le donne del circolo Logudoro al lavoro nella preparazione dei dolci sardi

di Manuela Marziani

E’ il santo che ha regalato il fuoco agli uomini rubando al diavolo un tizzone ardente e che, per questo, viene chiamato «Sant’Antonio del fuoco». Per offrire un tributo a sant’Antonio abate anche ieri, un po’ in ritardo rispetto alla data che avrebbe essere il 17 gennaio, ma essendo infrasettimanale avrebbe creato qualche difficoltà, si è svolta la tradizionale cerimonia de «su fogaroni» organizzata dal circolo culturale sardo «Logudoro» di Pavia. Nel cortile interno della sede di via Santo Spirito 4/A, è stato acceso un falò, attorno al quale i presenti hanno percorso sei giri (che hanno un significato propiziatorio o di ringraziamento per grazie ricevute), tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario, tenendo tra le mani chi una bottiglia di vino e chi uno dei dolci tipici, specifici di questa festa: «sos cogones» di sant’Antonio, un tipo di focacce decorate con bucce di arancia, marmellata e sapa. Dopo questi movimenti, i partecipanti a questo rito della più genuina tradizione sarda, utilizzandoun pezzo di sughero annerito sulla brace, sotto la guida del vicepresidente vicario Paolo Pulina, hanno tracciato il segno della croce sulla fronte. Priori si sono proposti i coniugi Tonina Fois e Armando Mura, che hanno dimostrato spirito di partecipazione nel tener vivo il ricordo di tradizioni particolarmente sentite, espressione dei sentimenti di profonda religiosità del popolo sardo. Come di consueto sono stati i priori ad offrire le torte e il rinfresco, che vanno approntati per solennizzare la cerimonia e onorare il santo, mentre il Circolo ha provveduto al successivo buffet col quale si è chiusa la serata presieduta da Gesuino Piga. La cerimonia che si ripete tradizionalmente ogni anno è stata organizzata da Angela Congiu, Marilena Cuccu, Gesuino Dente. Hanno collaborato alla riuscita della manifestazione Alma Canu, Assunta Capitta, Tetta Carta, Bastiana Fois, Peppina Fois, Filomena Gaggioli, Tetta Losengo, Caterina Morroccu, Monda Spanu.

quotidiano Il Giorno



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