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di Pietro Cossu

Questo tema congressuale dovrebbe favorire un dibattito rivolto ad elaborare e proporre una nuova strategia che possa contribuire con la partecipazione delle nuove generazioni a dare una svolta organizzativa per un futuro migliore alle nostre organizzazioni.

In un questo momento di crisi generale del mondo associazionistico e non solo, mi chiedo, chi non vorrebbe fare un altro salto di qualità?  

Purtroppo va rimarcato che i tempi non ci sono favorevoli perchè i cambiamenti necessitano la disponibilità al dialogo di una classe politica regionale restia a recepire le nuove istanze del nostro mondo.

È oramai di dominio pubblico che a Roma litigano continuamente,a Cagliaripure.

Tutti i governi promettono in campagna elettorale efficienza e alla fine ci troviamo con inconcludenti polemiche giornaliere.

Noi italiani nel mondo sappiamo bene, perché lo stiamo vivendo sulla nostra pelle, che con gli ultimi Governi  Nazionale , stiamo perdendo la lingua, stiamo perdendo i Consolati, stiamo perdendo le scarse risorse che avrebbero dovuto sostenere le istituzioni scolastiche la cultura e la solidarietà nel mondo.

Segnali questi, che con tutta la nostra buona volontà non fanno presagire futuri migliori neanche a livello regionale.

Voler proporre cambiamenti importanti nella gestione dei nostri Circoli, in questi momenti infelici della politica sarda, non solo corriamo il rischio di prestare il fianco al menefreghismo dei politici  ma  si rischierebbe anche di  rimettere in gioco quanto in anni di lotte abbiamo a giusta ragione e fatica conquistato.

Questa nostra preoccupazione é giustificata dal fatto che se non abbiamo peso e forza politica, non ci ascolterà nessuno.

Non é pessimismo, non é mancanza di coraggio o di fiducia nelle nostre Organizzazioni, é la concreta constatazione che se vogliamo fare un passo verso un futuro migliore dobbiamo costringere i politici che ci governano a sedersi assieme a noi, attorno ad un tavolo per

affrontare tutte le questioni che possono favorire il cambiamento e il rilancio delle Associazioni sarde nel mondo.

Noi, del Circolo Sardo “Sebastiano Satta” di Goldach, forti della nostra autonomia, che non dipende e non può dipendere dai contributi regionali,  pur con tutte le preoccupazioni che abbiamo espresso,  siamo convinti che dobbiamo rivedere e progettare un futuro diverso e ch’é arrivato il momento di rimboccarci le maniche facendo leva sui valori che abbiamo a cuore e che  hanno accompagnato le nostre Associazioni sin dalla loro nascita.

Noi Associazione culturale Sarda di Goldach, abbiamo fiducia nel ruolo importante e di raccordo che rivestono le  Associazioni sarde in Svizzera e ci proietteremo assieme verso il rinnovamento,  sapendo di poter  contare sull’ efficiente  lavoro che svolge la Federazione assieme ai Direttivi dei Circoli Federati,  ma non posso fare a meno di ripetermi e citare anche l’importante contributo che ha dato durante la sua lunga presidenza  Domenico Scalaeche ancora oggi continua a dare dedicando esperienza e tempo.

Capiamo benissimo che la necessità di un rinnovamento é la conseguenza dei tempi che cambiano sempre più velocemente e che non possiamo trascurare il fatto che ci sono Circoli che stanno rallentando , che sono stanchi e che si allontanando da tutto e da tutti.

Noi diciamo forte e chiaro, questi Circoli vanno e devono essere aiutati!!!

Ci sono dirigenti, ci sono giovani, che si sentono sempre meno motivati ad accettare regole e procedure legislative e burocratiche oramai superate.

In questo Congresso dobbiamo chiederci perche accade tutto questo?

Vi é forse stanchezza?   Sono forse superate le nostre Associazioni?  Perché non vi sono ricambi?  Quali potrebbero essere i rimedi?  La legge regionale é da modificare e aggiornare?

Occorre assolutamente approfondire e confrontarsi dentro e fuori le nostre Organizzazioni e dare risposte a queste domande, senza cercare sia al nostro interno che da parte degli interlocutori scappatoie o compromessi.

Non vi é dubbio che il nostro futuro sono i giovani. Come non vi é dubbio che i Circoli sono frequentati nella misura del 70% da ultra sessantenni che ancora lavorano, che producono, che guadagnano, che vantano esperienze importantissime e che  spesso sono genitori di quei giovani che non riusciamo ad avvicinare ai Circoli.

I giovani non frequentano tutto l’anno ma solo nelle buone o buonissime occasioni.

Come Circolo Sardo di Goldach ci chiediamo continuamente cosa possiamo offrire hai nostri giovani per invogliarli a partecipare attivamente alla vita delle nostre Associazioni? Cosa possiamo fare per favorire l’incontro delle idee tra prime e seconde generazioni?

La risposta certa che ci siamo dati e l’aver capito che le idee che incontrano l’interesse delle diverse generazioni sono quelle rivolte a promuovere l’immagine della Sardegna, dei suoi interessi economici sociali e culturali.  Altra risposta certa è quella che i giovani non accettano i meccanismi rigidi e soprattutto i ritardi della burocrazia Regionale.

Concludo questo mio intervento rallegrandomi di poter dire che il Circolo sardo “Sebastiano Satta” di Goldach, vanta oggi, diversi giovani all’ interno del suo Direttivo e che sin dalla sua costituzione sono stati soci onorari del nostro Circolo, tutti i Sindaci che in questi ultimi 45 anni si sono succeduti nella città di Goldach che ci ospita.



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