di Andrea Mattei

Nella terra più antica d’Italia, immersi nella millenaria epopea mineraria della Sardegna, tra mare, monti e le chiese dedicate al culto di Santa Barbara. È uscita la nuova guida di Terre di Mezzo: 24 tappe per circa 400 km attraverso il Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Tra storia, cultura e devozione

Si cammina sulla terra più antica d’Italia, in un territorio punteggiato dalle testimonianze della millenaria epopea mineraria della Sardegna, tra mare, monti e una serie di chiese dedicate al culto di Santa Barbara, la patrona dei minatori. Tra storia, cultura e devozione. Grazie alla nuova guida appena pubblicata da Terre di Mezzo, oggi è possibile riscoprire un territorio magico: il Cammino minerario di Santa Barbara

Dal mare cristallino di Sant’Antioco alle fitte foreste del Marganai, dalle bianche dune di Piscinas alle spettacolari grotte di Is Zuddas, un viaggio indimenticabile alla scoperta della Sardegna sud-occidentale, tra suggestive miniere dismesse, gallerie affacciate sugli scogli, villaggi fantasma e antiche ferrovie che si perdono nei boschi. Un percorso ad anello che da Iglesias si snoda lungo le piste e i sentieri battuti dai minatori lungo 8.000 anni di storia, dal Neolitico al Novecento. Con tutte le informazioni utili: quando partire, cosa portare, le mappe, le altimetrie, i dislivelli, la descrizione del percorso, dove dormire, i luoghi da visitare. E, inoltre, le storie e le testimonianze di chi ha lavorato in miniera.

Il percorso segue gli antichi sentieri minerari, le strade utilizzate dai minatori per andare a lavorare, le vecchie mulattiere e le ferrovie (ormai dismesse) costruite per il trasporto dei minerali grezzi. Ma tocca anche luoghi di culto dedicati alla patrona dei minatori. In tutto 24 tappe per un totale di circa 400 km attraversando 23 comuni del Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Quasi il 75% del percorso si svolge su sentieri, mulattiere, carrarecce e strade carrabili sterrate, mentre il restante 25% è costituito da strade lastricate dei centro urbani e da brevi tratti extraurbani asfaltati. Si va dal livello del mare fino ai 900 m del sistema montuoso del Marganai. 

La guida è opera di Giampiero Pinna, geologo che nel 2000-2001 ha guidato l’occupazione della miniera di Monteponi che ha portato all’istituzione del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco. È lui ad aver ideato il Cammino minerario di Santa Barbara.

Questo cammino è l’occasione per scoprire luoghi straordinari, ma anche per entrare in contatto con un popolo fiero e orgoglioso. Lucio ha 87 anni e una vita passata nelle viscere di quella terra: “Io ho amato la miniera. Le miniere, che tanto hanno dato ai padroni e ai minatori che vi hanno lavorato, oggi dovrebbero dare altre cose: turismo… per permettere ai giovani di rimanere qui. Quindi venite! Vi accoglieremo a braccia aperte…“.



One Response to “IL CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA: A PIEDI, NELLA SARDEGNA PIU’ VERA”

  1.   Matteo Algranati Says:

    Terre di mezzo….. quando torno lo compro

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