ph: Ivana Dore e Anna Modolo

di Natascia Talloru

La psicologia è certamente una tra le scienze sanitarie in continua e rapida espansione, sia per una maggiore accettazione dello psicologo quale figura indispensabile in ogni fase della vita della persona, sia per una maggiore necessità di integrazione della psicologia in altri ambiti lavorativi. Benché la Sardegna disponga di strutture di ricezione notevoli all’interno delle quali operano figure professionali altamente qualificate, accade spesso che la domanda sia in eccesso rispetto alle reali possibilità di intervento, o che le strutture stesse non riescano ad assumere personale sufficiente che possa rispondere alle sempre più frequenti richieste di un territorio. Nasce qui l’esigenza di vedere come unica possibilità di crescita quella di distaccarsi dalle strutture pubbliche, e tentare di camminare con le proprie gambe. Due giovani dottoresse , Ivana Dore e Anna Modolo, gavoese la prima e oranese la seconda,  combattono così la disoccupazione a suon di passione e intraprendenza, e decidono in questo modo di provarci. Entrambe laureate in psicologia, due percorsi differenti in città differenti con rispettive specializzazioni, la Dott.ssa Dore in psiconcologia e disturbi dello spettro autistico, la Dott.ssa Modolo doppia laurea in riabilitazione psichiatrica, master in mediazione familiare e, come sopra, psiconcologia e disturbi dello spettro autistico, scendono in campo aprendo MADI, uno studio di psicologia che opererà a ventaglio nel cuore della Barbagia, dell’Ogliastra e non solo.  Ma cos’hanno di così particolare queste giovani donne? Le abbiamo incontrate per voi in un soleggiato pomeriggio di inizio primavera, non solo per conoscere maglio i loro percorsi in ambito sanitario, ma anche per capire cosa le ha spinte a dare origine a un progetto comune e, soprattutto, quali benefici apporteranno al nostro territorio.

Perché Madi e perchè la Psi greca come simbolo? Madi è un acronimo che racchiude le iniziali dei nostri nomi, Modolo Anna e Dore Ivana. Mentre il simbolo è quello della psicologia che abbiamo cercato di fare a nostro piacimento. Anche il colore non è casuale, l’abbiamo scelto per dare un’impronta un po’ femminile, per comunicare che siamo due donne che si stanno lanciando in questa impresa “titanica”. (Ridono, ndr)

Qual è stata la molla che vi ha spinto così giovani ad aprire uno studio di psicologia? Solitamente l’iter che si segue è l’inevitabile gavetta… Allora, è stata in parte la disoccupazione, o meglio la disoccupazione legata a quello che noi dovremmo fare. Magari si può trovare lavoro come educatore o comunque con qualcosa che è un tantino attinente alla psicologia, ma non all’essere psicologo. Da questo è nata la spinta di metterci in proprio per poter sfruttare la laurea e i numerosi corsi e master che abbiamo fatto entrambe. Quindi fondamentalmente volevamo cercare di sfruttare al meglio tutto quello che abbiamo fatto fino a oggi e non “accontentarci” di svolgere un lavoro per un privato o per un ente dove correvamo il rischio di fare tutt’altro.

Avete obiettivi specifici o aspettative? Sicuramente vorremmo raggiungere un livello di professionalità elevato, nel senso imparare a essere professionali, e questo è possibile solo lavorando e acquisendo esperienze. Vorremmo dare un servizio valido perché purtroppo non sempre è possibile. C’è stata una ricerca territoriale nel capire dove ci poteva essere una mancanza di servizi. Nonostante Nuoro sia una cittadina dove più o meno le strutture ci sono o stanno nascendo, per esempio nella psiconcologia c’è un centro che a livello regionale comunque è importante, abbiamo riscontrato che non basta. Soprattutto nella zona di Tortolì e Bono non c’è praticamente nulla rispetto a quello che stavamo facendo noi, e quindi la scelta territoriale non è stata casuale. 

Una delle domande era proprio questa, come mai la scelta di queste sedi. Quindi confermate che c’è una lacuna in queste zone? Sì, i servizi che noi vorremmo dare sono scoperti, soprattutto a Bono e in Ogliastra. C’è un centro che si occupa di autismo, ma per quanto riguarda riabilitazione psichiatrica e psiconcologia in realtà poco ovunque. Nuoro a parte dove c’è il centro di psiconcologia, ma la riabilitazione psichiatrica non viene approfondita.

Comunque fate anche psicologia per tutti, non solo casi di pazienti oncologici? Secondo voi la psicologia in Sardegna com’è vista attualmente? Sì, faremo psicologia per tutti perché crediamo che possa servire a chiunque, non necessariamente al paziente con una patologia conclamata come il cancro o l’autismo ad esempio. In Sardegna abbiamo fatto dei passi avanti, sicuramente solo in alcuni contesti dove magari hai un servizio di psicologia già avviato, come a Nuoro,  non è più una vergogna fare riferimento allo psicologo. Nei nostri paesi pensiamo ci siano ancora difficoltà nel chiedere un servizio pubblico o privato o pensare alla psicologia come parte della prevenzione. 

Come vi definireste, lavorativamente parlando?

Dott.ssa Dore: Io mi definisco empatica.

Dott.ssa Modolo: Io non so, forse fresca, nel senso che sono giovane e mi sento di portare un servizio nuovo.

Tra i servizi che farete tra l’altro vi è il domicilio, nel senso che andrete nelle case? Sì, nei casi più estremi rispetto ad altri, dove non vi è la possibilità di spostarsi. Allora a quel punto cerchiamo di andare noi incontro ai bisogni della persona.

Se posso chiedervi, con quali metodi opererete? So che utilizzerete anche degli strumenti alternativi, come il trucco e parrucco per le pazienti oncologiche. Pensiamo più a un servizio di presenza che non si limita a un’ora di seduta dove magari vedi un paziente per un colloquio clinico. L’idea è nata proprio per cercare di essere più presenti a livello fisico con la persona che si rivolgerà a noi. Abbiamo pensato a una continuità con quello che offriremo, vogliamo accompagnare il paziente nel momento in cui ha un problema che può essere psiconcologico o di altro genere, cercando di rispondere in maniera più presente alle sue richieste.

Quindi accorciare anche la distanza coi pazienti? Sì, creare proprio quella relazione tra psicologo e paziente, fatta di empatia, di presenza, di delicatezza, di tante cose che magari quando tu hai a che fare con un lavoro in una struttura pubblica non puoi, non perché non vuoi. Comunque ci sono tutta una serie di aspetti da considerare quando si lavora all’interno delle strutture: c’è poco tempo, ci sono molti operatori ma c’è un carico eccessivo di utenza, quindi non riesci, anche volendo.

Vorreste anche integrare con altre figure professionali, come chi opera nell’arteterapia e nella musicoterapia? Al momento sono molto richieste e pensate che questa interazione possa in qualche modo completare il vostro lavoro? Beh, queste sono le nuove frontiere della riabilitazione psichiatrica: arteterapia, musicoterapia. Poi purtroppo da noi c’è tanta ignoranza. Musicoterapia per molti è accendere una radio e far ballare i bambini, così non è…idem arteterapia non è farli colorare. E non servono solo ai bambini. Le abbiamo provate personalmente e sono attività fantastiche! Ci stiamo già guardando attorno su quello che c’è nel territorio e non viene sfruttato. Ci sono dei servizi vicini dove operano arteterapeuti e musicoterapeuti che vengono sottovalutati  e che ci permetteranno di arricchire il nostro lavoro, quindi non vogliamo fermarci a noi due psicologhe, ma utilizzare tutte le persone e le strutture per rendere più professionale e completo il nostro lavoro.

Vorreste cooperare con strutture già esistenti, come il SerD di Nuoro dove, se non sbaglio, avete avuto entrambe esperienza? Sì. Esperienza bellissima! E’ organizzato molto bene, anche lì ci sono dei problemi legati purtroppo a questioni logistiche, ma anche al fatto che veramente c’è un carico di utenza non indifferente, quindi gli operatori stessi, gli psicologi e i medici non possono fermarsi troppo tempo con ogni persona perché veramente non riuscirebbero. Idem per il centro di psiconcologia. La responsabile Dott. Brusasca è una persona che ci ha dato molte possibilità e a lei faremo sempre riferimento per le nuove attività legate alla psiconcologia, sia per quelle di gruppo sia per i pazienti singoli.

Prospettive future? Ci auguriamo nasca un servizio che possa portare novità e qualità, che possa essere un esempio per i giovani che come noi ci vogliono provare. Noi abbiamo deciso di rischiare, non sapremo come andrà ma pensiamo che in alcuni casi la passione nel lungo termine ripaghi di tutti i sacrifici fatti. 

Contatti e info

Dott.ssa Modolo Anna: anna.modolo@yahoo.it

Dott.ssa Dore Ivana: dott.ivanadore@gmail.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/MADIPsicologiaRiabilitazione/?fref=ts 



2 Commenti to “DUE GIOVANI COMBATTONO LA DISOCCUPAZIONE CAMMINANDO CON LE PROPRIE GAMBE: “MADI”, LO STUDIO DI PSICOLOGIA CHE OPERERA’ IN BARBAGIA, OGLIASTRA E NON SOLO”

  1.   Anna Modolo Says:

    Le nostre radici ci consentono di volare lontani e tenere sempre alto il valore della condivisione tra conterranei! Grazie Natascia Talloru per lo spirito con cui osservi e racconti gli eventi!

  2.   Ivana Dore Says:

    Grazie per questa possibilità. Il bello di tutta questa nuova esperienza sta soprattutto nell’incontrare persone con talento, che possono raccontare quello degli altri, l’unione fa la forza, l’ho sempre sostenuto e questa é la dimostrazione. Grazie di cuore

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