ph: Nicola Lecca

di Pia Deidda

Concerti senza orchestra (1999), Ritratto notturno (2000), Ho visto tutto (2003), Hotel Borg (2006) Il corpo odiato (2009), La piramide del caffè (2013) e I colori dopo il bianco (2017), sono i sette  titoli dei romanzi e delle raccolte di racconti che hanno fatto apprezzare, con curva esponenziale, Nicola Lecca ad un grande pubblico di lettori. Il riconoscimento è arrivato anche dalla critica nazionale e internazionale, basti citare i premi letterari come Premio Hemingway, Prix du premier roman, Premio Settembrini, Premio Fenice Europa e il Premio dei lettori.

E tutto cominciò arrivando finalista al Premio Strega nel 1999 con Concerti d’orchestra. Cosa si prova a soli ventitrè anni ad entrare a far parte di un mondo che è dei grandi scrittori? Gioia. Sorpresa. Ma anche soddisfazione.

Dai sui interventi, penso per esempio a Facebook, a Twitter o a interviste rilasciate alla televisione (che i nostri lettori possono ritrovare su youtube),  viene fuori un giovane uomo, un giovane scrittore, che non si è ancora montato la testa; posso dirle in tutta sincerità che sembra un po’ fuori dalle righe in un mondo dove si vedono tante esaltazioni del proprio operato? Il mio maestro Mario Rigoni Stern mi ha insegnato l’importanza dell’umiltà.

Anche dai romanzi emerge un Nicola Lecca uomo molto sensibile e attento empaticamente al vissuto altrui. Quali esperienze l’hanno condotto a costruirsi una personalità così positiva? L’attenzione verso gli altri. Mi sono liberato molto presto dal macigno del narcisismo.

Scrittore, giornalista, viaggiatore. Scrive presentandosi su Twitter: scrittore nomade e appassionato viaggiatore. Fondamentale il viaggio? Cosa ne pensa invece dei Salgari? Vivere è incontrarsi con mondo: mettersi in discussione. Relazionarsi. Capire e imparare dal prossimo.

Racconta il mondo, e la Sardegna? Come disse il mio maestro Mario Rigoni Stern: “C’è molta più Sardegna nei tuoi libri che in quelli di tanti scrittori sardi: ma è nascosta tra le righe e bisogna prendersi la briga di cercarla”. Si riferiva al fatto che essere uno scrittore sardo non ha nulla a che fare con lo scrivere di Sardegna: ma che è invece un valore più nobile testimoniato da ben altre evidenze. Io, del resto, sono orgoglioso di portare alto il nome della mia isola nei 15 paesi del mondo in cui sono stato pubblicato e soprattutto nella Biblioteca del Premio Nobel, a Stoccolma, dove sono l’autore sardo più presente insieme a Giuseppe Dessì, Salvatore Mannuzzu e Grazia Deledda.

Per conoscere meglio Nicola Lecca il suo sito ufficiale è: http://www.nicolalecca.it/ 

http://www.medasa.it/

 



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