ph: Angela Demontis

di Emanuele Taino Foddai

Di artisti si sa, in giro per il mondo ce ne sono tanti, anzi ognuno di noi ha delle propensioni di tipo artistico, che possono variare dalla scrittura alle arti figurative e così via. Ma poche persone nel mondo sono riuscite ad unire l’arte con la storia, e una di quelle è Angela Demontis, una Shardana che non solo studia ed è appassionata di arte, ma che ricrea con le sue opere e riporta in vita in maniera tangibile costumi e usanze dei tempi andati.

Angela nasce come artista e si avvicina alla cultura Nuragica con un occhio differente da quello freddo e quasi distaccato dell’archeologo, e cerca di ricreare abiti, usanze, armi e abitudini dei nuragici, prendendo come spunto i bronzetti e le scoperte archeologiche di quel periodo, immergendosi e immedesimandosi in tale cultura a trecentosessanta gradi, sentendola sua.

Questa appassionata di storia viene da una famiglia di artisti, avendo l’arte in casa, con mamma ceramista e scultrice e papà pittore e fumettista.

Sin da piccola ha il suo stile, che applica a pittura, fotografia, scrittura,  scultura e arti manuali, ottenendo risultati unici e dallo stile ben definito che è la sua “firma”.

Questo suo approccio “innovativo” le consente di scoprire quanto queste culture fossero già avanti, raffinate e tecnologicamente emancipate; a differenza di ciò che si pensa comunemente, queste popolazioni non erano affatto arretrate e “rozze” e gli abiti, le armi e le loro usanze lo dimostrano sotto ogni punto di vista.

Lei riesce a riportarle in vita.

La civiltà nuragica come già sappiamo si è sviluppata nello stesso periodo nel quale la civiltà egizia ha raggiunto il suo massimo splendore, e, nonostante avendo avuto le sue origini in Sardegna ed essendo territorialmente molto limitata, ha raggiunto livelli di cultura e modernità stupefacenti per quel periodo storico.

La nostra isola, essendo terra di passaggio, assimilava in qualche modo una parte di tutte le culture che la attraversavano, consentendole il vantaggio di prendere il meglio di ciò che ogni popolazione aveva da offrire, facendolo proprio e rendendolo distinto e caratteristico.

Angela ci racconta brevemente il suo lavoro.

“Il Popolo di Bronzo” è il primo e unico originale studio storico-artistico di abiti, armi ed armature nuragiche fatto attraverso disegni esplicativi e basato sulla osservazione delle statuette nuragiche. Il libro “Il Popolo di Bronzo“ (edizioni Condaghes) pubblicato nel 2005, con 105 illustrazioni in b/n relative a 100 personaggi presi in esame. I primi due capitoli  trattano una ricca ricerca storica su materiali, tecniche e colori utilizzabili 3000 anni fa per realizzare gli abiti. Libro che continua a vendere ancora adesso, acquisito da biblioteche di prestigiose università estere (http://www.worldcat.org/title/popolo-di-bronzo-abiti-armi-e-attrezzature-dei-bronzetti-sardi-in-100-schede-illustrate/oclc/63107000&referer=brief_results)

Libro-ricerca che mi è servito come base di partenza per il mio progetto di ricostruzione dei costumi nuragici a grandezza reale. Il progetto è  partito nel 2006, finanziato dalla Provincia di Cagliari che ha poi acquisito la mostra, e ho esposto i primi tre personaggi al pubblico  nel 2008. La Mostra completa de “Il Popolo di Bronzo” ha esordito ad aprile 2010  nella Sala dei Bronzetti del Museo Archeologico di Cagliari, presentata dal Sovrintendente Marco Minoja e dalla Direttrice Donatella Salvi; in due mesi

  ha ricevuto  ben 20500 visitatori. L’esposizione è composta da 10 personaggi nuragici completi di abiti, armi, armature ed utensili, e 16 pannelli esplicativi con testo anche in sardo ed inglese. Nella realizzazione di alcuni manufatti hanno collaborato con me valenti artigiani esperti in vari settori (ceramica, bronzo, intreccio, arceria).

Oltre a realizzare  progetto, la ricerca e  tutti i modelli, mi sono occupata personalmente di confezionare e cucire a mano tutti gli abiti e persino le armature di cuoio, con tecniche di archeologia sperimentale.

La mostra, dopo essere stata itinerante in varie località della Sardegna e del Nord Italia con ben 32 tappe, è divenuta ora esposizione permanente visitabile nel salone centrale del Palazzo Regio a Cagliari.
Libro e mostra Il Popolo di Bronzo, nel corso degli anni sono stati citati e pubblicati in varie pubblicazioni scientifiche e non, nazionali ed internazionali. 

I miei lavori sono apparsi in diverse trasmissioni televisive regionali e nazionali (Geo&Geo Rai3 con Sveva Sagramola), e nelle bellissime puntate di Velisti per Caso sui Popoli del Mare, e Slow Food, con Syusy Blady (Maurizia Giusti) e Patrizio Roversi (trasmessa su Sky e Rete4).

Tutt’oggi, questi miei lavori vantano numerosi tentativi di copiatura, avendo fatto io da “apripista” in un mondo che prima nessuno vedeva … chissà come mai… Ci voleva l’occhio di una donna innamorata di Arte e Storia per studiare un popolo antico attraverso il loro modo di abbigliarsi.

Questa passione e tale fervore mi ha coinvolto così tanto che ho deciso di andare a visitare la mostra. Mi sto innamorando di quelle culture che sono andate perdute, con quei valori sobri, da guerrieri impavidi e strutture sociali da fare invidia alla società moderna.



One Response to ““IL POPOLO DI BRONZO” DI ANGELA DEMONTIS: UN’ARTISTA CHE VIVE LA STORIA”

  1.   Angela Solinas Says:

    Ciao Angela Demontis..quando vieni in Argentina ? Ci siamo conosciuti nel 2012 la notte dei musei con Serafina Mascia

Lascia un commento

Codice di sicurezza: