di Carmen Salis

Anime Intossicate (Ed. Amicolibro), è l’ultimo lavoro di Francesco Cossu: scrittore, poeta, giornalista, insegna letteratura italiana e storia in un Istituto Tecnico; instancabile osservatore, nei suoi romanzi incuriosisce e fa riflettere, trattando con eleganza di penna argomenti attuali e a volte scomodi.

Francesco, dopo Dietro il vento, ecco che il tuo Commissario, Vittorio Corti, ritorna sulla scena per risolvere un altro caso interessante e complicato. Raccontare a volte è inventare. Ma la realtà spesso è così tanto vicina alla fantasia?

In questo scorcio di millennio, sembra che la realtà sia intraducibile. Nel senso che anche quando si pensa di aver visto e raccontato tutta la varietà del possibile, fioccano nuovi fatti e situazioni che aprono rivoli improbabili anche per la più fervente fantasia. Anche quando racconti qualcosa di nuovo, di inventato, poi accade che ciò succeda realmente e con implicazioni ancora più apparentemente irreali della tua fiction. Proprio inDietro il vento, si denunciavano le turbative d’asta e i magistrati avevano solo un ruolo di complici degli ufficiali giudiziari. Nella realtà è accaduto, invece, che fossero tre giudici e due avvocati i protagonisti di un accordo illegale per il ribasso degli immobili per un tornaconto personale. Per di più, un magistrato era la figlia dell’ex giudice del Tribunale di Tempio. Due settimane dopo aver pubblicato Anime intossicate sono venuto a conoscenza di malefatte della curia, più gravi degli stessi denunciati nelle mie pagine.

La differenza fra l’essere scrittore e l’essere un giornalista?

Sono due mondi e due tipologie di scrittura completamente diverse. Scrivere di cronaca comporta un adattarsi all’esigenza immediata dell’informazione. Devi essere al servizio del cittadino-lettore senza orientarlo esplicitamente. Allo stesso tempo, però, non è possibile non rimarcare quanto gli spazi per un’informazione libera siano sempre più esigui. Il condizionamento dovuto alla mancanza di veri editori, e il timore di tanti cittadini nel farsi avanti, e denunciare i notabili locali e in generale i potenti, limitano il campo del giornalismo di denuncia. Non a caso, il genere noir in narrativa soddisfa questa esigenza di denuncia sociale, lasciando lo scrittore più libero di rendere accessibile le dinamiche del malaffare, della corruzione e della mancanza di scrupoli di una società cinica come la nostra.

Vittorio Corti sarà dei nostri anche nel prossimo romanzo?

Il personaggio di Vittorio Corti è cresciuto e ha assunto un profilo psicologico ancora più netto, tra il primo e il secondo romanzo. Inoltre, avendo già scritto il seguito di Anime intossicate parrebbe naturale proseguire con un’altra storia che vede l’ispettore nel ruolo di protagonista. Prima, però, voglio vedere la risposta dei lettori. Sapevo che puntare i fari sul mondo ecclesiastico poteva generare umori contrastanti, ma per l’urgenza del sottoscritto, e dello stesso Corti che non può perdere il marchio di poliziotto incorruttibile, dovevo affrontare temi così delicati.Comunque,fortunatamente, dispongo di cinque manoscritti, per cui ho solo l’imbarazzo della scelta.



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