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di Josiane Masala Grazie a questo V nostro Congresso Nazionale, ho il piacere di parlare a nome dell’altra Sardegna, quella che si trova fuori dai confini regionali e nazionali e di portare, oltre al suo fraterno saluto, anche il pensiero e le istanze del Circolo Sardo Nuraghe di Losanna e del suo Direttivo che ho l’onore di presiedere.  Quest’anno il nostro Circolo festeggia con grande fierezza e onore il suo 50° anniversario. Questo importante traguardo è stato raggiunto anche grazie alla disponibilità e ai contributi della Regione Autonoma della Sardegna, della Federazione, dei nostri soci e simpatizzanti, ma soprattutto grazie all’ impegno e alla abnegazione dei membri del nostro Direttivo. Con il nostro volontariato e con le nostre attività culturali, continuiamo a far conoscere e a far apprezzare ai nostri amici svizzeri, ai nostri connazionali e ai gruppi etnici della nostra circoscrizione, non solo l’ antica virtù dei sardi che è la loro ospitalità , ma anche la nostra storia , la nostra cultura e le nostre millenarie tradizioni. Le nostre attività culturali continuano a migliorarsi e a incontrare il plauso di un pubblico sempre più numeroso, sempre più esigente ed attento.  Notiamo con piacere, che giovani e meno giovani dimostrano un importante interesse per le proiezioni di filmati di registi sardi e di documentari sulle bellezze naturali del nostro territorio e della sua fauna. Il Circolo organizza periodicamente spettacoli teatrali e musicali, conferenze informative sia su problemi fiscali che previdenziali. Siamo convinti che il lavoro svolto dai Circoli in questi anni, abbia avuto e che continui ad avere ripercussioni positive sull’ economia della Sardegna, sulla bontà dei nostri prodotti agroalimentari e artigianali e che favorisca ed incrementi il turismo verso la nostra Isola. Siamo fermamente consapevoli che il pianeta dell’emigrazione è una parte importante del popolo sardo. I circoli sono le radici della Sardegna che si sono trapiantate nel mondo, radici che solo chi vede in fondo alle cose potrà percepire  Viviamo in un mondo in continua evoluzione che impone ai popoli un continuo riposizionarsi sia a livello economico che politico. Naturalmente i dispositivi legislativi non sono sempre in armonia con questi cambiamenti, ne conseguono gravi scompensi che si ripercuotono sul mondo del lavoro.  Naturalmente anche i Circoli necessitano di stare al passo con i tempi, mantenendo intatto quel patrimonio culturale che ci ha caratterizzato nel corso degli anni, questo è il ruolo che auspichiamo per i “nuovi circoli”, questo è il ruolo che stiamo mettendo in funzione per il nostro Circolo “Nuraghe” di Losanna. I circoli sono legati ovviamente al fenomeno dell’emigrazione, che, se da un lato abbiamo visto diminuire i flussi classici, dall’altro lato si sta registrando una nuova ondata di giovani che emigrano. Questa nuova emigrazione è legata sia alla crisi occupazionale particolarmente forte nelle regioni italiane e soprattutto nella nostra regione, sia ai nuovi modelli economici e di mercato. Questa nuova ondata emigratoria non solo è diminuita rispetto al passato ma va ben oltre i dati Istat, stando ai dati forniti da istituti statici europei, risulterebbe essere superiore fino ad oltre 4 volte i dati Istat/AIRE. Altrettanto sorprendente è che allo stesso tempo, il flusso emigratorio degli italiani verso l’estero risulterebbe ormai essere circa il doppio degli arrivi di immigrati economici e profughi insieme. È desolante dover prendere atto che in Sardegna il tasso di disoccupazione giovanile è tra i più alti di tutte le altre regioni italiane. È triste dirlo, ma il tasso di disoccupazione giovanile in Sardegna va oltre la soglia del 54 per cento. La Sardegna, come tutte le altre regioni italiane, spende ingenti risorse umane e finanziarie per formare i suoi giovani per poi lasciarli senza una occupazione e quindi costringerli a partire verso l’Italia continentale , Germania e Francia, Belgio …, auto privandosi così dell’ intelligenza e delle conoscenze di una generazione di giovani preparati ( diplomati e laureati ) che sono una delle poche risorse su cui può ancora contare la Sardegna per il suo sviluppo e per il suo futuro. Tra le destinazioni più ambite di questi giovani costretti a partire vi è anche la Svizzera e il Regno Unito. Secondo le statistiche ufficiali, i sardi che hanno lasciato l’Isola nel 2014 sono stati 7200, nel 2015 sono stati 2575. L’identikit del nuovo emigrato che ci rivelano le statistiche hanno un’età compresa tra 18 e 49 anni, con una maggioranza di over 35. Questa nuova emigrazione non sempre trova un lavoro all’ altezza delle loro qualifiche e aspettative e di conseguenza si trovano costretti se vogliono lavorare, ad accettare dei lavori più umili nonostante i loro importanti titoli di studio. Questo fenomeno fa sì che la Sardegna si stia spopolando soprattutto nel suo interno.  Pur con questa nuova massa di emigrati sardi in uscita, sorprende il fatto che il saldo migratorio della Sardegna resti positivo grazie agli arrivi dell’Immigrazione straniera. Purtroppo il fenomeno della mancanza di lavoro in Sardegna è un male endemico. Il futuro non promette niente di buono.  Gli scenari dell’evoluzione demografica in Sardegna al 2060, indicano un forte calo della popolazione sarda nella misura di ca. 300 mila abitanti, assestandosi cosi, dagli attuali 1,6 milioni a ca. 1,3 milione di abitanti. Ed è per questo che ci auguriamo e vivamente speriamo che i giovani che oggi emigrano, possano in un prossimo futuro tornare in Sardegna, per vivere, per lavorare e portare con se nella loro e nostra meravigliosa Isola, le loro esperienze, le loro competenze , per farsi che la Sardegna diventi se non un nuovo paradiso, almeno un luogo dove sia possibile vivere dignitosamente, così come racconta il testo di una canzone di Fabrizio De André. Una tra le tante possibili soluzioni a questo continuo impoverimento e spopolamento potrebbe essere il testo della proposta di legge presentato dai Riformatori sardi. Proposta ed idea questa, che grazie ad una politica di sgravi fiscali ai pensionati, che se accolta, potrebbe favorire il ripopolamento della nostra Isola, alla pari di quanto è stato fatto in altre nazioni come il Portogallo e Tunisia, insomma una sorta di Florida europea. Le premesse per una rinascita della Sardegna ci sono tutte: Ambiente, natura e territorio, enogastronomia, storia, cultura musica e tradizioni che arricchiscono la vita sociale di chi risiede in Sardegna, tutti elementi questi che fanno della Sardegna uno dei territori con la concentrazione di centenari più elevati al mondo e che continuano ad attrarre nuovi aspiranti centenari. In quanto ai Circoli abbiamo sempre cercato fin dall’inizio della nascita della rete dei sardi nel mondo, di coinvolgere le seconde e terze generazione di sardi. Purtroppo le difficoltà che incontriamo nel collegamento con questi giovani e nella gestione dei nostri sodalizi, è dovuto al fatto che non possiamo progettare a lungo termine ed a volte neanche a medio termine, causa dei contributi regionali che non si sa mai a quanto ammontano e in quale mese dell’anno questi arrivano. È da anni che riceviamo i contributi oltre il mese di settembre, in questi ultimi tre anni i finanziamenti sono arrivati a novembre… e se si pensa che dobbiamo spenderli entro il 31 dicembre dell’anno in corso, allora è facile capire che la programmazione delle nostre attività annuali, diventa non solo una grande impresa ma soprattutto una continua beffa. Questo stato di cose è fonte di frustrazioni e genera una quantità di lavoro in più, visto che ci costringe a dover rivedere i programmi iniziali e a ripiegare su programmi nella maggior parte delle volte in versione più modesta. La programmazione delle attività è una cosa seria e richiede certezze e tempi lunghi, anche per poter prenotare le strutture idonee ad ospitare le manifestazioni… se la RAS non ci da queste certezze, siamo costretti a continui rinvii e all’ improvvisazione. Le direttrici politiche offerte in questi anni dall’Amministrazione regionale sarda sono alquanto contraddittorie (Marketing? Commercio? Agenzie di viaggio? Piattaforme informatiche? Import-export?), i nostri Circoli dovrebbero subire una mutazione genetica le cui caratteristiche e i cui fini sono però ignoti. Se queste sono le aspettative regionali, allora chiediamo che ci vengano dati sin dall’ inizio dell’anno sociale i mezzi finanziari per poter operare anche in questo senso.



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