ph: Irene Pili

di Donatella Deiana

Irene Pili, 21 enne di Santa Maria Navarrese,  vive per ragioni di studio a Murcia in Spagna. Sin da quando era adolescente aveva le idee chiare su cosa fare del suo futuro. Diplomatasi al Liceo scientifico di Tortolì nel 2015, Irene si fa guidare dalla passione per la lingua spagnola, che impara da autodidatta leggendo libri, iniziando così a pianificare il suo percorso di studi in un ateneo spagnolo. Oggi con grande entusiasmo e determinazione è riuscita a raggiungere i suoi obiettivi: scrive, parla e legge spagnolo ma ancor di più studia fisioterapia nell’Università di Murcia. Ma come è iniziata la sua avventura all’estero? Parte per la prima volta nel 2012, quando aveva solo sedici anni partecipando a un programma di gemellaggio denominato “Comenius”, che prevedeva una settimana in casa di una famiglia spagnola, a Cordoba. Questa prima esperienza fuori casa fu un successo, tanto che la giovane pensò di ripetere l’avventura, ma in una città dove poteva scoprire una nuova cultura e imparare la lingua inglese, così durante il quarto anno di superiori trascorre dieci mesi alla Longview High-School vicino a Dallas, in Texas; in questi mesi di permanenza negli States, la giovane non perde di vista i suoi obiettivi «grazie al confine con il Messico, ho imparato, attraverso quell’esperienza, anche un altro un po’ di spagnolo, ma volevo continuare a perfezionarlo!»

Quindi dopo la maturità, Irene aveva proprio una gran voglia di vivere in Spagna e conoscere appieno questa terra, la sua lingua e le sue tradizioni. Determinata e con grande coraggio all’inizio del nuovo anno parte per sette mesi con il programma “Au-Pair”  «mi scelse una famiglia di un paesino sul mare chiamato Almerimar, in Andalusia; ho avuto tantissima fortuna perché mi hanno sempre fatto sentire a casa, io mi son trovata benissimo con i genitori e con i tre bambini, che erano sempre molto affettuosi con me!». Come tante altre giovani che partono per fare la “ragazza alla pari” inizialmente incontrò la difficoltà della lingua, indispensabile per riuscire a comunicare ma anche questo ostacolo fu superato con successo e giunta quasi al termine del suo programma pensò al suo prossimo passo… l’Università! Grazie alla disponibilità e all’aiuto dei “genitori andalusi” raccoglie tutte le informazioni necessarie per scegliere la giusta facoltà in cui poter realizzare il suo sogno: studiare fisioterapia in Spagna. Si sa, affrontare i test universitari non è mai semplice ma affrontarli in una lingua straniera è ancora più difficile, consapevole di ciò, senza perdersi d’animo nel settembre del 2016 si trasferisce a Granada per prepararsi ai test. Durante i suoi intensi mesi di studio non ha mai perso i contatti con la famiglia che l’aveva ospitata ad Almerimar e il fine settimana le capitava di ritornare in Andalusia per rivedere loro e il suo vecchio gruppo di amici. Nell’ottobre del 2017 finalmente inizia l’Università a Murcia «e’ stato un percorso molto lungo e per niente facile, ma non sono mai stata sola, durante questi anni ho conosciuto persone fantastiche e ho visitato posti stupendi. Ne è valsa sicuramente la pena e lo rifarei altre mille volte.»

Irene condivide l’appartamento con altri tre studenti spagnoli «anche loro studiano fisioterapia e a casa si è creato sin da subito un bellissimo ambiente. Per me infatti è sempre un piacere tornare a casa a fine giornata, condividere la cena con loro o semplicemente chiacchierare per ore nel divano».

Se fino a questo momento la ragazza ha avuto le idee chiarissime sui traguardi da raggiungere, alla domanda sulla sua carriera professionale in Spagna ci risponde con un po’ di esitazione «per il momento non mi sono chiesta se rimarrò qui a lavorare, però sono certa che mi piacerebbe tornare a vivere in Sardegna».

Dopo tutto questo tempo trascorso lontano dalla sua terra la giovane sente la nostalgia di casa «mi mancano la mia famiglia, i miei amici, e il mare. Qui a Murcia non c’è, e non poterlo vedere mi disorienta un po’, a volte sento la necessità di ammirarlo, mi trasmette serenità e purtroppo riesco a tornare in Sardegna solamente per le vacanze di Natale e in estate».

Confessa anche che vorrebbe tornare più spesso per poter trascorrere del tempo con i suoi nonni «nonostante la distanza li ho sempre sentiti vicini, ho sempre ricevuto la loro approvazione e un grande sostegno nelle scelte che ho fatto» ma soprattutto «ho dei nonni saggi! hanno sempre nascosto a me e ai miei fratelli le loro paure per poterci far spiccare il volo con tranquillità».



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