emigrati sardi che vivono a Melbourne in costume

di Riccardo Schirru

Una splendida e calda giornata autunnale sabato scorso ha fatto da cornice alle celebrazioni del venticinquesimo compleanno del Centro Assisi di Rosanna, fiore all’occhiello della nostra comunità dal principio degli anni ’90. Nell’accogliente cappella del centro, affollata alla massima capienza, la Santa Messa è stata celebrata dall’arcivescovo di Melbourne Denis Hart, insieme a monsignor Franco Cavarra, padre Vito Pegolo (cappellano della comunità italiana), padre Emilio Vaccaro, padre Mario Zammit e padre Luciano Rocchi, residente all’Assisi. Le parti cantate della messa sono state eseguite magistralmente dal Coro Furlan sotto la diligente guida del maestro Giampiero Canil. Nell’omelia l’arcivescovo Hart ha sottolineato l’importante ruolo del Centro Assisi nella nostra comunità, affermando che è diventato il luogo ideale per gli anziani italiani per trascorrere serenamente, assistiti nella loro lingua e circondati dai loro riferimenti culturali, gli anni del tramonto, ed ha elogiato il magnifico lavoro svolto dalla dirigenza e lo staff dell’Assisi. “Con il vostro contributo alla cura e al servizio degli anziani, in questo luogo di Dio e di accoglienza voi avete dato non solo il vostro lavoro, ma avete trasformato la vostra vita in una bellissima missione d’amore e di cura verso il prossimo – ha detto l’arcivescovo – e vi esorto e vi auguro di poter dare il meglio di voi stessi nei prossimi 25 anni”. Subito dopo la cerimonia religiosa si è dato inizio alle celebrazioni nel grande atrio alberato fra le due ali del convento dove era stato collocato il palcoscenico e dove l’annunciatore radiofonico Tony Tardio, ha contribuito a dare il giusto tempo alla giornata, presentando gli ospiti politici – erano presenti la deputata Jenny Macklin, rappresentante del seggio federale di Jagajaga; il collega laburista statale, rappresentante del seggio di West Heidelberg Anthony Carbines e il sindaco di Banyule Tom Melican. Il presidente del Centro Assisi Don Smarrelli ha ripercorso a grandi linee la storia dell’Assisi, a partire dalla genesi quando un gruppo di imprenditori (allora erano solo uomini: Carlo Valmorbida, Tony Schiavello, Bruno e Rino Grollo, Beppi Crema ed altri) si riunì a Sir James Gobbo, allora giudice della Corte suprema, per gettare le basi per l’acquisto del convento. Smarrelli si è soffermato sulle tappe principali del percorso fatto fino ai giorni nostri, rendendo omaggio al grande lavoro svolto dai presidenti che lo hanno preceduto – Carlo Valmorbida, Tony Schiavello, Sauro Antonelli e il compianto Harry Belli. Nel suo intervento Smarrelli ha ricordato momenti che hanno fatto la storia dell’Assisi, tra cui risultati raggiunti negli ultimi anni, con l’apertura della nuova ala del Centro e la ristrutturazione del reparto St Francis, e gli obiettivi futuri come la costruzione di un villaggio residenziale per anziani ancora indipendenti. Il presidente ha concluso ringraziando il personale tutto e soprattutto i volontari “che contribuiscono a fare di questo Centro, una famiglia”. L’intrattenimento, molto apprezzato dai presenti, incluse alcune coppie che ne hanno approfittato per ballare, ha visto sul palcoscenico allestito per l’occasione il duo composto dal chitarrista Marcello D’Amico e la moglie Pauline alla fisarmonica, i cori della scuola Our Lady of Mercy College, dei volontari dell’Assisi e delle signore de La Voce Della Luna sotto la direzione di Elvira Andreoli. Ad eccezione del sodalizio socio-culturale sardo (con sede presso il medesimo centro di Rosanna), mancava la presenza di altri club regionali e associazioni italiane alle celebrazioni della fondazione del Centro – un vero peccato – perché è stato proprio grazie alla generosità dei soci e i simpatizzanti di quei club e associazioni, nonché dei moltissimi circoli pensionati di allora, che è  stato possibile raccogliere i fondi necessari (1,4 milioni di dollari

ndr), nel 1992, per effettuare il primo pagamento per l’acquisto del monastero dell’Ordine delle Suore della Misericordia. L’unico filo rosso, l’unico segno di continuità tra passato e presente è stato rappresentato dalla Banda Bellini, che si esibì all’inaugurazione del Centro Assisi il 15 marzo del 1992, e che ha allietato il 25esimo anniversario, con le sue inconfondibili melodie.



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