di Gianni De Candia

La Consulta regionale per l’Emigrazione, convocata dall’assessore del Lavoro Virginia Mura, ha approvato con voto unanime il Programma di interventi per il 2018 e il Piano triennale 2018-2020.

Le risorse a disposizione sono passate da due milioni a 2.209.000, euro. La maggior disponibilità di risorse è stata concessa dalla Giunta – ha spiegato l’assessore – in forza della vivacità dimostrata dalle organizzazioni dell’emigrazione sarda e al fatto che sono stati avviati progetti che danno rilevanza all’immagine della Sardegna.

Facendo il punto sulla legislatura che va a concludersi Virginia Mura si è detta soddisfatta per essere riuscita prima a mantenere immutato il livello del finanziamento regionale, opponendosi al paventato taglio, e poi a ottenere ulteriori risorse grazie alla capacità progettuale dei circoli.

L’assessore ha anche annunziato il riconoscimento da parte della Giunta regionale del circolo di Tokio, il primo circolo sardo in Asia.

L’incarico di illustrare le linee del Programma di interventi è stato lasciato a Domenico Scala, vicepresidente vicario. Il Programma per il 2018 predisposto dagli uffici dell’assessorato  ricalca quello del 2017. Nella riunione dell’Ufficio di presidenza della Consulta – ha detto Scala – sono state apportate limature e integrazioni. Tra le iniziative nuove il Programma prevede di attivare corsi di formazione per aiutare i dirigenti dei circoli, sia quelli di nuova costituzione, sia quelli per i quali si stanno facendo sforzi per evitare che chiudano, a fare la rendicontazione. I corsi sono riservati ai giovani fino ai 40 anni. Per non disperdere le risorse si è deciso di individuare ogni anno due paesi in cui intervenire.  

La dottoressa Antonia Cuccu, responsabile del Servizio di Coesione sociale ha illustrato i criteri utilizzati per la realizzazione del Programma, sottolineando la introduzione dei criteri che consentono una maggior rapidità della spesa. Nel 2018, per la prima volta sarà possibile dare l’anticipazione del 75 per cento entro il mese di aprile.

L’ing. Piernicola Saba, responsabile del Settore Emigrazione, ha spiegato come sono stati selezionati da una apposita commissione i progetti regionali. All’assessorato sono pervenuti 19 progetti e nessuno è stato escluso per questioni formali. Ne sono stati accolti cinque per l’area cultura e cinque per l’area turismo.

Saba ha poi annunciato che il progetto SardiniaEverywhere ha suscitato curiosità e interesse e la proposta di collaborazione del Consorzio Industriale del Nord Sardegna che ha un progetto chiamato “Insula”. Il prossimo evento è in programma il 24 aprile a Barcellona.

Sono seguiti gli interventi dei consultori. Gianni Garbati, della Spagna, ha illustrato un progetto per un programma radiofonico e Franco Siddi, ha suggerito di coinvolgere anche la sede Rai della Sardegna. Carlo Murgia, del Belgio, ha sollecitato l’avvio di corsi di italiano da tenere nei circoli perché i giovani non sanno più scrivere.

Tonino Mulas, della Fasi, ha chiesto che ci sia un’equa distribuzione territoriale nell’approvazione dei progetti regionali, con una commissione che dia le linee di intervento.

Serafina Mascia, della Fasi, si è detta allarmata e preoccupata dal fatto che non esistano più le federazioni dei circoli in Francia, Olanda e Belgio. Bisogna accertare – ha detto – perché è avvenuta una così rilevante chiusura di circoli. Ha suggerito di destinare più risorse al funzionamento dei circoli sottraendole ai progetti regionali. “Se i circoli chiudono – ha concluso – sarà inutile fare progetti”.

Nel dibattito sono poi interventi Jan Lai della Filef, l’esperto Carlo Manca, Vittorio Vargiu dell’Argentina, Gisella Porcu del Brasile, Pierpaolo Cicalò della Faes e Antonio Casu dell’Aitef, che hanno espresso apprezzamento per l’impegno dell’assessore e per il lavoro svolto dagli uffici.

Michele Mannu, del Canada, ha riferito che sono rimasti attivi solo i circolo di Montreal e di St. Catharines, nell’Ontario, ma ha aggiunto che si sta lavorando per riaprire i circoli di Toronto e di Vancouver. “Siamo sulla buona strada – ha concluso – ma c’è ancora molto da fare”.

Prima di mettere in votazione il Programma e il Piano triennale, che ricalca le linee guida di quello precedente, è stato deciso di rinviare a una prossima riunione di Consulta, da tenersi dopo l’estate per l’approvazione di una bozza di Regolamento per l’attuazione della legge regionale sull’emigrazione, predisposto dall’assessorato con lo scopo di rendere più agile la gestione della normativa regionale.



One Response to “CONSULTA PER L’EMIGRAZIONE IN REGIONE SARDEGNA CON GLI INTERVENTI 2018: RICONOSCIUTO IL CIRCOLO SARDO DI TOKYO”

  1.   Elio Turis Says:

    la Presidente FASI, Serafina Mascia, non “ha
    suggerito di destinare più risorse al funzionamento dei circoli sottraendole ai progetti regionali. “Se i circoli chiudono – ha
    concluso – sarà inutile fare progetti”,
    bensì HA SUGGERITO DI DESTINARE PIU’ RISORSE ALLE ATTIVITA’ DEI CIRCOLI, cosa ben diversa, come ben sai, dal funzionamento.
    In questo caso le parole sono molto importanti…….anche misurando solo numericamente le attività che fanno 70 circoli in un anno con le poche risorse messe a disposizione nei confronti delle risorse messe a disposizione per i progetti a bando…

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