ph: Anna Maria Pusceddu

di Massimiliano Perlato

“Giulia Ricci è una giovane scrittrice di successo, la vita sembra finalmente sorriderle, quando scopre che ormai non gliene resta poi molta: un tumore incurabile si è impossessato del suo cervello e con lui arriva anche un’inquietante vocina… Che fare? Spendere il poco tempo che le resta a curarsi inutilmente, o partire per l’Irlanda e inseguire un sogno? Un noto regista  ha avanzato la proposta di poter trarre un film dal suo primo romanzo fantasy. Scoprirà presto che gli attori non sono poi così diversi dai suoi personaggi irreali. Uno soprattutto, un ragazzo dai mille segreti, la porterà a credere che la vita valga sempre la pena di essere vissuta sino alla fine. Insieme ad un inaspettato amore, arriverà anche qualcosa di molto inquietante, un’ombra sfuggente, pronta a darle la caccia. Chi sia e che cosa voglia, sarà solo una delle tante domande che sorgeranno in lei. Il suo sarà un lungo viaggio dentro se stessa, in perenne corsa contro il tempo!”

(Quarta di copertina del libro “L’altra metà di Lei – L’inizio della fine”) 

Non arrendersi mai! Questo è il motto vincente di Anna Maria Pusceddu, classe 1974, nuorese d’origine, da oltre vent’anni residente a Milano. Scrittrice debuttante con “L’altra metà di Lei – L’inizio della fine”.

“È la prima parte – dice -di una trilogia dal sapore urban/fantasy/romance, che ho cercato di curare nel migliore dei modi, avvalendomi dei servizi di alcuni professionisti per quanto riguarda la copertina, che ritrae lo stato d’animo della protagonista, l’impaginazione, che è semplice e ariosa, ma soprattutto l’editing, che ha reso il mio libro, la metà di ciò che era.”

L’itinerario di Anna Maria nella scrittura è una conversazione intima col proprio animo, che ha acquisito energia e concretezza in un periodo della sua vita personale particolarmente complesso.

“In quel preciso momento ho preso atto di quanto fosse terapeutico per me, far uscire quei personaggi un po’ ‘cupi’ che chiedevano solo di raccontare la loro storia. Il mio mondo immaginario è parecchio ‘gotico’ ed è popolato da ogni sorta di creatura fantastica: vampiri, lupi mannari, demoni, angeli, dei, alieni, sensitivi, fantasmi ecc. Hanno tutti un punto in comune, parto dalla realtà e poi la stravolgo, intraprendendo spesso parecchi studi sull’argomento di mio interesse. In brevissimo tempo ho scritto la mia prima trilogia dal titolo: ‘Regalami un’anima’, che però è rimasta chiusa in un cassetto, e lo è ancora.”

Anna Maria esprime un po’ di sé e di quell’isola lontana che l’ha vista maturare.

“Mio padre è di Villanovaforru, mia madre è di Fonni.Ricordo che da piccola era un vero spasso sentirli litigare: medio Campidano contro piena Barbagia!Ne deriva che comprendo entrambi i dialetti, ma non ne parlo bene nemmeno uno”.

Secondogenita di cinque sorelle, tutte differenti sia per carattere che per interessi. La sua adolescenza è trascorsa nella timidezza e nell’inseguire sogni e progetti come l’arte del disegno.

“Con il passare del tempo sono cambiata un po’, anche se dentro ho sempre mantenuto parte di quel mondo speciale che mi consente di sfuggire la realtà, per immaginarne e crearne delle altre, in particolar modo con la scrittura.”

Negli studi Anna Maria ha preso parte ad un corso di stilismo e modellismo ad Olbia sino alla frequentazione dell’Istituto Statale d’Arte di Nuoro.

“In assoluto gli anni più belli della mia giovinezza. Sono venuta a contatto con un sacco di persone diverse e interessanti che ricordo ancora con affetto”.

Poi la svolta esistenziale con il viaggio di solo andata,direzione Milano,rincorrendo desideri ed amore.

Ho lavorato per diverso tempo come sarta serale presso la Scala, uno dei Teatri più belli e famosi del mondo. Esperienza meravigliosa, anche se discontinua. Ho poi fatto diverse attività, alternandole con il “mestiere” di mamma, ma percepivo sempre la mancanza di qualcosa, come se non avessi mai intrapreso la mia vera strada. Come se non avessi mai risposto a un richiamo. C’è sempre una differenza tra ciò che si ‘deve’ fare per andare avanti, ma che non ti definisce, e ciò che invece ‘senti’ di voler fare, che al contrario ha molto a che vedere con ciò che realmente sei.”

E l’isola distante,colma,da buona emigrata, il suo sentimento più intimo.

“Torno a casa tutte le volte che posso, per rivedere la famiglia, compresi i tre splendidi nipoti, oltre agli amici. Manco da più di 23 anni e il desiderio di tornare a vivere sulla mia splendida terra, è sempre più forte. Sarà per questo che il mio romanzo parla di un’altra isola, L’Irlanda, per certi aspetti molto simile alla nostra? Forse, come suggerì una grande scrittrice a cui spero un giorno di somigliare, la risposta è semplice: ‘Va dove ti porta il cuore’. Prima, aggiungo io, cerca comunque di realizzare sogni e desideri, ovunque tu sia! Il mio è quello di avere, un giorno non lontano, una finestra sul mio splendido mare,quello della Caletta di Siniscola, e riuscire a vivere facendo ciò che mi rende più felice: scrivere!”

Ed è con questi presupposti che tassello dopo tassello, ha preso consistenza il progetto letterario.

Il mio intento è stato quello di elaborare una storia misteriosa, partendo da una giovane trentenne moderna ancorata nella sua realtà, per poi farle gravitare intorno tutti gli elementi che mi affascinano da sempre. Con  il tema della morte come filo conduttore.”

Lo studio di Anna Maria sulla letteratura di genere è stato articolato e composito ma imprescindibile, per poi avventurarsi nel collocare nero su bianco la vicenda narrata. La sua storia: la storia di LEI

“Nel titolo è in maiuscolo perché ha a che fare con la strana vocina interiore che Giulia sente dentro di sé, comparsa con il progredire della malattia e che scambia per la sua coscienza, ma è talmente reale da costringerla a darle un nome. La chiamerà LEI. Mi dispiace per quelle persone, soprattutto donne, che avranno pensato che ‘L’altra metà di Lei’ si riferisse a un ipotetico uomo, anche se non lo esclude. Il significato in effetti può essere ambivalente. Anche questa curiosa vocina sarà presente lungo tutto il romanzo, affiancando la protagonista principale. Questo mi ha costretto a uno stratagemma letterario che è quello di mettere i suoi dialoghi in corsivo, così da rendere evidente al lettore, la sua presenza. In questo tipo di storie si incontrano spesso creature che la morte l’hanno sconfitta, ma che comunque vivono questa ‘anomalia’, come una condanna. Adoro questo genere e prima di scrivere ho letto diversi titoli famosi che lo riguardano, rendendomi conto che la maggior parte di essi è rivolto ad un pubblico molto giovane, quasi adolescenziale. Anche se ci sono delle eccezioni, uno su tutti, all’inizio, Bram Stoker con Dracula, o più recentemente l’autrice americana Laurell  K. Hamilton, con la sua protagonista Anita Blake.Volevo che la componente irreale, che in questa prima parte non è mai eccessiva, sembrasse più vera della realtà stessa, ponendo domande non banali su temi che l’uomo affronta da sempre, uno su tutti, appunto, la Morte, questa spaventosa ‘sconosciuta’ che nel nostro quotidiano cerchiamo di evitare a tutti i costi. Per ‘esorcizzarla’ ho voluto metterla al centro della mia storia come un’entità reale e presente con cui fare i conti. La stessa entità con cui i nostri bisnonni convivevano in modo del tutto naturale e che oggi è invece diventata uno ‘spauracchio’ da tener lontano, vivendo come se fossimo immortali, come se il tempo a nostra disposizione fosse infinito”…

 

Per chi fosse interessato a leggere il romanzo, questa è la pagina dell’autrice:

https://www.facebook.com/A.Maria.Pusceddu/

Si può acquistare online, sia in ebook che cartaceo, ai link:

https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/laltra-met-di-lei-linizio-della-fine-9788892643604.html

https://www.amazon.it/Laltra-met%C3%A0-lei-Linizio-della/dp/8892643606/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1510502095&sr=1-1&keywords=l%27altra+met%C3%A0+di+lei

 

 

 

 



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