Scontenti, più lamentosi della media. E più vecchi, con un indice di natalità tra i bassi d’Italia. Ma curiosi, quasi avidi nel divorare libri e giornali quotidiani: un’abitudine per oltre 56 sardi su 100. La fotografia che viene fuori dall’analisi dell’Istat è quella di un’isola che mostra ancora il fiato corto. Nella quale se anche una debole ripresa è iniziata, ancora non mostra segni evidenti. La Sardegna nelle classifiche che riguardano lavoro e famiglia sta quasi sempre indietro, mentre vola in alto in quelle che riguardano il clima e la qualità della vita: per chi il bicchiere preferisce vederlo mezzo pieno, l’isola afflitta da molti problemi ha anche più di una ragione per sorridere.

Le famiglie. È un’isola di single o di figli unici. L’indice di natalità è il secondo più basso d’Italia (fa peggio solo la Liguria): nascono 6,4 bambini ogni 1000 abitanti, più o meno 1,1 figli per coppia. La media nazionale è più alta, 7,8 ogni 1000, ed è più alta anche la media di famiglie con 1 o più figli. In Sardegna la tipologia di famiglia più diffusa è quella senza figli (31,8%) seguita da quella con 1 (27.3%) o 2 figli (21.4%). Nell’isola è più presente il nucleo composto da madre e figli, 9.5 ogni 1000 a fronte di 8 su 1000 nel resto d’Italia.

La popolazione. Il saldo morti nascite è sempre a favore del primo e la popolazione invecchia in maniera costante e per ora inesorabile. La fascia 0-14 anni è quella meno rappresentata perché mette insieme appena l’11,6% della popolazione, quasi due punti in meno rispetto alla media nazionale (13.5%). La fascia più nutrita è quella 14-65 anni con il 65,7%, un punto e mezzo più del resto d’Italia. E gli anziani over 65 sono il 22.7% a fronte di una media del 22.3%. E nell’isola dei centenari che custodisce nelle zone interne l’elisir di lunga vita studiato dagli esperti di tutto il mondo, si scopre che le aspettative di vita alla nascita sono perfettamente in linea con quelle medie nazionali: 80,2 anni per gli uomini (a fronte di 80,6) e 85,4 anni per le donne (a fronte di 85,1).

Matrimoni e divorzi. Ci si sposa un po’ di meno ma il legame si rivela appena più solido. L’anno scorso in Sardegna sono stati celebrati 4880 matrimoni, di cui 2590 religiosi e 2290 con rito civile. Il quoziente di nuzialità, dice l’Istat, è 2,9 per mille. Nel resto d’Italia è più alto – 3,2 – ma è superiore anche l’indice di divorzi/separazioni: 1,3 in Sardegna (con 2207 coppie scoppiate in un anno), 1,4 la media nazionale.

Qualità dei servizi. Male l’acqua, malino l’energia elettrica. Nella sezione riservata al grado di soddisfazione per la qualità dei servizi offerti, l’isola si distingue. Per l’acqua innanzitutto, da due punti di vista. Il primo: quella che si perde per strada durante la distribuzione nelle reti. Il dato non è aggiornatissimo, nel frattempo la situazione è migliorata, ma un anno fa la percentuale di dispersione era del 59,3%, 22 punti in più rispetto alla media nazionale. Peggio della Sardegna fanno solo la Basilicata e il Molise. Il secondo dato è ancora più clamoroso: il 63% dei sardi dichiara di non fidarsi a bere l’acqua dal rubinetto. La media nazionale è 29,9%, l’isola domina nettamente la classifica. Non fa pieno di consensi neppure il servizio elettrico: la percentuale di sardi che si dichiarano soddisfatti del servizio è alta- 75,6% – ma inferiore di 12 punti – 87,9 – alla media nazionale.

Lavoro e soldi. Disoccupazione e precariato, questi i mali principali del mercato del lavoro isolano. Dove una ripresa c’è stata ma ha riguardato prevalentemente i contratti a tempo determinato: sono il 16,9% del totale a fronte del 12,5 di media. E l’indice di soddisfazione è basso. Appena 2,1 sardi su 100 sono molto felici della propria professione, mentre 37,4 lo sono abbastanza: rispettivamente 1 punto e 10 punti in meno della media. Poco soddisfatti 28,9 (a fronte di 34,8) e del tutto scontenti 19,1 su 100, 6 in più che nel resto d’Italia.

L’isola al top. Anni luce avanti rispetto alle regioni del centro sud e a piani alti della classifica nazionale, più sud rispetto a regioni del nord come l’Emilia Romagna: i sardi leggono di più: Ben 45,7 su 100 hanno letto un libro negli ultimi 12 mesi, 56,6 su 100 leggono abitualmente un giornale quotidiano (la media nazionale è 43,9). Ma ci sono anche altri dati sui quali l’isola eccelle. Per esempio il clima che la rende una delle regioni più desiderate.

Nel 2016, anno molto caldo, le temperature minime più basse si sono avute a dicembre (5,2 gradi) quelle più alte a luglio con 30 gradi di media, seguito da agosto e da giugno. Infine l’ambiente: poche lamentele per l’inquinamento (16% rispetto a 38) e per il rumore (21 rispetto a 31).




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