tre membri di un’èquipe di cardiochirurgia dell’ospedale Brotzu e dei piloti Helmut Zurner, Thomas Giacomuzzi e Daniele Giacobbe. Per rendere omaggio a queste eroiche persone, Pinuccio Sciola, creò un’opera d’arte incompiuta, che lui chiamò “Per non dimenticare”, commissionata dall’Associazione Sarda Trapianti “Alessandro Ricchi” da donare all’Azienda Sanitaria G.Brotzu, che negli intenti dei committenti doveva rappresentare un’opportunità per una nuova riflessione e per una rinnovata preghiera di ringraziamento, da dedicare all’impegno inesauribile che quotidianamente viene svolto dagli operatori sanitari del centro trapianti del Brotzu in Sardegna. Alessandro Ricchi era amico personale di Pinuccio Sciola, che dopo aver quasi portato a termine l’opera, spiegò al Presidente Associazione Sarda Trapianti “Alessandro Ricchi”, Giampiero Maccioni e ai dirigenti del Brotzu, come “La presenza di un monumento dedicato a questi eroi silenziosi, caduti per una nobile causa umana, non potrà far altro se non irradiare – da quel senso simbolico che solo le opere d’arte sanno emanare – un nuovo e perpetuo bisogno di riflessione, per tutti coloro che, volta per volta, nel loro incedere, ne incontreranno la sua immagine rappresentativa e monumentale. Perché, basterà quel contatto visivo, per far nascere sempre un nuovo bisogno destinato a una riflessione profonda. Un bisogno, che sarà pieno di una riconoscenza e di una tenerezza fraterna pronte per essere offerte a tutti, in senso più generale, ma soprattutto, per essere offerte agli operatori sanitari di questa Casa della salute, i quali hanno dimostrato e dimostrano, di essere sempre pronti a svolgere la loro preziosa opera, affinché vi siano tutti i presupposti per un miglioramento della qualità della vita”.  Purtroppo, il monumento, nonostante tutte le promesse, compresa quella del Presidente della Regione Sardegna, Pigliaru, che nel discorso di addio a Pinuccio Sciola a San Sperate, sottolineò: “Porteremo a termine i suoi progetti”. Presidente in tanti raccogliamo la sua promessa e aspetteremo che il desiderio di Sciola di vedere il monumento che aveva realizzato per il suo amico Alessandro Ricchi, possa trovare finalmente posto nel luogo per cui era stato progettato.



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