di Gian Piero Pinna

I Taipoos e la caverna dei Klustry, è il libro scritto da Laura Angelini per i tipi della Europa Edizioni di Roma, in distribuzione dal maggio 2016. L’opera si presenta sotto le mentite spoglie di un libro di fiabe, ma a ben guardare, ci sono diversi livelli di narrazione. L’autrice, molto scaltramente, ha inserito degli elementi che sono consoni anche a una storia fantascientifica, ma non solo, a voler spulciare a fondo, si nota anche che vi sono inserite delle situazioni che ben si attanagliano a un giallo, che avvincono il lettore e lo invogliano a continuare a leggere per scoprire come vanno a finire le situazioni che sapientemente vengono inserite. Ma l’elemento che più colpisce è la commistione tra fiaba classica e fantascienza, credo un’operazione nuova per questo genere di opere.

L’autrice dedica il libro “a tutti i fanciulli che guardano il cielo stellato cavalcando sulle ali della fantasia. I Taipoos sono vostri amici – prosegue – Cercateli e saranno li vicino, pronti a dividere le loro avventure con voi.”

Altra caratteristica dell’opera, molto attuale per un mondo sempre più globalizzato, è il fatto che sia stato scritto in due versioni: una italiana e l’altra inglese.

Ecco come si presenta nella versione anglosassone Laura Angelini “Hello, It’s me! I am the storyteller of this magical adventure of the Taipoos. Sit back and enjoy the tale of these little beings… and believe it, for I am one of them too!”

La storia narrata, nasconde le preoccupazioni che ha avuto l’autrice per un periodo della sua vita, a causa dei pericoli alla quale erano esposti i suoi figli per le morbose attenzioni di un losco individuo, che gli procurò non poche ansie e tribolazioni, così si è inventata questa storia che è servita anche come deterrente alle sue paure.

Introduce il racconto spiegando che i Taipoos, abitanti di Taipoolandia, sono profughi di un lontano pianeta e vivono nascosti agli umani in diverse comunità sparse sulla Terra. La cosa, però, non è tanto semplice, è vero che stanno insieme, ma sono in lotta coi loro nemici storici, i Klustry.  I due piccoli protagonisti, Keanù e Nabel, che come tutti i bambini non sopportano le restrizioni dei grandi, anche se sono fatte per il loro bene, disubbidiscono alle ferree regole della comunità e vivono una terrificante esperienza, ma come ogni giallo che si rispetti per capire come andranno le cose, bisogna leggere il libro.

Nella versione inglese, tutto questo discorso, è stato condensato in queste poche parole, che invitto l’eventuale lettore a tradurre: “The Taipoos are peaceful beings who calmly accept living as refugees from Taintalius, though they dearly miss their world that is no longer and now, “Join the Taipoos as they face the evil Klustry and their mysterious cave!”

La storia dei due ragazzi, dopo infinite peripezie, si conclude in un modo molto imprevedibile e che non mancherà di affascinare i giovanissimi lettori. Sicuramente la storia dei Taipoos, non finisce con questo libro, perché l’autrice ha intenzione di farne una specie di saga con una trilogia, quindi, prossimamente ci saranno altri due libri in arrivo su questo argomento.



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