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di Antonio Agus

Sono passati sette anni dal precedente Congresso tenutosi nella bellissima città di Lucerna, oggi , siamo qui  nuovamente riuniti per discutere del passato e soprattutto per proporre nuove idee per il futuro.

Nel panorama culturale italiano della nostra circoscrizione cantonale e non solo ,il circolo sardo di Lucerna  rappresenta sin dalla sua costituzione, un punto di riferimento costante sia per i sardi , ma anche per i non sardi che spesso e volentieri , aderiscono collaborano e partecipano alle nostre manifestazioni culturali. Molteplici sono state le manifestazioni culturali e di collaborazione organizzate principalmente con la Sardegna – Assessorato del Lavoro, con la Federazione dei circoli sardi in svizzera e con i circoli sardi ad essa Federati.  Ma anche con le autorità locali, Consolato italiano di Zurigo, Comites, Associazioni Italiane in Svizzera, Università della terza età, Associazioni Svizzere, Patronati ,Consiglio Generale degli italiani all’estero, Scuole Italiane in Svizzera e con tanti amici della Sardegna.

Lo slogan di questo Congresso: “Sardegna in Progresso con le conoscenze e le competenze dei suoi giovani in patria e all’estero “.

È uno slogan di prospettiva,lungimirante che non è circoscritto alle nostre sole Associazioni qui in Svizzera,ma coinvolge e richiama l’interesse di tutte le altre strutture delle organizzazioni dei Sardi nel mondo.

È un invito a un dibattito che non essere rivolto ai soli sardi della diaspora, ma deve coinvolgere anchee soprattutto l’attenzione e le responsabilità della classe politica regionale, che non può  estraniarsi dalle pesanti responsabilità politiche e  sociali che continua ad avere nei confronti della nuova emigrazione e delle  centinaia di migliaia  di sardi sparsi in tutto il mondo.

È da una vita che il mondo dell’emigrazione rivendica maggiore attenzione e una vera politica regionale nei suoi confronti che non può limitarsi ai pur importanti anche se fortemente ridotti contributi regionali.

Restando nell’ambito dei contributi rivolti al mondo all’ emigrazione degli italiani nel mondo ci teniamo a solidarizzare con i nostri connazionali e denunciare i  continui  tagli da parte dello stato Italiano per le politiche ed i servizi  rivoltiagli italiani all’estero.

Da questo congresso chiediamo al Governatore della Sardegna, Onorevole Francesco Pigliaru, ma anche All’assessore Virginia Mura, un impegno politico,che non può limitarsi ai Circoli buoni oa quelli cattivi. Ma deve essere unimpegno di vera di prospettiva e di collaborazione,rivolto a tutti i sardi nel mondo affinché si radunino  forze,intelligenze ed energie per poter meglio servire il bene comune.

Il bene comune di cui parliamo,è quello dei sardi, tanto di quelli che risiedono in Sardegna, quanto di quelli che la necessità,le scarse prospettive di lavoro, gli stessi casi della vita hanno condotto a vivere fuori dalla Sardegna.

Tra le tante responsabilità, della nostra classe politica,vi è anche quella di continuare , come dicevo prima, a favorire e spalancare ancora oggi, le porte per l’emigrazione di migliaia di giovani sardi, muniti di un titolo di studio(diploma e Laurea), per andare ad arricchire le regioni del Nord Italia ed Europeo.

Noi Sardi siamo attaccatissimi alla nostra terra,l’amiamo e continuiamo a tenere alto il nome della Sardegna; ma diciamoci la verità fino in fondo a noi la Sardegna cosa ci ha dato? cosa continua a darci ?

Naturalmente, qualcuno pensa di poter saldare il conto con i sardi che sono stati costretti a lasciare l’isola, con ibenefici della legge Regionale per L’emigrazione,la Nr. 7 del 1991 .

Non possiamo non riconoscere che la Sardegna è stata tra le prime regioni in Italia a legiferare in materia di emigrazione, ma al riguardo non va neanche dimenticato che per tenere in piedi le strutture dell’emigrazione, Circoli e Associazioni; facevamo grandi salti prima e continuiamo a farli anche oggi per promuovere i Sardi e la Sardegna.

Non è possibile che si cambino continuamente le regole di gestione e di utilizzo dei contributi regionali, eppure la legge è sempre la stessa. Gli esami non finiscono mai. A Cagliari hanno spesso e volentieri il pennarello rosso sotto mano per stralciare e scoraggiare anche attività innovative necessarie al rinnovamento delle nostre attività. Le nuove generazioni, quelle che dovrebbero coinvolgere i nostri Direttivi, non capiscono e non accettano volentieri questi ferrei e burocratici vincoli di spesa.

Con questo non vogliamo far intendere che il rapporto con i funzionari dell’Assessorato siano dei peggiori,occorre certamente maggior collaborazione, ma devo riconoscere che i nostri funzionari;il direttore del Servizio Emigrazione dott.ssa Antonia Cuccu,la dott.ssa Giuseppina Orani e il direttore del Settore Emigrazione   l’ingegner Nicola Saba , che oggi è qui e che ci ha onorato con la sua partecipazione , meritano di essere citati per la loro preziosa e responsabile collaborazione.

Denunciamo da questa assise il comportamento delle compagnie aeree e marittime, soprattutto della società di navigazione Tirrenia. Prezzi alle stelle, Continuità territoriale inesistente, disservizi all’ordine del giorno, politiche dei trasporti alla deriva e Assessorato ai Trasporti sempre in viaggio tra le nuvole e nel nulla di fatto.

Purtroppo e ce ne dispiace, dover rilevare che molta disinformazione sui trasporti ci arriva anche dall’interno del nostro mondo, dalla nostra stampa nazionale e regionale. Si pubblicizzano con tanta leggerezza stipulazioni di accordi, di convenzioni e di agevolazioni tariffarie con le Compagnie aeree e marittime, e poi al momento dei fatti quando si deve porre mano al portafoglio per pagare il biglietto, si scopre che le agevolazioni sono tutte fantasiose ed inesistenti. Uno specchio per le allodole…

Non è più tollerabile che in una famiglia di emigrati Sardi in partenza per esempio da Genova per Porto Torres, che il padre paghi una tariffa, la madre un’altra e i figli un’altra ancora.

Noi chiediamo una volta per tutte ai politici di fare rispettare i diritti dovuti ai Sardi che vivono e lavorano dentro e fuori dai confini regionali, quelle centinaia di migliaia di Sardi emigrati che hanno contribuito e ancora oggi contribuiscono al benessere della Sardegna, ma che a distanza di tanti anni continuano ad  essere discriminati dalle compagnie aeree e marittime perché non ritenuti più cittadini Sardi.

Cari corregionali, cari ospiti,mi avvio a concludere con questo accorato appello per un sussulto di orgoglio, per ribellarci con dignità, nei confronti di chi crede, dopo 50 anni di battaglie di poterci ancora prendere in giro. È giunto il momento, cari emigrati di tutto il mondo di unirci gli uni agli altri, sotto un’unica bandiera, la bandiera dei Circoli Sardi nel mondo, per portare avanti la nostra battaglia di Sardi discriminati e contro chi ha paura di confrontarsi con noi.

Ai partiti e alle forze politiche chiediamo un minimo di rispetto e di considerazione.

Ne abbiamo il diritto e ce lo dovete riconoscere.



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