di Pia Deidda

Quello che sta succedendo da qualche giorno a Gianluca Cotza, in arte il cantautore Quintomoro, mi ricorda il caso della finta cintura automobilistica disegnata sulle magliette dei napoletani. La notizia non era vera ma elaborata da un gruppo di studenti che volevano dimostrare la velocità di quanto una bufala giri soprattutto se suffragata dal pregiudizio. Napoletani = scaltri = truffatori. Un’ottima indagine sociologica. Sono passati parecchi anni da allora e sappiamo tutti come il diffondersi di internet e dell’utilizzo dei social abbia amplificato le notizie false, impostate ad arte per alimentare odi e pregiudizi, per spargere fango a vari livelli. Ci cascano tutti anche giornalisti e politici.

Gianluca Cotza da tempo combatte dalla sua pagina Facebook le bufale, soprattutto quelle razziali; ha quindi voluto fare un esperimento e ha messo sulla sua bacheca l’immagine qui sopra. 

Come potete vedere è un eclatante falso; basta leggere il numero dei senatori che non corrisponde con quello reale della nostra Camera. Ma il dito è più forte del cervello e la notizia è stata condivisa da decine di migliaia di lettori con i soliti commenti ai quali tristemente siamo abituati; adesso la si ritrova anche in alcuni siti dichiaratamente razzisti e si sta diffondendo in maniera esponenziale.



One Response to “L’ESPERIMENTO “SOCIALE” DI GIANLUCA COTZA CONTRO LE BUFALE DI FACEBOOK: ATTENTI A QUEL DITINO CHE SI MUOVE PRIMA DEL CERVELLO”

  1.   Michele Carta Says:

    Sebbene sia apprezzabile l’intento “scientifico” dell’esperimento, va purtroppo notato come da uno scherzo/esperimento che doveva essere ristretto, la cosa si sia trasformata in ben altro (e ripeto, purtroppo). Mi spiace per il signor Cotza che sicuramente non voleva sollevare un polverone così grande, ma dobbiamo purtroppo metterci in testa che non si possano sguinzagliare per il web falisità simili a cuor leggero.
    È vero che sarebbe dovere di tutti verificare l’attendibilità di ciò che si condivide, ma è anche vero (come ben sa e ha dimostrato il sig. Cotza) che pochissimi lo fanno, specialmente coloro che prima di tutti gli altri dovrebbero. Quindi, sebbene ciò sia stato ampiamente dimostrato, purtroppo non sarà di lezione agli ignoranti (perchè di questo si tratta) che l’hanno presa per vera e se ne sono indignati. E potrebbe avere il contro-producente risultato di distorcere ancora di più la visione che queste persone hanno della realtà. Ed è un elemento che, di fronte ai numeri raggiunti, non possiamo purtroppo sottovalutare

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