ph: Mirella Manca

di Federica Cabras

 “Oltre al vento, solo silenzio”: è questo il titolo del libro di Mirella Manca, scrittrice cinquantasettenne ilbonese emigrata a Milano una decina di anni fa. Pubblicato con la casa editrice Sa Babbaiola, è un tuffo nel passato della nostra isola.

Siamo negli anni ’60. Antoni è un bravo ragazzo, è l’orgoglio della sua famiglia. È assennato, tutti lo reputano incapace di atti di irrazionalità. È stato educato bene. Tra i suoi fratelli, svetta Palmina. Lei nutre, per quel ragazzone dolce, un affetto particolare. Li lega un rapporto che è più forte di quello classico tra fratello e sorella: Palmina lo considera quasi più un figlio.

Siamo nella Sardegna dei nostri nonni, però, in un tempo dove i morsi della fame non si possono ignorare, dove i figli vengono mandati da Dio e quindi sono tanti e tutti accolti con amore ma anche con preoccupazione per il futuro, dove i bambini e le bambine devono lavorare per sgravare un po’ di peso dalle famiglie.

Ecco perché, malgrado tutti siano un po’ incerti, nessuno blocca Antoni.  Parte, attraversa il mare. Va a lavorare per gente del posto emigrata “in continente”. Il destino funesto si abbatte su di lui.

Un giorno, un uomo bussa alla porta di casa dei genitori di Antoni, Giuannica e Battista. Trova solo la donna. Le dà una notizia terribile. Antoni è scomparso. È uscito con gli animali durante una forte tempesta, non ha mai fatto ritorno a casa. Quando Battista rientra, Giuanna gli spiega – con il cuore in mano – la faccenda. L’uomo – un uomo tutto d’un pezzo, forte e orgoglioso – mette il vestito buono, va a sentire con le proprie orecchie. La sostanza non cambia: non si sa dove sia finito il figlio che tanto amano, e questo provoca delle laceranti ferite nei loro animi. Battista non porta buone nuove alla moglie, al suo rientro. Negli occhi dei due coniugi, una tristezza sconfinata.

Gli uomini di casa decidono di partire. Palmina è incinta, il termine è quasi giunto e lei fa fatica a fare le cose di casa, tuttavia esorta suo marito: poiché quel fratello lei lo ama più della sua stessa vita, deve andare anche lui.

Inizia un lungo calvario. Un’attesa senza fine.

Mirella Manca, con estrema accuratezza, ci permette un salto nel passato della nostra Ogliastra. Un’Ogliastra che odora di storie dolorose, di difficoltà, di famiglie normali che dovevano fare sforzi sovrumani per tirare avanti.



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