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	<title>tottus in pari</title>
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	<description>informazioni dal mondo dell&#039;emigrazione sarda organizzata</description>
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		<title>PARTIRE PER SCELTA E SOGNARE DI VEDERE IL MONDO: IL GRANDE VIAGGIO DI MARCELLO PORCU, DA MACOMER ALLA CALIFORNIA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 20:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia di emigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Runchina * Il primo salto, fuori dall’Isola, a 23 anni: “Sono andato a Torino per conseguire la laurea magistrale”; il secondo, decisamente più lungo, quattro anni fa verso la California: prima vicino a Sacramento, da agosto scorso a San Francisco. Marcello Porcu, 31 anni, laureato in ingegneria informatica, è originario di Macomer; qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23920" class="wp-caption alignnone" style="width: 640px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/62983_10200493594285020_81708278_n.jpg"><img class="size-full wp-image-23920" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/62983_10200493594285020_81708278_n.jpg" alt="" width="630" height="542" /></a><p class="wp-caption-text">Marcello Porcu</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Giovanni Runchina *</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23919"></span></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il primo salto, fuori dall’Isola, a 23 anni: “Sono andato a Torino per conseguire la laurea magistrale”; il secondo, decisamente più lungo, quattro anni fa verso la California: prima vicino a Sacramento, da agosto scorso a San Francisco. Marcello Porcu, 31 anni, laureato in ingegneria informatica, è originario di Macomer; qui ha compiuto gli studi sino al diploma e vivono i suoi genitori, Luigi e Maria. Mauro e Sergio, i fratelli, sono rispettivamente a Cremona e a Cagliari. Negli Stati Uniti, Marcello c’è arrivato non solo per la carriera, fa lo sviluppatore software in una compagnia che si occupa soprattutto di reti, quanto per scelta convinta. Una sensazione restituita chiaramente dal taglio netto delle sue parole che danno la dimensione di un’avventura vissuta intensamente «ho sempre desiderato viverci e quando mi si è presentata l’occasione, l’ho colta al volo». A partire dal lavoro: “Sono all’interno di una start up che è stata poi acquisita da Riverbed Technology (azienda che conta 2600 dipendenti ndr); il mio team sviluppa un analizzatore di traffico di rete tramite il quale è possibile catturare traffico da una qualsiasi infrastruttura, analizzarlo e presentarlo sottoforma di diagrammi”. Il resto della quotidianità è condito costantemente con l’ingrediente della curiosità, tanto tra i fornelli, grande passione di Marcello, quanto nelle relazioni interpersonali: “Mi piace sperimentare cucine diverse, a San Francisco trovi un po’ di tutto. Se ho nostalgia di piatti italiani, mi metto a preparare qualche ricetta che ho imparato da mia mamma. Ho questa varietà anche nelle frequentazioni perché avvicino persone provenienti da tutto il mondo. La permanenza all’estero mi ha regalato tanta esperienza, oltre all’opportunità di migliorare l’inglese”. Degli americani, e dell’America in generale, sottolinea alcune caratteristiche: “Le persone sono molto amichevoli e curiose, ho imparato a salutare gli sconosciuti per strada oltre a tanti piccoli gesti che in Italia si sono un po’ persi. In generale gli interlocutori sono molto diretti e poco inclini alla cortesia di circostanza. Dall’altro lato, gli Stati Uniti ti insegnano un certo individualismo e, quindi, a cavartela da solo”. Idee condizionate dal contesto in cui Marcello Porcu vive e che lui per primo evidenzia: “Gli Stati Uniti sono immensi e ogni stato ha usi e costumi differenti. Parlando della California, più in particolare di San Francisco, c’è da dire che è basata sul multiculturalismo e offre tante opportunità. Dinamismo e tolleranza sono due aspetti importanti della città. Lo stile di vita è rilassato e ti permette di avere un ottimo rapporto con l’ambiente naturale. Le persone sono aperte e, pur essendo straniero, non ho mai avvertito ostilità quanto, piuttosto, grande curiosità. Ognuno ha il proprio spazio. Il rapporto con gli italiani è molto buono anche perché tanti americani hanno un parente nel nostro Paese”. La lontananza dalla Sardegna non si è trasformata in nostalgia: “Sono andato via non per necessità ma per scelta e in questo mi ritengo molto fortunato; inoltre non sono un tipo nostalgico e mi adatto facilmente. Torno almeno una volta l’anno, generalmente per passare il Natale a casa e, se posso, anche in estate per il mare. Ovviamente mi mancano la famiglia e gli amici. Non ho piani per il futuro e per ora sto bene a San Francisco”. Per tornare c’è sempre tempo, nel mentre è importante conoscere altre realtà: “Dico ai giovani come me di inseguire i loro sogni, la Sardegna è bellissima – conclude l’ingegnere macomerese – però il mondo lo è ugualmente”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">* Sardinia Post</span></p>
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		<title>AL CIRCOLO &#8220;LOGUDORO&#8221; DI PAVIA RICORDO DI TITO ORRU&#8217;, SCOPRITORE DI GIORGIO ASPRONI E GRANDE AMICO DEGLI EMIGRATI SARDI</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 20:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[circolo logudoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[tito orrù]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giacomo Ganzu Nel pomeriggio di sabato 18 maggio, nel salone del Circolo Culturale Sardo “Logudoro” di Pavia, sono stati  presentati gli atti del Convegno svoltosi in occasione della consegna dei sette volumi del “Diario Politico” di Giorgio Asproni, da parte della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari, alla Facoltà di Scienze Politiche dell&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23911" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG-20130518-00796-1.jpg"><img class="size-full wp-image-23911 " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG-20130518-00796-1.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">da sinistra: Gesuino Piga, Paolo Bullita, Paolo Pulina</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Giacomo Ganzu</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23910"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Nel pomeriggio di sabato 18 maggio, nel salone del Circolo Culturale Sardo “Logudoro” di Pavia, sono stati  presentati gli atti del Convegno svoltosi in occasione della consegna dei sette volumi del “Diario Politico” di Giorgio Asproni, da parte della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari, alla Facoltà di Scienze Politiche dell&#8217; Università degli Studi di Pavia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Gli atti di quel Convegno (tenuto il 25 febbraio 2012, presso l’Aula Foscoliana dell’Ateneo pavese), curati dal presidente del “Logudoro” Gesuino Piga e dal vicepresidente vicario Paolo Pulina, sono stati dedicati simbolicamente al prof. Tito Orrù, che ebbe un ruolo fondamentale – con  i colleghi dell’Università di Cagliari, i proff. Bruno Josto Anedda e  Carlino Sole e sotto la guida dell’allora Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, prof.ssa  Paola Maria Arcari,  tutti oggi  scomparsi –, nel  realizzare, con un lavoro durato oltre 10 anni, la  raccolta, la catalogazione e l’assemblaggio di  tutti gli elementi costituenti il “Diario Politico”, sparsi in diverse sedi. Gesuino Piga nel suo intervento ha definito questa opera monumentale di Asproni  “un patrimonio dell&#8217; umanità”: questi sette volumi ( di oltre quattromila pagine) contengono appunti, commenti e testimonianze sul nostro Risorgimento dal 1855 al 1876  negli oltre 20 anni di presenza di Asproni nel Parlamento e di suo  protagonismo nella vita politica italiana. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Il compito di ricordare   il prof. Tito Orrù, venuto a mancare il primo giorno dell’anno 2012,  è stato affidato al dott. Paolo Bullita, già dirigente dell&#8217; Università degli Studi di Cagliari, e amico personale del prof. Orrù.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Il relatore ha definito  Orrù un uomo piccolo di statura ma grande per cultura,  umiltà e umanità.  Era una persona – ha detto il dott. Bullita – di raro candore, in grado di emozionarsi come un ragazzino di fronte alla  scoperta di un nuovo documento storico,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Diversi poi sono stati gli episodi personali che Paolo Bullita ha condiviso con l&#8217;assemblea, proiettando anche alcune fotografie che ritraevano Orrù nelle sue  diverse conferenze  presso  i Circoli degli emigrati sardi.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Una speciale amicizia manifestava  il prof. Orrù per i Circoli di Pavia e Biella, dove sosteneva di sentirsi a casa; </span>dove non aveva bisogno di essere accolto perché sapeva di trovare degli amici;  amici, a cui era legato e ai quali cercava sempre di fare piacere, ricordandosi sempre dei famigliari e ogni volta chiedendo di tutti.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">Persone dello stampo del prof. Orrù ne sono rimaste poche. La sua attività sia d&#8217;esempio a coloro che vogliono portare avanti, con volontà e zelo ( doti che ben lo distinguevano) la “battaglia” per  far conoscere la sardità: cioè le caratteristiche  intrinseche del popolo sardo,  a cui il prof. Orrù era orgoglioso di appartenere.</p>
<p>&nbsp;
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		<title>A CAMPI BISENZIO, IL 24 MAGGIO, LA PROIEZIONE DEL FILM DI SIMONE CONTU &#8220;TREULABABBU&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 20:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[simone contu]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>
		<category><![CDATA[treulababbu]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Elio Turis L&#8217;Associazione Culturale Sardi in Toscana è lieta di annunciare che venerdì 24 maggio alle ore 20:00, presso l&#8217;Uci Cinema sito a Campi Bisenzio in via Fratelli Cervi 9, sarà proiettato il film &#8220;TREULABABBU &#8211; Le ragioni dei bambini&#8221; per la regia di Simone Contu. Alla proiezione del film sarà presente anche il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/24-firenze.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23908" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/24-firenze.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Elio Turis</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23907"></span></em></span></p>
<div dir="ltr">
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">L&#8217;Associazione Culturale Sardi in Toscana è lieta di annunciare che <strong>venerdì 24 maggio </strong>alle ore<strong> 20:00</strong>, presso <strong>l&#8217;Uci Cinema</strong> sito a Campi Bisenzio in via Fratelli Cervi 9, sarà proiettato il film <strong>&#8220;TREULABABBU &#8211; Le ragioni dei bambini&#8221;</strong> per la regia di <strong>Simone Contu</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Alla proiezione del film sarà presente anche il regista Contu, che risponderà alle domande degli spettatori e racconterà qualche aneddoto sulla realizzazione della pellicola. Il film, prima opera del regista sardo, si compone di due episodi che rappresentano generi diversi: &#8220;&#8221;Sa regula&#8221; è una commedia degli equivoci che trascolora in un finale surreale che poi prelude al secondo episodio, &#8220;Su molenti di Oramala&#8221;, che è un fantasy vero e proprio con tutti i crismi del genere: notti tempestose, personaggi strani e misteriosi che popolano un po&#8217; questa Sardegna magica&#8221;, come racconta Contu.</span></p>
</div>
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		<title>&#8220;L&#8217;URLO DELL&#8217;ALBA &#8211; LE CRI DE L&#8217;AUBE&#8221;: IL 23 MAGGIO A MILANO, LA PRESENTAZIONE DELL&#8217;ANTOLOGIOA POETICA DI MARC PORCU</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/20/lurlo-dellalba-le-cri-de-laube-il-23-maggio-a-milano-la-presentazione-dellantologioa-poetica-di-marc-porcu/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[marc porcu]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Pasqualina Deriu &#160; (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Immagine.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23905" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Immagine.jpg" alt="" width="715" height="936" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Pasqualina Deriu</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;
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		<title>CUSTODIRE LE IDENTITA&#8217; DI ORIGINE E DI ADOZIONE: AL CIRCOLO &#8220;SU NURAGHE&#8221; DI BIELLA, LA PROIEZIONE DI &#8220;UN PASSO DIETRO L&#8217;ALTRO&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/20/custodire-le-identita-di-origine-e-di-adozione-al-circolo-su-nuraghe-di-biella-la-proiezione-di-un-passo-dietro-laltro/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[biella]]></category>
		<category><![CDATA[circolo su nuraghe]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Efisangelo Calaresu La piovosa serata del maggio biellese non ha scoraggiato la partecipazione all’entrata in società di Marco Laurora Desogus per la presentazione di “Un passo dietro l&#8217;altro”, film di Gianni Tetti messo a disposizione dall’I.S.R.E, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Autonoma della Sardegna. Marco è nato a Biella nel 1967 da Adriana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23901" class="wp-caption alignnone" style="width: 488px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_2380aa.jpg"><img class="size-full wp-image-23901" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_2380aa.jpg" alt="" width="478" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Laurora Desogus</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Efisangelo Calaresu</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23900"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La piovosa serata del maggio biellese non ha scoraggiato la partecipazione all’entrata in società di Marco Laurora Desogus per la presentazione di <em>“Un passo dietro l&#8217;altro”, </em>film di<em> </em>Gianni Tetti<strong> </strong>messo a disposizione dall’I.S.R.E, l’<em>Istituto Superiore Regionale Etnografico</em> della Regione Autonoma della Sardegna. Marco è nato a Biella nel 1967 da Adriana Desogus, mamma sarda di Perdaxius (Narcao), Cagliari e da Giuseppe, padre pugliese di Trani. Le radici in Terra sarda sono i nonni, ‘zia Virginia Mereu’, per molti anni decana del Circolo <em>Su Nuraghe</em> e alla quale è dedicato il partecipatissimo toneo di Calcetto a lei intitolato, e il nonno Antonio Desogus, che nell’Isola riposa in pace.Odontotecnico, padre di due figli, Ludovico di 8 anni, già due volte premiato dal Circolo per meriti scolastici,e Valentina di 6 anni, Marco capisce ma non parla sardo in quanto <em>“a casa nostra si son sempre parlate tre lingue: sardo, pugliese e piemontese </em>- afferma un po’ dispiaciuto -.<em> Un multiculturalismo che si rispecchia anche nella cucina familiare: dal maialino al mirto, alla bagna cauda, passando per le orecchiette pugliesi. Da noi </em>- conclude con un sorriso convinto &#8211; <em>le diversità son sempre state una ricchezza”.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Quattro generazioni che nel Circolo si ritrovano custodendo le identità di origine e quelle di adozione.</span></p>
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		<item>
		<title>DOPO L’INTERVISTA CHE IL GRANDE CHITARRISTA MARCO PINNA HA RILASCIATO, CI SONO STATI DEI COMMENTI CHE HANNO SCATENATO IL MALUMORE NELL’ARTISTA</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/20/dopo-l%e2%80%99intervista-che-il-grande-chitarrista-marco-pinna-ha-rilasciato-ci-sono-stati-dei-commenti-che-hanno-scatenato-il-malumore-nell%e2%80%99artista/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gian Piero Pinna “Sono nato a Oristano – ci dice il grande chitarrista &#8211; ma a 22 anni ho cominciato a fare il musicista di professione e quindi sono dovuto andare in giro per il mondo. Io amo Oristano, la tanto vituperata Oristano, è una cittadina che ha un fascino unico, una bellezza tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23897" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/marco-pinna-2.jpg"><img class="size-full wp-image-23897" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/marco-pinna-2.jpg" alt="" width="640" height="427" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Pinna</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gian Piero Pinna</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23896"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">“Sono nato a Oristano – ci dice il grande chitarrista &#8211; ma a 22 anni ho cominciato a fare il musicista di professione e quindi sono dovuto andare in giro per il mondo. Io amo Oristano, la tanto vituperata Oristano, è una cittadina che ha un fascino unico, una bellezza tutta sua, basta lasciar parlare i muri, farti raccontare le storie antiche, leggendarie o semplici. Ogni tanto torno per brevi periodi e mi commuovo quando passeggio nel centro storico. Penso che sia giusto e &#8220;furbo&#8221; mantenerci stretto ciò che è nostra tradizione. Nel resto del mondo fanno così, solo noi Italiani pensiamo che moderno sia bello, infatti siamo additati come &#8220;poco furbi”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Eppure nonostante io stia facendo bene negli Usa, non mi vogliono proprio far suonare a Oristano, non mi scrivono due righe su un giornale, nulla!</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Oristano non cambierà mai, maltratta sempre i suoi figli che combinano qualcosa di buono, ma quello che non mi aspettavo, è che in un blog di Tiscali, dovessi subito un duro attacco da parte di un individuo carico di rabbia e di livore nei miei confronti”. Dopo un attimo di pausa per non dire cose che potrebbero essere assai pesanti per una persona educata come lui, riprende che &#8220;Essere disprezzato con rabbia e livore da chi ignora che in Italia ho collaborato con Giorgio Strehler, è per me un grande onore, significa che sto facendo bene e che appartengo a ben altra categoria”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Indirettamente sono entrato anche io, come estensore dell’articolo, nelle invettive di questo oscuro personaggio, che probabilmente farebbe meglio a tenere ben chiusi i suoi pensieri all’interno del proprio tugurio mentale: nel suo delirio ha sottolineato che mi dovrei vergognare di scrivere di Marco Pinna, affermando in uno sgrammaticato italiano “NOI CHE NON CONOSCIAMO “A” MARCO PINNA”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ma in definitiva, questo individuo, che voleva? Chiedo ancora a Marco Pinna: “ Lo ignoro, io ho un visto di permanenza negli Usa per straordinarie capacità artistiche e secondo quel personaggio, gli Americani danno a vanvera e a chiunque questo tipo di visti?, in questo caso, sarò costretto a far presente all’Establishment Statunitense che tale Brunofabio di Sardegna, si è svegliato e ha deciso che gli Americani sono dei deficienti idioti, sicuramente ascoltando la sua illustre opinione cambieranno immediatamente le regole, gli manderanno una lettera di scuse ufficiali e gli offriranno anche il visto per straordinarie capacità letterarie. A questo signore dico ancora che gli Americani non sono scemi e solo se hai un gran talento ti offrono il visto Categoria 0-1”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Che conclusioni ti senti di trarre da questa squallida vicenda?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">“Penso che le parole di quel tale, rappresentino in pieno la causa dei mali della Sardegna, cioè una mentalità sbagliata fatta di disprezzo, invidia, livore e cattiveria, con tanti individui come questo “tipo” che anziché costruire, distruggono disprezzando e attaccando chi si è dato da fare e ha ottenuto risultati. Mi consola solo il fatto che in quel blog è solo una minoranza stonata”.</span></p>
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		<title>FAR CONOSCERE LA THALASSEMIA: LE VICISSITUDINI DI ANNA MARIA SECHI, EMIGRATA DA BAMBINA IN BELGIO. LA VITA NELLE MINIERE, L&#8217;IMPEGNO NEI CIRCOLI E LA MALATTIA NEL DESTINO</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/19/far-conoscere-la-thalassemia-le-vicissitudini-di-anna-maria-sechi-emigrata-da-bambina-in-belgio-la-vita-nelle-miniere-limpegno-nei-circoli-e-la-malattia-nel-destino/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 19:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia di emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[anna maria sechi]]></category>
		<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[thalassemia]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Valentina Usala Anna Maria Sechi. Classe 1941. Donna. Sarda. Emigrata. Lascia la Sardegna a 12 anni, varcando il mare e le Alpi con i genitori, giungendo alla meta: la Vallonia e le sue miniere, in Belgio. «La vita in quegli anni non è stata facile, siamo stati spinti ad abitare nelle case più decadenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23893" class="wp-caption alignnone" style="width: 746px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/2003A-013.jpg"><img class="size-full wp-image-23893  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/2003A-013.jpg" alt="" width="736" height="543" /></a><p class="wp-caption-text">Anna Maria Sechi</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Valentina Usala</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23892"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Anna Maria Sechi. Classe 1941. Donna. Sarda. Emigrata. Lascia la Sardegna a 12 anni, varcando il mare e le Alpi con i genitori, giungendo alla meta: la Vallonia e le sue miniere, in Belgio. «La vita in quegli anni non è stata facile, siamo stati spinti ad abitare nelle case più decadenti che ci fossero, ho avuto una pessima infanzia e una misera adolescenza. Questo primo periodo della mia vita ha lasciato il segno». Mi racconta. Sposata a 16 anni, madre di tre figlie: la prima deceduta alla nascita, la terza affetta dalla thalassemia major muore all’età di 21 anni. «Sia mio padre che mio marito lavoravano nelle miniere di carbone belghe. La vita del minatore è stata squallida e molto difficoltosa; i belgi si rifiutavano di affittare loro le case, perciò tanti di noi hanno vagato da un ghetto all’altro». Racconti duri. È realtà, è la storia di un popolo, dalla quale si dovrebbe attingere il significato della parola emigrare. Subentra poi la necessità di sentirsi sardi. Nel 1961 si trasferisce a Bruxelles e nel 1970 diventa segretaria della federazione dei circoli del Belgio. Nel frattempo, viene eletta presidente del Coasit di Bruxelles e consultore dell’assemblea degli emigrati sardi. Per diversi anni è membro del consiglio che rappresentava gli stranieri del comune di Uccle, una borgata di Bruxelles. Nel 1994 si trasferisce a Charleroi e posto che vai, Sardegna che incontri: nel 1999 è eletta presidente del circolo della medesima città, che lascia dopo sette anni a causa di incomprensioni di stampo maschilista. Anna Maria, dopo il trascorso vissuto in prima persona, si occupa dell’associazione da lei fondata, a favore dei talassemici. “In Belgio nel ‘64  della thalassemia si conosceva poco e niente,  creare l&#8217;associazione è stato di grande utilità.  Ufficialmente fondata nell’ 81, ci ha permesso  di ottenere i rimborsi mutualistici e il riconoscimento  della malattia; oggi in questo paese la thalassemia  è curata alla pari dei migliori centri italiani con cui abbiamo aperto i contatti, quali quelli di Roma e Cagliari,  le nostre relazioni sono state ottime,  il nostro comitato scientifico ha potuto approfondire le conoscenze sulla patologia.  Abbiamo diffuso l&#8217;informazione preventiva facendo  delle riunioni nelle varie associazioni e circoli dell&#8217;immigrazione sia italiana o nelle altre comunità  presenti nel territorio. Oggi di questa malattia se ne parla nelle scuole, quindi non è più una malattia fantasma.  Abbiamo potuto realizzare due colloqui internazionali di grande spicco scientifico, al quale ha partecipato l&#8217;elite di quei tempi: il primo si è svolto nell’ 86 e il secondo nel 2006.” Grazie al suo operato, non è più una malattia sconosciuta, perché prima dell’immigrazione italiana, la talassemia, in Belgio non esisteva. “Ricordo i medici per tutto e per niente ci ricordavano <em>questo è legato alle vostre origini sarde</em>. Ho odiato quella frase, quante cose son dovute alle mie origini di donna sarda emigrata da bambina, trascinata nelle vie del carbone delle miniere belghe.” Lei ama scrivere e una storia vera, la sua, c’è. Ma ancora nel cassetto, il suo. Il racconto di sardi decimati nell’Isola e del suo vissuto.</span></p>
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		<item>
		<title>RICORDANDO IL MARESCIALLO MARIO ARDU, MORTO PER L&#8217;ITALIA LIBERA: LA ESECONDA PARTE DEL RESOCONTO DELL&#8217;INIZIATIVA A VERONA DEL CIRCOLO &#8220;SEBASTIANO SATTA&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/19/ricordando-il-maresciallo-mario-ardu-morto-per-litalia-libera-la-eseconda-parte-del-resoconto-delliniziativa-a-verona-del-circolo-sebastiano-satta/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 17:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[circolo sebastiano satta]]></category>
		<category><![CDATA[mario ardu]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[verona]]></category>

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		<description><![CDATA[di Annalisa Atzori La commemorazione del Maresciallo Mario Ardu, (vedi Tottus in P. 2-5-2013) è stata un&#8217;occasione per rendere merito a un eroe purtroppo dimenticato, ma anche un&#8217;occasione di approfondimento per tutta quella che era la situazione in Italia, a Verona in particolare, dopo l&#8217;Armistizio del 1943. Il Presidente dei Consiglieri Emeriti Carlo de&#8217; Gresti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23887" class="wp-caption alignnone" style="width: 697px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/ImageFromDB_ashx.jpeg"><img class="size-full wp-image-23887" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/ImageFromDB_ashx.jpeg" alt="" width="687" height="445" /></a><p class="wp-caption-text">Vittore Bocchetta</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Annalisa Atzori</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23886"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La commemorazione del Maresciallo Mario Ardu, (vedi Tottus in P. 2-5-2013) è stata un&#8217;occasione per rendere merito a un eroe purtroppo dimenticato, ma anche un&#8217;occasione di approfondimento per tutta quella che era la situazione in Italia, a Verona in particolare, dopo l&#8217;Armistizio del 1943.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il Presidente dei Consiglieri Emeriti Carlo de&#8217; Gresti, nel suo discorso di apertura ha posto l’accento, sull’importante lavoro svolto dall&#8217;Associazione Satta di Verona, che con le sue molteplici attività è aperta alla città di Verona, con continue collaborazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Silvano Zavetti, ricercatore appassionato di documenti storici, sta dando da anni un prezioso contributo alla cultura veronese, ricostruendo storie dimenticate o frammentarie, facendo una vera e propria “indagine” degna di un detective. Introducendo la storia di Ardu, ha porto un saluto e un augurio di pronta guarigione a Luigi Sarcheletti, anni 92, purtroppo in ospedale, se presente avrebbe potuto approfondire la storia dell’amico di gioventù Rinaldo Veronesi, morto alla Maddalena combattendo contro i Tedeschi della Wehrmacht, in ritirata (già ricordato nel 2012 dall&#8217;Associazione “Satta”, insieme a Meloni e di Carlo Pagliaresi (leggi Tottus in Pari numeri 396, 398 e 400.)</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Zavetti ricorda che, nel secondo CLN di Verona, Vittore Bocchetta (tra i relatori della giornata e compagno di prigionia di Ardu) era affiancato dal maggiore Arturo Zenorini e dal maresciallo Mario Ardu, che figurava come consulente militare. Citando un articolo del “Corriere del Mattino” datato 23 settembre 1945, poi sottolinea che Ardu era stato catturato mentre si accingeva a far saltare il deposito di munizioni del Lazzareto, a Verona. La DC lo ricorda tra i suoi uomini migliori del periodo della Resistenza, perché aveva una visione al di là del momento, per un&#8217;Italia democratica. Rimarca che questo è un valore aggiunto alla sua memoria. Prosegue con il ricordo di una piccola coincidenza: quando da bambino andava con il padre all&#8217;Arsenale di Verona, si soffermava sempre sulla lapide che ricordava i nomi delle persone che hanno dato la vita per la libertà, tra cui spiccava il nome di Mario Ardu, cognome non veronese e quindi curioso per lui.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Altro importante intervento quello di Giulio Segato, per molti anni vicesindaco e assessore della Città scaligera, spiega come l&#8217;incontro con Vittore Bocchetta gli abbia risvegliato il passato: alla fine della Seconda Guerra Mondiale a solo 18 anni, fu nominato membro della Commissione di Epurazione, essendo sindacalista della CGIL e dipendente delle Ferrovie dello Stato. Compito della commissione era “epurare” chi era sospetto essere fascista, ma chi poteva cacciare se tutti i suoi colleghi per lavorare avevano la tessera del fascio? In seguito ha letto “Quinquennio Infame” di Bocchetta ed ha visto la Resistenza con occhi diversi, venendo così conoscere una realtà che non era quella raccontata nelle cronache ufficiali. Come ha ricordato più volte Bocchetta “la storia la scrive chi vince, non sempre chi vince ha ragione”, quindi alcuni non trovano posto nella cronaca perché scomodi.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Segato, segnala che è stato istituito nel 1963 il premio “Vittore Bocchetta”, un riconoscimento per l&#8217;arte, rappresentato dalla testa di Dante Alighieri, creata proprio da Bocchetta quand’era in America a rilevare l’italianità. Di seguito avanza una proposta per le prossime commemorazioni: ricordiamo anche Emilio Moretto, l&#8217;autista del gruppo di sei giovani che il 17 luglio 1944 assaltarono il carcere degli Scalzi per liberare dai nazifascisti il sindacalista e politico Giovanni Roveda (vedi in internet: Giovanni Roveda); Moretto era ferito, la sua auto trivellata dai colpi dei mitra dei tedeschi, eppure riuscì a compiere la sua missione. Gli altri del gruppo erano Lorenzo Fava, Aldo Petacchio, Danilo Preto, Vittorio Ugolini e Berto Zampieri (poi famoso scultore), questi due amici di famiglia dei Solinas. Giulio Segato, abitando nei pressi fu testimone oculare dei colpi di mitra sparati dai tedeschi contro l&#8217;auto in fuga.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Giovanni Amaini, che insieme a Zavetti è stato autore di una pubblicazione (uscita nel 2011) nella quale si raccoglie la storia dei 528 consiglieri comunali e sindaci di Verona, dal 1946 al 2010, a proposito degli “scomodi” forse non c&#8217;è stata una vera volontà nel non ricordare Mario Ardu, la polvere della storia sommerge i ricordi. Bocchetta però non è d&#8217;accordo con quest&#8217;affermazione, è convinto che la dimenticanza sia stata invece voluta. Maurizio Solinas rileva che essere della DC, a quell&#8217;epoca, non ha aiutato Ardu a essere tra coloro che erano ricordati volentieri &#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La commemorazione di Ardu è stata anche occasione di scambio di libri importanti: Michele Castoldi, Assessore alla cultura e turismo del Comune di Lanusei, ha donato un volume di Tonino Loddo su Franco Ferrai, pittore ogliastrino e attivista politico. In cambio, ha ricevuto i volumi “Nell’ombra del forte San Briccio: fatti, storie e racconti” di Corrà, e di Giovanni Solinas “Verona e il Veneto nel Risorgimento”, di essi torneremo a parlare prossimamente. Vittore Bocchetta ha arricchito la nostra biblioteca con i volumi: “Aspirina per Hitler” (cronaca sulle industrie chimiche tedesche ed esperimenti su cavie umane) e “Prima e dopo -quadri 1918/1949”, raccolta di esperienze della sua vita avventurosa.</span></p>
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		<title>IL 21 MAGGIO A FIRENZE ALL&#8217;AUDITORIUM STENSEN, LA PROIEZIONE DI &#8220;BELLAS MARIPOSAS&#8221; DI SALVATORE MEREU</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/19/il-21-maggio-a-firenze-allauditorium-stensen-la-proiezione-di-bellas-mariposas-di-salvatore-mereu/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 15:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bellas mariposas]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[  dall&#8217;ACSIT di Firenze L&#8217;Associazione Culturale Sardi in Toscana è lieta di annunciare che martedì 21 maggio alle ore 21:00, presso l&#8217;Auditorium Stensen sito in viale Don Minzoni 25/c, sarà proiettato in anteprima a Firenze il film BELLAS MARIPOSAS di Salvatore Mereu. Il film, selezionato in concorso alla sezione &#8220;Orizzonti&#8221; della 69ª Mostra del cinema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/bellamariposas_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23883" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/bellamariposas_2.jpg" alt="" width="724" height="1024" /></a> </p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><strong>dall&#8217;ACSIT di Firenze</strong></span></p>
<p><span id="more-23880"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">L&#8217;Associazione Culturale Sardi in Toscana è lieta di annunciare che <strong>martedì 21 maggio alle ore 21:00</strong>, presso l&#8217;<strong>Auditorium Stensen</strong> sito in viale Don Minzoni 25/c, sarà proiettato in anteprima a Firenze il film <strong>BELLAS MARIPOSAS </strong>di<strong> Salvatore Mereu</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il film, selezionato in concorso alla sezione &#8220;Orizzonti&#8221; della 69ª Mostra del cinema di Venezia, ha avuto problemi nella distribuzione nelle sale cinematografiche italiane, nonostante abbia riscosso un enorme successo di critica. La proiezione allo Stensen rappresenta, quindi, un&#8217;occasione importante per poter apprezzare l&#8217;opera di Mereu.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">I biglietti per poter accedere alla proiezione hanno un costo pari a 7.50 euro e sono in vendita alla cassa dell&#8217;Istituto Stensen a partire dalle 20.30 (fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala). Non è prevista prevendita. SOLTANTO I SOCI FASI/ACSIT potranno usufruire di uno <strong>SCONTO </strong>e ottenere il biglietto al costo di 5 EURO</span></p>
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		<title>IL VIOLINO DI DAVIDE PAIS E LE LAUNEDDAS DI FABIO MELIS AL CIRCOLO &#8220;MARIA CARTA&#8221; DI ROVERETO</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 14:26:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[circolo maria carta]]></category>
		<category><![CDATA[rovereto]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonello Fadda Prima di tutto è stata una bellissima festa dal forte accento popolare che ha coinvolto tantissimi trentini e per noi del Circolo è stata un&#8217;esperienza veramente appagante. Vedere tutta questa gente ascoltare con attenzione ed interesse il Prof. Doneddu dell&#8217;Università di Sassari mentre argomentava riguardo la storia della Sardegna con un occhio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/DSCN1124.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23877" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/DSCN1124.jpg" alt="" width="730" height="581" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Antonello Fadda</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23876"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Prima di tutto è stata una bellissima festa dal forte accento popolare che ha coinvolto tantissimi trentini e per noi del Circolo è stata un&#8217;esperienza veramente appagante. Vedere tutta questa gente ascoltare con attenzione ed interesse il Prof. Doneddu dell&#8217;Università di Sassari mentre argomentava riguardo la storia della Sardegna con un occhio all&#8217;economia dal 18mo secolo ai giorni nostri, e tuttociò che ne deriva, ci ha spinto a pensare ad un seguito sulla falsariga di quest&#8217;edizione.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Nel pomeriggio poi, abbiamo riempito l&#8217;auditorium per il concerto di violino e launeddas del duo composto da Fabio Melis e Davide Pais. </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Un&#8217;esperienza sicuramente da ripetere!</span></p>
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		</item>
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		<title>UN VIAGGIO CON IL CAMPER IN SARDEGNA? PUO&#8217; ESSERE D&#8217;AIUTO IL SITO DELL&#8217;ASSOCIAZIONE DEL CLUB CAMPERISTI SARDI</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/19/un-viaggio-con-il-camper-in-sardegna-puo-essere-daiuto-il-sito-dellassociazione-del-club-camperisti-sardi/</link>
		<comments>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/19/un-viaggio-con-il-camper-in-sardegna-puo-essere-daiuto-il-sito-dellassociazione-del-club-camperisti-sardi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 May 2013 14:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[camper in sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Gigi Pambira Monnis Il sito www.camperistisardi.it del Club Camperisti Sardi. Uno spazio dedicato a tutti gli amanti del turismo itinerante in camper, ma anche campeggiatori, roulottisti e tendisti uniti da rapporti di amicizia ed esigenze culturali, e con il comune interesse di vivere il tempo libero all&#8217;aria aperta dove il singolo appassionato può essere parte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/image.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23874" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/image.jpg" alt="" width="560" height="401" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Gigi Pambira Monnis</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23873"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il sito <a href="http://www.camperistisardi.it/">www.camperistisardi.it</a> del Club Camperisti Sardi. Uno spazio dedicato a tutti gli amanti del turismo itinerante in camper, ma anche campeggiatori, roulottisti e tendisti uniti da rapporti di amicizia ed esigenze culturali, e con il comune interesse di vivere il tempo libero all&#8217;aria aperta dove il singolo appassionato può essere parte, a sua scelta, di questa grande famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il Club Camperisti Sardi, costituitosi il 17 febbraio del 2011, è una libera associazione (affiliata all’<a href="http://www.camperistisardi.it/il-club/temp-href-1352733874719">A.C.T. Italia</a>) ed è radicata, prevalentemente, su tutto il territorio regionale, con qualche simpatizzante oltremare amante della nostra isola: la Sardegna. Tutti gli iscritti “contano” perché trovano nel club un punto di aggregazione sociale dove coltivare vecchie e nuove amicizie anche fuori dalla semplice “uscita” o “raduno”. Un’occasione che invoglia a condividere e a proporre nuove idee per alimentare la gioia e l’entusiasmo dello stare insieme. Persone che non si accontentano della Sardegna come quella delle riviste patinate, dove i luoghi si confondono e diventano tutti uguali, ma che cercano, nelle diverse anime dei territori dell’Isola, la sintonia con la natura selvaggia della montagna che conserva importanti tradizioni e che possiede un patrimonio culturale millenario. Tutto è particolare: dalla musica al canto a tenore fino al modo di parlare. Luoghi che conservano uno spirito affascinante, un ambiente unico e, in molte zone, ancora incontaminato.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>COSA FACCIAMO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il club promuove costantemente i valori sociali e civili della cultura associativa attraverso, interventi, iniziative, manifestazioni ed è impegnato nel mondo del sociale, dove non mancano le attenzioni e le proposte di sensibilizzazione e di partecipazione a sostegno delle diverse iniziative che arrivano dalle associazioni di volontariato o dalle pubbliche amministrazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il costante lavoro di approfondimento e di confronto instaurato fin da subito dal club con i Comuni, le Pro Loco, le Comunità Montane, le Province e la Regione ha fatto sì che il Club Camperisti Sardi è diventato, nell’arco di breve tempo, un punto di riferimento per quelle amministrazioni locali che vogliono aprirsi al turismo e che desiderano valorizzare, soprattutto, il proprio territorio.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Una particolare importanza rivestono gli imprenditori locali. In Sardegna sono tante le aziende &#8211; medie e piccole &#8211; che producono, che s’ingegnano, che offrono prodotti di enorme valore. Il turismo all’aria aperta, con la sua particolarità di vivere a contatto diretto con la cultura, le tradizioni, i sapori e l&#8217;ambiente è in grado di portare le persone in territori lontani dai grossi tour turistici e di far conoscere questa vera, unica, enorme ricchezza. L’attenzione e la valorizzazione dei prodotti di nicchia dell’enogastronomia e dell’artigianato, in particolar modo della nostra “terra” rappresentano, per il club, il fiore all’occhiello.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>LE NOTIZIE E L’INFORMAZIONE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Gli iscritti al club necessitano, ed è giusto che lo sia, di servizi e di informazioni puntuali. Infatti, il Club Camperisti Sardi sia sul proprio sito che nella pagina di Facebook informa dettagliatamente e tempestivamente i propri iscritti su tutte le materie di loro potenziale interesse nonché su diverse iniziative locali e su quelle nazionali ed internazionali proposte <a href="http://www.camperistisardi.it/il-club/temp-href-1352733906056">dall’A.C.T. Italia</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Sul sito e nello spazio del social network &#8211; aggiornati quasi in tempo reale &#8211; si trova il calendario delle iniziative o degli appuntamenti rivolte agli iscritti, ma anche ai tanti simpatizzanti che ci seguono, con il duplice intento di creare amichevoli rapporti all’interno del Club, nonché di pubblicizzarne le attività, le iniziative ed o programmi, con puntualità e tempestività. Inoltre un rapporto attento, continuo e diretto con i media, ci ha permesso, in diverse occasioni, di essere presenti con le nostre iniziative sulle diverse testate giornalistiche sia a livello regionale che a livello nazionale, offrendo al club una forte visibilità.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>L’ADESIONE AL CLUB</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">L&#8217;adesione al Club Camperisti Sardi non è onerosa. Tramite l&#8217;iscrizione al club è possibile ricevere la <a href="http://www.camperistisardi.it/il-club/temp-href-1352733959453">Tessera ACT Italia</a> che consente, grazie all&#8217;estensione della Camping Card, di ricevere una serie di facilitazioni su tariffe; infatti, gli iscritti beneficiano di accattivanti e convenienti agevolazioni in ogni parte del mondo. Inoltre, la garanzia di alcune importanti protezioni assicurative che nel corso della propria vita all&#8217;aria aperta e rappresenta un ottimo investimento e soprattutto una tranquillità in più per le vacanze.</span></p>
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		<title>SOLARUSSA COMMEMORA UN SUO CITTADINO ILLUSTRE: IL MEDICO EFISIO NONNIS</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 14:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gian Piero Pinna In Sardegna, Efisio Nonnis è stato un precursore della moderna ginecologia, è a lui che si devono le prime iniziative accademiche, mirate a chi si accingeva ad affrontare questo genere di studi, alla quale dedicò una delle sue più famose opere, scritta proprio in campidanese perché fosse meglio compresa, “Brevis lectionis  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23870" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/a2.jpg"><img class="size-full wp-image-23870  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/a2.jpg" alt="" width="640" height="470" /></a><p class="wp-caption-text">murales a Solarussa</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gian Piero Pinna</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23869"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">In Sardegna, Efisio Nonnis è stato un precursore della moderna ginecologia, è a lui che si devono le prime iniziative accademiche, mirate a chi si accingeva ad affrontare questo genere di studi, alla quale dedicò una delle sue più famose opere, scritta proprio in campidanese perché fosse meglio compresa, “Brevis lectionis  de ostetricia po usu de is levadoras de su Regnu”, tesa ad emancipare dai pregiudizi e della pratica pura e semplice delle mestieranti, indicendo formalmente e correttamente, corsi di studi specifici, certificati  e finalizzati al rilascio di un diploma spendibile legittimamente, perché validato da autorità accademiche che abilitavano all’esercizio professionale in tutto il Regno di Sardegna.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Efisio Nonnis, era nato a Solarussa ed è stato docente di chirurgia nella Facoltà di Medicina dell’Università di Cagliari, dal 1824 al 1867 e il 10 maggio scorso, è toccato allo studioso Andrea Vigilante, commemorarne la figura, in un apposito convegno organizzato nella casa “Sanna” di Solarussa. Quando lo studioso era preside della locale scuola media, fu lui che, sostenuto dall’allora sindaco Enrico Marceddu, e dalla giunta comunale, si operò affinché la stessa scuola fosse intitolata ad Efisio Nonnis. Durante la presentazione del testo monografico, scritto dal Nonnis, è stato  l’attuale sindaco di Oristano, Guido Tendas, nonché solarussese di nascita, evidenziare il grande valore del manoscritto del suo illustre concittadino, mentre Andrea Vigilante, nel suo intervento ha accennato ai profili umani, sociali, professionali e operativi del   Nonnis, mettendo in risalto la vastità degli interessi coltivati da questo illustre personaggio. Stupore e sorpresa, ha suscitato nei presenti la statura accademica del solarussese, per la dedizione con cui si è cimentato per migliorare le condizioni del parto e dell’assistenza ai neonati e alle puerpere, in un periodo che vedeva operare delle praticanti “is levadoras”, quasi sempre non istruite, senza alcuna preparazione e formazione specifica dell’arte di ostetricia.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">“Efisio Nonnis &#8211; ha detto Andrea Vigilante . è stato un pioniere al riguardo, è a lui che si devono le prime iniziative accademiche, mirate alla formazione delle levatrici in Sardegna, perché già con la sua “Brevis lectionis  de ostetricia po usu de is levadoras de su Regnu”, scritta in dialetto campidanese, si risolve ad usare “sa limba patria” come l’unico veicolo possibile, per emancipare dai pregiudizi e della pratica pura e semplice delle mestieranti, indicendo formalmente e correttamente, corsi di studi specifici, certificati  e finalizzati al rilascio di un diploma spendibile legittimamente, perché validato da autorità accademiche che abilitavano all’esercizio professionale in tutto l’allora Regno. È  giusto che si ricordino i cittadini benemeriti – ha concluso Vigilante &#8211; che in tempi difficili e perigliosi, hanno dato lustro alla scienza e alla Sardegna.”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Nel corso del dibattito che ne è seguito, è stata ricordata anche  l’ostetrica Ersilia Artemalle, la prima giunta a Solarussa con le credenziali ottenute al termine dei corsi di formazione conclusi, presso l’Università di Cagliari, nel 1902.</span></p>
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		<title>I CANTI IN LIBERTA&#8217; DE &#8220;SA OGHE DE SU CORO&#8221; A &#8220;SA DIE&#8221; ORGANIZZATA A PAVIA DAI CIRCOLI SARDI DELLA LOMBARDIA</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/18/i-canti-in-liberta-de-sa-oghe-de-su-coro-a-sa-die-organizzata-a-pavia-dai-circoli-sardi-della-lombardia/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 20:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[Sa Die de sa Sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[sa oghe de su coro]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sergio Portas Se un coro che si autodefinisce meticcio, anche se il nome che si è dato: ”Sa Oghe de su Coro” lo inchioda inesorabilmente alla madre Sardegna, va a “toppare” proprio quando canta in occasione de “Sa Die de sa Sardigna”, conviene che si scavi una fossa profonda, metaforicamente parlando, e tutto vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23866" class="wp-caption alignnone" style="width: 723px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/DSC_0229.jpg"><img class="size-full wp-image-23866" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/DSC_0229.jpg" alt="" width="713" height="502" /></a><p class="wp-caption-text">l&#039;esibizione del coro diretto da Pino Martini Obinu a Pavia</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Sergio Portas</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23865"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Se un coro che si autodefinisce meticcio, anche se il nome che si è dato: ”Sa Oghe de su Coro” lo inchioda inesorabilmente alla madre Sardegna, va a “toppare” proprio quando canta in occasione de “Sa Die de sa Sardigna”, conviene che si scavi una fossa profonda, metaforicamente parlando, e tutto vi si inabissi acciocché il suo ricordo vada a stemperarsi nei secoli futuri. Quindi mentre a Pavia era in corso uno di quei pranzi sardi che fanno la gioia dei commercianti di vestimenti “extra large”, ancora con in bocca il sapore della pecora bollita, e ci sarebbe voluto un cannonau per buttarla giù non certo il barbera dell&#8217;Oltrepò, il nostro maestro Pino Martini Obinu ci ha richiamati all&#8217;ordine e siamo andati a provare l&#8217;acustica del teatro. Undici voci femminili e dieci maschili, contando insieme a noi (i maschi) anche Pino che dirige, suona e canta pure, non so bene con che tono. Che quando uno è dentro in quella specie di nuvola sonora che è l&#8217;emissione di diverse voci che si intrecciano, si sovrappongono, cercano un&#8217;amalgama, sino ad emettere una sinfonia del tutto particolare, singolare e identitaria della squadra che si va esibendo, dell&#8217;effetto complessivo non ha un&#8217;idea definita. Per sentire bene occorre essere seduti in platea e deve essere ben calibrato il sistema di amplificazione e dei microfoni. Non deve succedere come a Pavia, ma il concerto non era ancora iniziato per fortuna, che da uno dei microfoni, in maniera del tutto autonoma e inattesa, si senta improvvisamente il salmodiare di una messa. Va bene che si era ospiti dei salesiani, ma l&#8217;effetto straniante è stato il medesimo che mi assale talvolta al mattino quando, accendendo radio Popolare per sentire il notiziario e per effetto delle frequenze di trasmissione che sono molto vicine l&#8217;un l&#8217;altra, dal mio apparecchio sgorga prepotente il rosario di radio Maria. E tocca dire che se i sardi sono bravi a mettere su dibattiti e relazioni (anche in limba) su identità e storia isolana (e l&#8217;hanno fatto anche a Pavia, vedi i resoconti che ne ha fatto Paolo Pulina), sono bravi a mettere in piedi banchetti luculliani che aprono con antipasti misti e chiudono con filu &#8216;e ferru e mirto, con in mezzo due primi e due secondi e l&#8217;insalata e le patate e le seadas, per tacere dei vini, meno si preoccupano della fase squisitamente tecnica che deve presiedere all&#8217;esibizione canora di qualsiasi gruppo. Quasi che la macchina organizzativa raggiunga il suo climax con l&#8217;ammazzacaffè. E il resto debba seguire per inerzia. Il resto questa volta eravamo noi de “Sa Oghe” e quelli del gruppo Ichnos, che per lo più ballano ma anche hanno organetti e chitarre che vanno amplificate e quindi anche per loro il “sistema microfoni” è fondamentale che dia il meglio di sé. Che sinfonia di colori i costumi delle donne di “Ichnos”, che ricchezza di bottoni in filigrana d&#8217;oro e orecchini di corallo rosso. Le “ragazze del Coro” a loro confronto si stemperano in un frusciare di gonne nere, plissettate  di raso e velluto cangiante, scarpe pure nere di vernice, e sul biancore delle camicie traforate di pizzi, finalmente dei corpetti traslucidi di raso colorato coi fiori ricamati a  primavera, un paio di collane di corallo e d&#8217;ambra, Nadia ne intreccia una fatta da sè di stoffa azzurra col corallo rosso di casa sua, di sant&#8217;Antioco. I maschi sono tutti in nero e camicia bianca più o meno stirata (parlo per me), spiccano le scarpe in cuoio inglese di Ivan, gli altri rigorosamente nere, ma lui è la più bella voce del coro, il nostro centravanti dice Pino, nessuno ci farebbe caso neppure venisse a cantare scalzo. Quando attacca la canzone di Gavino de Lunas “Tempus passadu”,  il suo “Ajò lassedemi istare pensamentos chi mi occhides” suona terso come rivolo di cascata che si butta in un lago di montagna. Chiaro che anche la “scaletta” proposta non ha nulla di casuale, oggi non può mancare “Procurad&#8217;e moderare” naturalmente, che un&#8217;esortazione ad “tornare coi piedi a terra” va rivolta ai baroni d&#8217;ogni tempo, non esclusivamente a quelli del 1794. Di “Miniera”, la cantano i tenores di Neoneli, la strofa che grido di più ( il ritornello la chiama galera che tiene chiusi i minatori come fossero malfattori) racconta dei “Sos promios organizzados/iscioperos sindacales/contra de sos prinzipales/in Buggerru los an fatos”. Era il 1904, ci vollero i morti dei minatori sardi perché l&#8217;Italia potesse vedere il primo sciopero generale nazionale della sua storia. Ma si cantano anche canzoni che dicono di amore, la fortuna più bella: che mi amassi quanto ti amo io  (Assandira), canzoni che invitano a cercare la Sardegna in ogni dove, pensando invano di incontrane una altrettanto degna (Passu torrau cantau). Laire Lellaira. E “Libertade” che “est paraula manna”, le parole di M.Pio Leddae la musica di Pino, che ti accompagna dal tuo primo respiro. Perchè tu non sia mai solo, dappertutto è insieme a te. L&#8217;ascolti?/ Ti cerca/ Scrivila/ Donala/ Legala/Prendila e nascondila/Proteggila con cura/ Difendila/ Prendila e falla giocare/ Slegala/ Prendila e falla Ballare/Ricordala a tutti/ E affidala ad un mondo nuovo senza demoni e re.</span></p>
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		<title>DEDICATO AL &#8220;BASSOTTO GAVINO&#8221; UN NUOVO RISTORANTE A MADRID</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/18/dedicato-al-bassotto-gavino-un-nuovo-ristorante-a-madrid/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 20:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>
		<category><![CDATA[madrid]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luciano Cadeddu Dedicare il nome di un locale al proprio cane, non è notizia di tutti i giorni, ma, tanto è l’amore incondizionale che hanno per il loro amico, che , Yuri Sammarco e Sergio Severino, il primo, 32 anni, oristanese, per anni a capo di un’azienda di trasporti per la distribuzione dei giornali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23862" class="wp-caption alignnone" style="width: 740px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Comoenitaly-Da-Gavino.jpg"><img class="size-full wp-image-23862  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Comoenitaly-Da-Gavino.jpg" alt="" width="730" height="405" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Nicola Beccu</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Luciano Cadeddu</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23861"></span></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Dedicare il nome di un locale al proprio cane, non è notizia di tutti i giorni, ma, tanto è l’amore incondizionale che hanno per il loro amico, che , Yuri Sammarco e Sergio Severino, il primo, 32 anni, oristanese, per anni a capo di un’azienda di trasporti per la distribuzione dei giornali, oggi specializzato nella preparazione dei dolci,  il secondo, 39 anni, cagliaritano, con esperienze già nel campo della ristorazione in Sardegna, ed oggi abilissimo cuoco,  hanno deciso di dedicare al loro “cane bassotto” il sogno della loro vita, insieme al desiderio di mettersi in gioco, in una nuova terra, e quindi di realizzare quello che adesso è una realtà, il risrorante “Da Gavino”.    Arrivati alcuni anni fà in una Spagna già in recessione, ma contaminati comunque dall’allegria di questo popolo ibérico (allegria forse persa in Italia…dicono…) e comunque aiutati anche da una burocrazia agile e che aiuta sicuramente, fatte esperienze in alcuni ristoranti e gelaterie madrilegne, anche per rodare la lingua spagnola,  i due amici hanno deciso che era ora di affrontare in prima persona i clienti spagnoli, cosi, dopo tante ricerche per localizzare il giusto luogo (“Da Gavino” è in uno dei quartieri più “in” di Madrid, Metro Alonso Martinez), offrendo una cucina “fatta come in casa”, mettendo tanto amore e gusto in ogni pietanza che preparano.  Gli inizi, come per tutti, sono stati difficili ma con la sicurezza che, dando un buon prodotto, i clienti sarebbero arrivati, cosi infatti, è oggi, solamente un anno dopo dall’apertura del locale, tanti sono i clienti affezionati che giornalmente preferiscono mangiare un buon piatto, una “tapas”, che i due sardi offrono, variando, dalla pasta al forno alla campidanese, alle lasagne al pesto, ai tortini di carne…o alle torte salate o  i dolci fatti alla maniera di “mamma”, come suole dire Sergio, e accogliendo gli ospiti con un calore tutto speciale, una simpatia che ha fatto guadagnare al quartiere un nuovo punto di ristoro di alta qualità e simpatia.  <em>Dimenticavo di dire, Gavino dolce e simpatico “bassotto”, vive come un re (ovviamente…), e, fuori del locale non può mancare, una ciotola con l’acqua per gli amici a quattro zampe di passaggio…che sono altrettanto…tanti!</em></span></p>
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		<title>BANDITO A TONARA IL CONCORSO DI POESIA INTITOLATO A PEPPINO MEREU</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 20:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Concorso]]></category>
		<category><![CDATA[peppino mereu]]></category>
		<category><![CDATA[tonara]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gian Piero Pinna L’Associazione culturale Collettivo Peppinu Mereu, con il contributo dell’Amministrazione comunale di Tonara e la collaborazione della Pro Loco, ha bandito il concorso di poesia intitolato al poeta locale Peppino Mereu. Nell’edizione 2013, il tema sarà: “Pro qusta terra rosas e beranos”. Le premiazioni dei vincitori, si terranno a Tonara il 6 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23858" class="wp-caption alignnone" style="width: 665px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/peppinu-mereu-sciola-3.jpg"><img class="size-full wp-image-23858  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/peppinu-mereu-sciola-3.jpg" alt="" width="655" height="491" /></a><p class="wp-caption-text">a Tonara la statua di Peppino Mereu</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gian Piero Pinna</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23857"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">L’Associazione culturale Collettivo Peppinu Mereu, con il contributo dell’Amministrazione comunale di Tonara e la collaborazione della Pro Loco, ha bandito il concorso di poesia intitolato al poeta locale Peppino Mereu. Nell’edizione 2013, il tema sarà: “Pro qusta terra rosas e beranos”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Le premiazioni dei vincitori, si terranno a Tonara il 6 ottobre prossimo, nel Centro polifunzionale di Via della Regione. Le sezioni in concorso sono tre: versi in rima; versi liberi; soneto; inoltre ci sarà anche una quarta sezione riservata ai poeti locali.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">A tutti i concorrenti che saranno presenti alla premiazione, verrà fatto dono del volume contenente le poesie che parteciperanno al concorso, inoltre, l’Associazione Turistica Pro Loco, a costoro offrirà anche il pranzo sociale, purché confermino la loro presenza almeno due settimane prima della data fissata per le premiazioni.</span></p>
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		<item>
		<title>LA GALTELLI&#8217; DI GRAZIA DELEDDA IN MOSTRA A BOSTON: IL PARCO LETTERARIO NEGLI STATI UNITI PER L&#8217;ANNO DELLA CULTURA ITALIANA</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 19:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[boston]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia Deledda]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Parco letterario Grazia Deledda di Galtellì e gli altri tredici parchi letterari italiani sbarcano in America per una mostra intitolata “Italian Literary Landscapes” nella sede del Comitato della Società Dante Alighieri a Boston, nel Massachusetts. L&#8217;appuntamento è organizzato dalla Società Dante Alighieri, in collaborazione con il ministero degli Esteri ed il Consolato generale d&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23854" class="wp-caption alignnone" style="width: 710px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/boston-citta.jpg"><img class="size-full wp-image-23854" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/boston-citta.jpg" alt="" width="700" height="525" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Boston</p></div>
<p><span id="more-23853"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il Parco letterario Grazia Deledda di Galtellì e gli altri tredici parchi letterari italiani sbarcano in America per una mostra intitolata “Italian Literary Landscapes” nella sede del Comitato della Società Dante Alighieri a Boston, nel Massachusetts. L&#8217;appuntamento è organizzato dalla Società Dante Alighieri, in collaborazione con il ministero degli Esteri ed il Consolato generale d&#8217;Italia a Boston, per l&#8217;Anno della cultura italiana negli Stati Uniti 2013. Una mostra fotografica sulla Galte deleddiana e sugli altri paesaggi che raccontano i luoghi dell&#8217;ispirazione letteraria in Italia accompagneranno un convegno ed una inedita lettura cinematografica della “Divina Commedia”. Durante tutto il 2013, insieme al Fai ed al Touring Club Italiano, gli americani sono invitati a scoprire i luoghi raccontati dai Parchi letterari anche attraverso le pagine del portale promosso dal ministero degli Esteri con itinerari, proposte di visita e suggerimenti di viaggio. In questo contesto, e a 100 anni dalla pubblicazione di “Canne al vento”, non potevano mancare i luoghi raccontati da Grazia Deledda, l&#8217;unica donna del nostro Paese ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Entrati a fare parte da pochi mesi della rete della Società Dante Alighieri, che conta ormai quasi 500 comitati in tutto il mondo, i Parchi letterari intendono fare riscoprire ed amare in tutto il pianeta il paesaggio, la storia e le tradizioni dei luoghi che hanno ispirato i grandi autori della nostra letteratura.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">«Una ulteriore opportunità di promuovere il nostro paese e valorizzare ulteriormente lo sforzo che l&#8217;amministrazione comunale di Galtellì ha compiuto in tutti questi anni, incoraggiata anche dal sistema degli operatori locali che del Parco letterario hanno fatto il loro punto di forza», ha affermato Renzo Soro, sindaco di Galtelli.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>RINNOVATO IL DIRETTIVO AL CIRCOLO &#8220;QUATTRO MORI&#8221; DI LIVORNO: PRESIDENTE E&#8217; ANTONIO DEIAS</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/18/rinnovato-il-direttivo-al-circolo-quattro-mori-di-livorno-presidente-e-antonio-deias/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 19:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>

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		<description><![CDATA[dal circolo &#8220;Quattro Mori&#8221; di Livorno Rinnovo cariche sociali (2013/2015) – Associazione Culturale Sarda “Quattro Mori” Livorno Con la presente, in relazione all’oggetto si comunicano i nominativi dei soci risultati eletti nell’assemblea del 27.04.2013: Consiglio Direttivo                 Antonino Deias, Mogorella (OR)                                                     Presidente                 Alverio Podda, Villamar (MC)                                                          Vice Presidente Vicario A.Marina Acciaro, Porto Torres (SS)                                               [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23848" class="wp-caption alignnone" style="width: 665px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_4511.jpg"><img class="size-full wp-image-23848  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_4511.jpg" alt="" width="655" height="491" /></a><p class="wp-caption-text">il nuovo direttivo del circolo &quot;quattro mori&quot; di Livorno</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>dal circolo &#8220;Quattro Mori&#8221; di Livorno</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23847"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Rinnovo cariche sociali (<strong>2013/2015</strong>) – Associazione Culturale Sarda “Quattro Mori” Livorno</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Con la presente, in relazione all’oggetto si comunicano i nominativi dei soci risultati eletti <strong>nell’assemblea del 27.04.2013:</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong><span style="text-decoration: underline">Consiglio Direttivo</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Antonino Deias</strong>, Mogorella (OR)                                                     <strong>Presidente</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Alverio Podda</strong>, Villamar (MC)                                                          Vice Presidente Vicario</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>A.Marina Acciaro</strong>, Porto Torres (SS)                                               Vice Presidente</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Giampaolo Pisanu</strong>, Monserrato (CA)                                              Segretario</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Elena Zicchittu</strong>, Livorno (LI)                                                             Tesoriera</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Pasqualino Derosas</strong>, Olbia (OT)                                                       Consigliere</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Assunta Fais</strong>, Ruinas (OR)                                                                 Consigliere</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Pierangela Giola</strong>, Livorno (LI)                                                          Consigliere</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Beatrice Murtas</strong>, Musei (CI)                                                             Consigliere</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Antonio Maria Solinas</strong>, Cargeghe (SS)                                            Consigliere</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Agostino Pisanu</strong>, Barisardo (OG)                                                     Consigliere</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong><span style="text-decoration: underline">Collegio dei Revisori dei Conti</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Pietro Budroni</strong>, Tissi (SS)                                                                  <strong>Presidente</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Giuseppe Antuzzi</strong>, Bono (SS)                                                           Membro effettivo</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Salvatore Serra</strong>, Aidomaggiore(OR)                                               Membro effettivo</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong><span style="text-decoration: underline">Collegio dei Probiviri</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Giorgio Canu</strong>, Ossi (SS)                                                                      <strong>Presidente</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Angelo Puddu</strong>, Ussassai (OG)                                                           Membro effettivo</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">                <strong>Anna Licheri</strong>, Pistoria (PT)                                                                Membro Effettivo</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong><span style="text-decoration: underline">Collegio dei Saggi</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Paola Bonfanti</strong>, Livorno (LI)                                                             <strong>Presidente</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Luciano Battino</strong>, Bortigiadas (OT)                                                   Membro Effettivo</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Giuliano Marongiu</strong>, Thiesi (SS)                                                         Membro Effettivo</span></p>
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		<item>
		<title>ALCUNE NOTE PERSONALI DI UN EMIGRATO SARDO SUL FILM &#8220;BELLAS MARIPOSAS&#8221; VISTO IN UN CINEMA A MILANO</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/17/alcune-note-personali-di-un-emigrato-sardo-sul-film-bellas-mariposas-visto-in-un-cinema-a-milano/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[bellas mariposas]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Pulina “Bellas Mariposas” -  Trama Tratto dall&#8217;omonimo racconto di Sergio Atzeni. Cate, undicenne aspirante rockstar, viene svegliata dalle grida di una stravagante condomina. Nella sovraffollata cameretta la ragazzina stenta a riprendere sonno. In un viavai senza fine fanno il loro ingresso i numerosi e problematici fratelli. Cate sopporta aspettando il giorno in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Locandina-Bellas-Mariposas.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23844" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Locandina-Bellas-Mariposas.jpg" alt="" width="686" height="960" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Paolo Pulina</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23843"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>“Bellas Mariposas” -  Trama </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Tratto dall&#8217;omonimo racconto di Sergio Atzeni. Cate, undicenne aspirante rockstar, viene svegliata dalle grida di una stravagante condomina. Nella sovraffollata cameretta la ragazzina stenta a riprendere sonno. In un viavai senza fine fanno il loro ingresso i numerosi e problematici fratelli. Cate sopporta aspettando il giorno in cui diventerà una cantante famosa. Vorrebbe scappare subito da quella casa e dal padre tiranno che le impedisce persino di cantare. L&#8217;odio per suo padre è esteso a tutti gli uomini. L&#8217;unico a meritare la considerazione di Cate è Gigi, suo innamorato, troppo timido per mancarle di rispetto. Cate vuole rimanere vergine per non finire come sua sorella Mandarina, rimasta incinta a tredici anni o come Samantha, ragazza desiderio ed oggetto del quartiere. Ma oggi 3 agosto la vita di Gigi è in pericolo: Tonio, fratello di Cate, lo vuole uccidere. La mattina stessa Cate corre ad avvisare Luna, la sua migliore amica con cui condivide sogni e paure. Le due trascorrono il giorno più lungo della loro vita tra la città e il mare. Solo sott&#8217;acqua Cate riesce a dimenticarsi i problemi, la sua famiglia e il suo quartiere. Ma la realtà torna a galla e Cate deve correre a casa per proteggere Gigi. Quando ormai tutto sembra perduto, durante la notte compare dal nulla una bellissima donna: la coga Aleni, una strega che legge la sorte degli abitanti del quartiere. Solo grazie a questa magica presenza Gigi verrà salvato e Cate inizierà una nuova vita insieme a Luna, amica riscoperta sorella.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>“Bella Mariposas ” visto in un cinema di Milano </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Milano, mercoledì 15 maggio, ore 13,00, prima proiezione presso Apollo SpazioCinema di “Bellas Mariposas” di Salvatore Mereu tratto dall’omonimo racconto di Sergio Atzeni (1952-1995).   Siamo una quarantina di spettatori. Davanti a me due anziani coniugi indubitabilmente sardi (lui, appena prima che cominci lo spettacolo, dice alla moglie: “càgliadi!”-“taci!”). Quando poi, nello sviluppo della fiction cinematografica voluto da Mereu, la madre della  ragazzina Cate (e di tanti altri figli)  spegne il televisore commentando  «ma questi qui parlano solo di Nuoro !” (nel racconto di Atzeni in realtà viene citato «il telegiornale di Tele Campiranis») quel CÀGLIADI mi fa venire in mente un gioco di parole da applicare al senso civile/sociale/psicosessuale/linguistico/culturale di questo film: Mereu intende comunicarci che CÀGLIARI vuol proprio dire al resto della Sardegna: CÀGLIADI! (TACI!). Sono io la capitale morale (anche in campo sessuale) nonché linguistica dell’isola, sono io la modernità, sono io il cuore metropolitano che pulsa all’unisono con le altre capitali “nazionali” del mondo: Kasteddu come castello di ambientazione di ogni possibile complicata storia  denotativa dei costumi di oggi, in particolare dei quartieri periferici.  Chi, dopo aver visto il film di Salvatore Mereu, ritorna sulle pagine del racconto di Sergio Atzeni che lo ha  ispirato (come si sa, è uscito postumo presso Sellerio nel 1996), non può non notare che  la cruda, dura realtà familiare-sociale descritta dal narratore non poteva e ancora oggi non può  assestare dei veri pugni  allo stomaco come riesce a fare  invece la trasposizione cinematografica. Registro una reazione “scandalizzata” durante la proiezione milanese: i due anziani spettatori  di cui ho detto saltano su dalle  poltrone  e guadagnano velocemente l’uscita prima che finisca la scena della ragazza  Luna che «ha preso  in bocca la minghilledda del motociclista [nel film; nel libro «uno di quaranta  incontrato al Bar Europa»] e ha morsicato forte» (così Atzeni, pagina 94). Insomma, è come se – di fronte a quelle scostanti, disturbanti  immagini – avessero implicitamente voluto dire, alla maniera moralistica (ma improntata al “comune senso del pudore”) dell’autista dell’autobus del racconto e del film:  «Bella barra po essi pippias». Diceva lo scrittore-poeta-regista Pier Paolo Pasolini (di cui non è superfluo ricordare, in questa circostanza, la conoscenza delle periferie romane) : «Il cinema non evoca la realtà come la poesia, non copia la realtà come la pittura, non mima la realtà come il teatro, il cinema riproduce la realtà di immagine e suoni, è semiologia naturale della realtà, è lingua scritta della realtà». I colpi che possono derivare  al lettore da pagine “evocatrici” della realtà sono molto meno forti  di quelli che riescono a suscitare nello spettatore  immagini che rappresentano “la lingua scritta della realtà”. La bravura di Mereu è stata proprio quella di trarre, dalle righe sincopate del racconto di Atzeni (nessuna punteggiatura, tranne i punti interrogativi ed esclamativi; nessuna maiuscola ad inizio riga dei frammenti del soliloquio di  Cate; insomma uno sperimentalismo espressivo da avanguardia letteraria che ricorda quello del “Gruppo ’63” in Italia ),  lo “sgomitolarsi” di un intreccio di storie nella quotidianità dello spazio della «palazzina 47C di via Gorbaglius quartiere di Santa Lamenera periferia di Kasteddu», in generale elevato a rappresentare tutti i quartieri periferici  che moralisticamente potremmo definire “degradati” e “promiscui” (e anche “pieni di drogati”) di un ambiente  metropolitano che nel nostro caso ha per i suoi abitanti il nome di Kasteddu (Cagliari è la denominazione che usano solo quelli di fuori).</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ha scritto Mereu: « L’errore più grande sarebbe quello di  trattare “Bellas Mariposas” e Sergio Atzeni solo come una faccenda isolana da dibattere tra conterranei. Le “zazies” di Atzeni (che si aggirano nella città di Cagliari come quella di Raymond Queneau faceva a Parigi) potrebbero avere ugualmente vita allo Zen di Palermo, a Scampia, o nelle periferie di Caracas. Sono cittadine del mondo come del resto amava definirsi il loro padre letterario: “…sono sardo, sono italiano, sono europeo…”». A maggior ragione noi emigrati sardi – anche se non siamo cagliaritani – ci teniamo stretti Sergio Atzeni come scrittore “universale” e Mereu come regista il cui valore artistico è stato apprezzato da  giurie di festival  internazionali  perché sono stati capaci  – l’uno con l’opera letteraria, l’altro con le immagini cinematografiche – di far diventare <em>mondo</em> la metropoli di Kasteddu e a far diventare <em>storia </em>materiale e psicologica (ossessionata dal sesso) il dipanarsi della cronaca – materiale e psicologica (ossessionata dal sesso)  –  di una giornata cagliaritana di inizio agosto. Cate e Luna nel giro (e nel “girone” infernale) di un giorno speciale, da “bellas pippias”  diventano “bellas  mariposas”, pronte a volare  come farfalle leggere nel mondo, di cui conoscono le pieghe e le piaghe: gli uomini in generale affetti  da “mandronite”  (fannullaggine)  acuta e da “fissazione”  sessuale, le donne coscienti di doversi sobbarcare in toto la gestione della “baracca” familiare, facendo le pulizie in casa e arrotondando i guadagni con le pulizie fuori casa e con  “servizietti” più redditizi. Riprendendo il titolo dell’opera di Elsa Morante “Il mondo salvato dai ragazzini”, potremmo dire :  Cagliari-mondo salvata dalle ragazzine! Lasciamole quindi libere queste “farfalle”, loro hanno le idee chiare : «a noi nessuno deve chiedere conti». A chi tuttavia volesse chiedere loro conti sono sicuro che – secondo un a noi simpatico  stilema della lingua sarda (che non si ritrova certo né a Scampia né nelle periferie di Palermo, o di Caracas) che ricorre nel parlato del film – in italiano cortesemente questa volta le due ragazzine risponderebbero: “Non disturbateci;  non vedete che stiamo facendo cose?”. Insomma, l’equivalente gentile delle espressioni logudoresi: “Lassade nos<em> </em> sa conca” (“lasciateci la testa”) e “no nos rumpedas sa matta” (“non rompeteci la pancia”)! Lasciamo dunque che le due “bellas mariposas” facciano “cosas”: saranno sicuramente “bellas”, dato il livello di coscienza da loro raggiunto nell’arco del giorno più lungo (e rivelatore di verità) della loro esistenza.</span></p>
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		<item>
		<title>LUIGI LADU, DOPO IL FELICE ESORDIO NARRATIVO CON PITZINNOS MINORES, CONTINUA LA SAGA DI LUISEDDU CON LA PUBBICAZIONE DI AMMENTOS CAROS: SIGNIFICATIVE RAMMEMORAZIONI DI MOMENTI RIFERITI ALL’INFANZIA E ALL’ADOLESCENZA</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazione libro]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>
		<category><![CDATA[luigi ladu]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cristoforo Puddu In su mundhu  ’e sos mannos Sas làcanas si cunzan istrintas E chentz’àidos.                                          Moliendhe che fritzas de relozu Si perdet sa libbertade de su zogu E su piaghere imberriadu  ’e sos sensos – Sinnos e caras si mudan Che a sas dies e sas istajones. In su mundhu ’e sos mannos No [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Ammentos-Caros_L.L._cover_2013.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-23840" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Ammentos-Caros_L.L._cover_2013-694x1024.jpg" alt="" width="694" height="1024" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Cristoforo Puddu</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23839"></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>In su mundhu  ’e sos mannos</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Sas làcanas si cunzan istrintas </em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>E chentz’àidos.                                          </em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Moliendhe che fritzas de relozu</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Si perdet sa libbertade de su zogu</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>E su piaghere imberriadu  ’e sos sensos –</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Sinnos e caras si mudan</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Che a sas dies e sas istajones.</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>In su mundhu ’e sos mannos</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>No s’ischértiat cun cadhos de canna</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Ne si chìndhulat moroculas de ardureu</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>E fintzas sa sabiesa</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Est un’istadea pagu impreada</em></span></p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Pro assazare sa felitzidade de s’esisténtzia. </em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La scrittura autobiografica aiuta ciascuno di noi a ricostruire la propria vicenda umana. Quest’esercizio mentale ma anche pratico, mentre interroga con puntiglio la memoria e ne riaccende i lampi, serve a costituire un percorso di autoanalisi e di autoriflessione che rafforza  in ciascun individuo l’autocoscienza dei processi che hanno governato la sua formazione, intesa come  crescita fisica e, insieme, come  irrobustimento psicologico. Sulla memoria come bene universale e come dote “democratica” ha scritto parole convincenti il poeta scozzese Alexander Smith (1830-1867):  «La memoria è l’unico possedimento concreto dell’uomo, perché non fa differenze fra la ricchezza e la povertà» (da <em>On Death and the Fear of Dying, </em>in <em>Dreamthorp</em>).<em></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Un altro poeta, il toscano Mario Luzi (1914-2005), ha voluto darci la sua interpretazione relativamente al significato della scrittura autobiografica: «Scrivere di sé è l’incontro con la dimensione poetica dell’esistenza. E in questa dimensione, dove c’è posto per il simbolico, il metaforico, gli opposti, ognuno di noi può ritrovarsi». <em></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ognuno di noi possiede la memoria (dote universale, come abbiamo visto)   ma perché possa “ritrovarsi” nella “dimensione poetica dell’esistenza”  deve varcare la “porta stretta” della scrittura (dal Vangelo di Luca: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno»).</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ognuno di  noi può rileggere – a memoria – la propria infanzia ma solo chi si cimenta con la fatica, non solo mentale ma anche fisica, della scrittura può aspirare a godere della “festa” che lo accoglie se è riuscito a superare quella “porta stretta”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Luigi Ladu incrementa con questo libro, nel segno della continuità narrativa e dopo il felice esordio del 2011 con <em>Pitzinnos Minores (Reminiscenze d’infanzia)</em>, la saga autobiografica di <em>Luiseddu</em>, titolata <em>Ammentos Caros</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La memoria aiuta l’autore a “stanare” tanti “cari ricordi”,  annidatisi  nella sua mente   per oltre cinquanta anni: sono soprattutto rammemorazioni di momenti riferiti all’infanzia e all’adolescenza, che il giovanissimo protagonista ha vissuto in un continuo confronto con una tormentata condizione sociale di sopravvivenza. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Animato da una forte volontà maturata nel duro e forgiante apprendistato educativo imposto da una famiglia inserita nella società agropastorale  della Sardegna interna degli anni Cinquanta ed inizio anni  Sessanta, il giovane protagonista non si perde d’animo ed emigra a Roma, alla ricerca di un lavoro  che possa rappresentare una alternativa individuale “moderna” al destino familiare ancestrale <em>de sa vida</em> <em>de su pastore, solu che fera.</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il Luigi adulto, “rileggendo” con la memoria questo suo graduale processo evolutivo e di maturazione, comprende che solo con la scrittura può far diventare comunicazione “esterna”, e quindi condivisa, la sua “esperienza” interna.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Egli “legge” la sua anima – e scrive quello che essa “gli detta dentro” – con toni suggestivi e penetranti; focalizza l’attenzione narrativa su aspetti del proprio vissuto messo in rapporto relazionale con quello collettivo della comunità dei giovani coetanei <em>de bídha</em>; ricostruisce complessi stati d’animo e significati nel recupero della propria infanzia, della propria storia esistenziale.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Le vicende di <em>Luiseddu</em> rappresentano  –  in questo racconto breve –  la grande storia di tanta sconosciuta umanità e di luoghi vissuti, dove la natura incontaminata della Barbagia e i <em>bighinados</em> nuoresi sono fonte di formativi stimoli di crescita; vi si sente pulsare l’esistenza di un’Isola che non c’è più, che coltivava la dignità del vivere semplice in una dimensione segnata da riti e tempi ancora solidali e comunitari.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Nella trasposizione stilistica della narrazione letteraria breve – collage di “quadri” con  immagini quasi naif, coltivate negli anni in intensi momenti di riflessione – Luigi coglie le tracce indelebili della memoria e con significativi brani segue il corso dell’età di <em>Luiseddu</em> e offre la meravigliata, graduale scoperta e visione del mondo di un bambino nel contesto della condizione sociale della sua operosa  e modesta famiglia, da cui attingerà energia e i valori per la maturità e la futura organizzazione del suo progetto di vita. Questo progetto prevede anche  l’esercizio diurno/diuturno della “faticosa” scrittura come coronamento in progress del proprio riscatto individuale e sociale: possedere la capacità di scrittura vuol dire avere  tra le mani (in senso materiale e figurato) lo strumento per  l’arricchimento continuo della propria autocoscienza.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Ammentos Caros </em>(Ricordi cari) di Luigi Ladu -edizione <a href="http://www.lugiladu.it/">www.lugiladu.it</a>, 208 pag., euro 21,00- può essere acquistato online al sito <em>ilmiolibro.it</em> del Gruppo Editoriale L’Espresso.<em> </em> </span></p>
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		<title>PAPA FRANCESCO HA ESPRESSO IL DESIDERIO DI VISITARE IL SANTUARIO DI BONARIA: SARA&#8217; A CAGLIARI IL 22 SETTEMBRE</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[santuario di bonaria]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[«Desidero visitare il Santuario a Cagliari, quasi sicuro nel mese di settembre». Lo ha annunciato a sorpresa Papa Francesco, rispondendo all’entusiasmo dei pellegrini giunti dalla Sardegna per accompagnare i loro vescovi in «visita ad limina». «Tra la città di Buenos Aires e Cagliari &#8211; ha ricordato il Papa &#8211; c’è una fratellanza. Quando il fondatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23835" class="wp-caption alignnone" style="width: 748px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Bergoglio.jpg"><img class="size-full wp-image-23835" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Bergoglio.jpg" alt="" width="738" height="462" /></a><p class="wp-caption-text">Papa Francesco</p></div>
<p><span id="more-23834"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">«Desidero visitare il Santuario a Cagliari, quasi sicuro nel mese di settembre». Lo ha annunciato a sorpresa Papa Francesco, rispondendo all’entusiasmo dei pellegrini giunti dalla Sardegna per accompagnare i loro vescovi in «visita ad limina». «Tra la città di Buenos Aires e Cagliari &#8211; ha ricordato il Papa &#8211; c’è una fratellanza. Quando il fondatore l’ha fondata voleva chiamarla città della Trinità ma i suoi marinai, che erano sardi volevano che fosse la Città della Madonna di Bonaria, così alla fine trovarono un compromesso: Città della Santissima Trinità e Porto di Nostra Signora di Bonaria. Alla fine la chiamiamo però solo Bonaria, cioè Buenos Aires».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
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		<title>IL 18 MAGGIO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO, LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME &#8220;I DOLORI DEL GIOVANE BULLO&#8221; DI BRUNO FURCAS E SALVATORE BANDINO</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 20:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazione libro]]></category>
		<category><![CDATA[furcas e bandino]]></category>
		<category><![CDATA[salone del libro di torino]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Valentina Usala Il volume sarà presentato sabato 18 maggio 2013 al Salone del libro di Torino, alle ore 11 presso il Padiglione 2 stand j30 k29 di Arkadia (stand Liberos). Presenteranno l’autore Salvatore Bandinu, con gli alunni del liceo delle scienze umane “Giuseppe Peano” di Tortona. I ragazzi hanno seguito un progetto scolastico contro il bullismo, per studiare il fenomeno, con l’ausilio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/577284_623252741023348_352098900_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23830" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/577284_623252741023348_352098900_n.jpg" alt="" width="554" height="486" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Valentina Usala</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23829"></span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il volume sarà presentato sabato 18 maggio 2013 al Salone del libro di Torino, alle ore 11 presso il Padiglione 2 stand j30 k29 di Arkadia (stand Liberos).</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Presenteranno l’autore Salvatore Bandinu, con gli alunni del liceo delle scienze umane “Giuseppe Peano” di Tortona. I ragazzi hanno seguito un progetto scolastico contro il bullismo, per studiare il fenomeno, con l’ausilio del volume, che hanno letto in classe con le insegnanti Angela Pelizza e Susanna Maggi.</span></div>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La sottoscritta modererà l&#8217;incontro</span></div>
<div style="display:block;float:left;margin-right:20px;height:20px;"><a id="indoona_share_button" data-related="indoona,indoona_comments"></a><script type="text/javascript">(function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs");</script></div>
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		<title>BANDIERE BLU IN SARDEGNA: SALGONO A SETTE LE LOCALITA&#8217; &#8220;PREMIATE&#8221; CON L&#8217;AGGIUNTA DI TORTOLI&#8217;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/17/bandiere-blu-in-sardegna-salgono-a-sette-le-localita-premiate-con-laggiunta-di-tortoli/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 19:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bandiere Blu]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[Aumentano le spiagge italiane da “Bandiera Blu”. Per la stagione balneare 2013 sono salite a 135, dalle 131 del 2012, le località di riviera con 248 spiagge (due in più rispetto all’anno scorso) che possono fregiarsi del sigillo di qualità della Fondazione per l’educazione ambientale (Fee) Italia che ha assegnato i riconoscimenti nel corso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23826" class="wp-caption alignnone" style="width: 738px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/82_full.jpg"><img class="size-full wp-image-23826 " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/82_full.jpg" alt="" width="728" height="446" /></a><p class="wp-caption-text">la spiaggia a Tortolì</p></div>
<p><span id="more-23825"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Aumentano le spiagge italiane da “Bandiera Blu”. Per la stagione balneare 2013 sono salite a 135, dalle 131 del 2012, le località di riviera con 248 spiagge (due in più rispetto all’anno scorso) che possono fregiarsi del sigillo di qualità della Fondazione per l’educazione ambientale (Fee) Italia che ha assegnato i riconoscimenti nel corso della XXVII cerimonia di premiazione alla presenza dei sindaci. Lidi che rappresentano circa il 10% di quelli premiati a livello internazionale. Alto il numero delle conferme (86%) rispetto al 2012 e buono anche il rendimento degli approdi turistici, che salgono a 62 (61 nel 2012) a dimostrazione che un numero significativo di porti turistici ha intrapreso scelte di sostenibilità garantendo la qualità e la quantità dei servizi erogati nella piena compatibilità ambientale. Sono nove i nuovi ingressi fra Adriatico e Tirreno: Francavilla al mare (Abruzzo), Fermo e Pedaso (Marche), Campomarino (Molise), Tortolì (Sardegna), Carrara (Toscana), Framura e San Lorenzo al mare (Liguria) e Levico Terme, debutto per la località sul lago in Trentino; cinque le spiagge eliminate di cui tre Calabria (Marina di Gioiosa Jonica, Amendolara, Cariati), una in Abruzzo (Scanno) e una in Sicilia (Pozzallo). La Liguria aumenta a 20 (+2) le località vincitrici e guida la classifica regionale. Con 18 spiagge doc seguono le Marche che si fregiano di due nuove località, la Toscana con 17 (+1 rispetto allo scorso anno). L’Abruzzo mantiene le sue 14, la Campania conferma le sue 13, la Puglia le sue 10, l’Emilia Romagna le 8, il Lazio le 5 come nel 2012. La Sardegna aumenta di una località e sale a 7, nessuna novità per il Veneto con 6 Bandiere Blu, mentre il Molise guadagna un riconoscimento ricevendo 3 Bandiere Blu. La Sicilia scende a 4, perdendo una località mentre la Calabria scende a 3 perdendo ben 3 Bandiere. Friuli Venezia Giulia e Piemonte confermano le 2 Bandiere Blu dell’anno scorso, la Basilicata e la Lombardia, confermano un solo vessillo. «Anche per il 2013 vediamo con soddisfazione un incremento di Bandiere Blu, ben 135 Comuni, che dimostra l’impegno continuo delle località rivierasche in un percorso per la piena sostenibilità», ha detto Claudio Mazza, presidente della Fee Italia in occasione della presentazione rilevando che «il turismo sostenibile è oggi una scelta obbligata per chiunque abbia la responsabilità di amministrare il territorio e lavori per il suo sviluppo». Fondamentali alcuni indicatori presi in considerazione per poter assegnare le Bandiere Blu: solo acque ’eccellentì (secondo regole più restrittive di quelle previste dalla normativa nazionale); regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva. Solo dopo queste due condizioni preliminari si può accedere alle successive valutazioni: efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria allacciata almeno all’80% su tutto il territorio comunale; raccolta differenziata, corretta gestione dei rifiuti pericolosi; vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi; spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento, accessibilità per tutti (abbattimento delle barriere architettoniche); ampio spazio dedicato ai corsi d’educazione ambientale, rivolti in particolare alle scuole e ai giovani, ai turisti e residenti; diffusione dell’informazione su Bandiera Blu, pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione; strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata; certificazione ambientale e/o delle procedure delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale; presenza d’attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
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		<item>
		<title>RASSEGNA ENOLOGICA A SANTA TERESA DI GALLURA: IL 19 MAGGIO &#8220;LA PORTA DEL VERMENTINO IN GALLURA&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/17/rassegna-enologica-a-santa-teresa-di-gallura-il-19-maggio-la-porta-del-vermentino-in-gallura/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 19:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Daniele Puddu (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/aaa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23822" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/aaa.jpg" alt="" width="591" height="809" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Daniele Puddu</strong></em></span>
<div style="display:block;float:left;margin-right:20px;height:20px;"><a id="indoona_share_button" data-related="indoona,indoona_comments"></a><script type="text/javascript">(function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs");</script></div>
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		</item>
		<item>
		<title>SARDEGNA, CAVIA MILITARE: LO STATO SPERIMENTA IN GRAN SEGRETO IL MISSILE &#8220;ALPHA&#8221; A TESTATA NUCLEARE</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/sardegna-cavia-militare-lo-stato-sperimenta-in-gran-segreto-il-missime-alpha-a-testata-nucleare/</link>
		<comments>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/sardegna-cavia-militare-lo-stato-sperimenta-in-gran-segreto-il-missime-alpha-a-testata-nucleare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Servitù Militari]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianni Lannes In questa meravigliosa isola del Mediterraneo, lo Stato italiano ha sperimentato in gran segreto addirittura un missile a testata nucleare: l&#8217;Alpha, nato in collaborazione tra Difesa, Fiat e Ansaldo, in violazione del Trattato internazionale di proliferazione nucleare (TNP), firmato nel 1968 e ratificato soltanto nel 1975 dal Parlamento d&#8217;Italia. Non è tutto: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23815" class="wp-caption alignnone" style="width: 712px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/mil.jpg"><img class="size-full wp-image-23815" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/mil.jpg" alt="" width="702" height="352" /></a><p class="wp-caption-text">esercitazione militare a Capo Teulada</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gianni Lannes</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23814"></span></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">In questa meravigliosa isola del Mediterraneo, lo Stato italiano ha sperimentato in gran segreto addirittura un missile a testata nucleare: l&#8217;Alpha, nato in collaborazione tra Difesa, Fiat e Ansaldo, in violazione del Trattato internazionale di proliferazione nucleare (TNP), firmato nel 1968 e ratificato soltanto nel 1975 dal Parlamento d&#8217;Italia. Non è tutto: in loco si addestrano ai giorni nostri i piloti dei tornado, allenati da decenni a sganciare le bombe nucleari B 61, 900 volte più potenti delle atomiche accoppiate (secondo i rapporti dell&#8217;aviazione a stelle e strisce), sganciate nel 1945 su Hiroshima e Nagasaki, ubicate illegalmente negli aeroporti di Ghedi ed Aviano, sotto il controllo dell&#8217;US Air Force. Nel 2008 la sesta Flotta nordamericana dopo aver inquinato l&#8217;arcipelago maddalenino e buona parte del Mediterraneo, ha abbandonato l&#8217;isola di Santo Stefano, dove dal 1972, aveva installato illegalmente &#8211; senza alcuna ratifica del Parlamento italiano, ma su univoca decisione di mister Andreotti &#8211; una base per i sommergibili ad armamento e propulsione nucleare. L&#8217;area marina è fortemente inquinata come attestano le analisi condotte all&#8217;istituto di ricerca indipendente sulla radioattività del Criiad di Parigi e all&#8217;università della Tuscia. Lo Stato tricolore, come al solito fa finta di niente. Nella acque dell&#8217;arcipelago della Maddalena (un&#8217;altra area protetta per finta) galleggiano da decenni radionuclidi artificiali, nascono bambini con gravi malformazioni e muoiono persone di cancro, ma non frega a niente a nessuno, anche se le prime vittime sono proprio i militari italiani, trattati peggio di carne da macello.  Laboratorio bellico Salto di Quirra (PISQ), istituito nel 1956, ubicato in un&#8217;area di 13.200 ettari situata nel territorio delle province d&#8217;Ogliastra e di Cagliari (Sardegna centro-orientale), sulla quale insistono i comuni di Perdasdefogu, Villaputzu, Escalaplano, Tertenia, Villasalto, Ballao, Armungia, San Vito, venne costituito con il compito precipuo di sperimentare nuovi sistemi d&#8217;arma. Il PISQ è un&#8217;area di sperimentazione ed esercitazione dedicata non solo esclusivamente alle Forze Armate italiane ma anche a potenze straniere quali &#8211; ad esempio nel corso dei decenni &#8211; Stati Uniti d&#8217;America, Israele, Libia, Turchia, Germania, Gran Bretagna ed in generale Paesi della Nato.  Il poligono attua le predisposizioni tecniche operative, tecniche e logistiche per la sperimentazione e la messa a punto e collaudo di velivoli, missili, razzi e radio bersagli, oltre all&#8217;addestramento del personale delle Forze Armate ed alle esigenze di molteplici enti scientifici nazionali e stranieri che ne usufruiscono per le loro ricerche (come ad esempio il Centro italiano ricerche aerospaziali e l&#8217;Agenzia spaziale europea). Il PISQ ha &#8211; nel corso degli anni &#8211; assunto le caratteristiche di un vero e proprio «poligono in affitto», una vera e propria industria (o come è stato efficacemente definito dalla stampa isolana un «supermercato delle armi»). Il Poligono è diviso in due aree: marittima &#8211; per un totale di 2.000 ettari e 50 chilometri di costa &#8211; e terrestre, complessivamente 12000 ettari. Nell&#8217;area di esercitazione a mare avvengono i lanci di missili terra-aria verso bersagli simulati; l&#8217;area a terra è utilizzata per l&#8217;addestramento al tiro dagli elicotteri, dai mezzi corazzati e d&#8217;artiglieria. Nell&#8217;area adiacente l&#8217;attività di allevamento e pascolo di bestiame si attesta intorno ai 15.000 fra capi ovini e vaccini, ripartiti in decine di aziende a conduzione familiare. Nel corso dei decenni di attività del poligono si stima ufficialmente si siano verificate migliaia di esplosioni, tra le quali assumono una particolare rilevanza &#8211; fino al 2003 &#8211; quelle di 1.187 missili anticarro Milan di produzione francese, ritirati perché considerati pericolosi per il rilascio di Torio 232, sostanza radioattiva contenuto nei sistemi di guida dei medesimi. Nel corso degli anni &#8217;90 il verificarsi di una serie di morti sospette e le rilevazioni di una molteplicità di casi di persone ed animali nati con pesanti deformità fisiche ha sollecitato la mobilitazione della società civile, che ha iniziato una intensa attività di informazione e sensibilizzazione sul tema della presenza militare nell&#8217;isola, sul PISQ in particolare, sugli effetti dell&#8217;attività militare sull&#8217;ambiente, la fauna, la salute delle popolazioni locali. I riscontri ambientali confermano come nel territorio in oggetto, in particolare in prossimità del poligono, sia presente un massiccio inquinamento: diretto, ovvero dato dalla presenza dell&#8217;attività militare; indiretto, derivante dalla presenza di materiali pesanti naturali che, sommati agli effetti delle numerose esplosioni nell&#8217;area, diffondono ulteriore inquinamento derivante da nanoparticelle. Tali dati sull&#8217;inquinamento risultano conclamati, certificati dal gruppo di esperti che fu chiamato a partecipare ai lavori della Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta insediata nel corso della XVI Legislatura; trattasi di circa 1.000 ettari dei 13.400 e sono quelle a più intensa attività militare, ciò senza considerare l&#8217;inquinamento da materiali d&#8217;esercitazione e la recente scoperta di una enorme discarica di sostanze tossiche e residui bellici provenienti da tutto il territorio nazionale e &#8211; con ogni probabilità &#8211; anche dall&#8217;estero. Sono molteplici le segnalazioni riguardo la nascita di bestiame deforme nei pascoli adiacenti o situati nei dintorni del Poligono. Negli ultimi decenni si è assistito a un crescente numero di morti sospette per leucemie ed in particolare causa linfoma di Hodgkin (malattia meglio nota come sindrome del Golfo) riscontrate sia fra i militari operativi nella base, sia fra i pastori che usufruivano dei pascoli adiacenti la stessa; per triste analogia si è parlato in questi anni di «Sindrome di Quirra». Dalle indagini fin qui svolte non è emersa la presenza di uranio impoverito, d&#8217;altro canto le tracce di torio ed altre sostanze radioattive e una multifattorialità di inquinamento ambientale mettono in evidenza i rischi. Nel 2011 si è aperta una inchiesta del tribunale di Lanusei, condotta dal procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi. Detta inchiesta vede indagati &#8211; a vario titolo e con differenti responsabilità &#8211; generali e comandanti della base di Quirra e del distaccamento a mare di San Lorenzo, professori e tecnici universitari dell&#8217;ateneo di Siena, chimici della Sgs Italia, il medico responsabile del Poligono e il sindaco uscente di Perdasdefogu per il forte sospetto di attività occultamento e falsificazione di perizie da parte delle autorità militari, sanitarie e locali coinvolte. I reati contestati sono di «omissione dolosa aggravata di cautele contro infortuni e disastri» e «falso ideologico» per aver tenuto nascosta l&#8217;entità del disastro ambientale e sanitario causato dall&#8217;area militare. Il 27 marzo 2013 il procuratore della Repubblica di Lanusei ha chiesto al Gup Nicola Clivio il sequestro totale del PISQ, al fine di consentire al professor Mariani del Politecnico di Milano di portare avanti il lavoro di campionamento di terreno, suoli ed acque antistanti il Poligono e ricerca di materiali inquinanti. La Commissione d&#8217;Inchiesta del Senato &#8211; XVI Legislatura &#8211; ha redatto ed approvato una relazione intermedia predisposta dall&#8217;allora senatore Gian Piero Scanu &#8211; in cui si avanzano una serie di proposte, di chiusura di alcuni poligoni ubicati in Sardegna (in particolare Capo Teulada e Capo Frasca), di riconversione del poligono di Quirra. Si stima in 500 milioni di euro la somma minima da destinarsi ad una attività di disinquinamento e bonifica ambientale minimamente efficace nei tre poligoni di cui sopra, 300 milioni solamente per il poligono di Quirra; di tale cifra allo stato attuale risultano stanziati solamente 75 milioni, in tre anni, che consentirebbero l&#8217;avvio dell&#8217;attività di bonifica. In relazione alla specifica condizione del PISQ la suddetta Commissione ha indicato la necessità di procedere: al definitivo divieto di ogni attività suscettibile di produrre grave pregiudizio alla salute e all&#8217;ambiente; l&#8217;avvio senza ulteriore indugio dell&#8217;opera di bonifica radicale coerentemente con le indicazioni delle zone individuate dai progetti di caratterizzazione condotti e dall&#8217;indagine della procura della Repubblica di Lanusei; la conclusione in tempi brevi dell&#8217;indagine epidemiologica; l&#8217;attivazione del sistema informativo ambientale finalizzato al monitoraggio del territorio e a garanzia dell&#8217;accessibilità in tempo reale del medesimo agli organi istituzionali di controllo; riqualificazione dell&#8217;area con particolare riferimento allo sviluppo di attività attinenti alla protezione civile, alla ricerca scientifica e tecnologica in settori innovativi, alla tutela delle competenze tecniche e professionali sviluppate nei territori interessati. Sul territorio della Sardegna insiste la parte più consistente delle servitù militari di tutto il territorio nazionale. Nei fondali marini, in ampi tratti prospicienti la costa, gli ordigni esplosi ed inesplosi hanno formato stratificazioni a tappeto.</span></p>
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		<title>NEL 65esimo DELLA SUA FONDAZIONE, &#8220;IL GREMIO&#8221; DI ROMA HA RICORDATO ANTONIO GRAMSCI CON LUCA PAULESU E IL SUO LIBRO &#8220;NINO MI CHIAMO&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Il gremio]]></category>
		<category><![CDATA[luca paulesu]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Maria Masia “Per essere facili avremmo dovuto snaturare, impoverire un dibattito che versava su concetti di massima importanza, sulla sostanza più intima e più preziosa del nostro spirito. Far questo non è essere facili: significa frodare, tal quale il vinattiere che vende acqua tinta per barolo o lambrusco.” Comincia con questa  citazione  tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_2083.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23811" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_2083.jpg" alt="" width="714" height="582" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Antonio Maria Masia</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23810"></span></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">“<em>Per <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/X.HTM"><span style="color: #000000">essere</span></a> <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/1/8E.HTM"><span style="color: #000000">facili</span></a> avremmo <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/F9.HTM"><span style="color: #000000">dovuto</span></a> snaturare, impoverire un dibattito che versava su <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/WZ.HTM"><span style="color: #000000">concetti</span></a> di <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/EA.HTM"><span style="color: #000000">massima</span></a> <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/CZ.HTM"><span style="color: #000000">importanza</span></a>, sulla <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/NW.HTM"><span style="color: #000000">sostanza</span></a> <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/O.HTM"><span style="color: #000000">più</span></a> <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/MD.HTM"><span style="color: #000000">intima</span></a> e più preziosa del nostro <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/3F.HTM"><span style="color: #000000">spirito</span></a>. Far questo non è <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/X.HTM"><span style="color: #000000">essere</span></a> <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/1/8E.HTM"><span style="color: #000000">facili</span></a>: <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/89.HTM"><span style="color: #000000">significa</span></a> frodare, tal quale il vinattiere che vende <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/1/38.HTM"><span style="color: #000000">acqua</span></a> <a href="http://www.intratext.com/IXT/ITA3063/2/CW.HTM"><span style="color: #000000">tinta</span></a> per barolo o lambrusco.”</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Comincia con questa  citazione  tratta da un articolo di Antonio Gramsci apparso su <em>Il Grido del Popolo</em> nel maggio del 1919, il libro di <strong>Luca Paulesu <em>Nino mi chiamo</em></strong><em>. Fantabiografia del piccolo Antonio Gramsci</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> E non era propriamente un libro “facile”, gramscianamente parlando, quello che è stato presentato splendidamente dall’autore  a <strong>Roma il 26 aprile scorso nell’accogliente  e gremita sala Italia dell’Unar &#8211; la Federazione della Associazioni Regionali, di cui fa parte e dove il  Il Gremio dei Sardi di Roma ha la sua sede.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Nonostante il mezzo espressivo del libro sia principalmente il fumetto, ci racconta   Luca Paulesu che proprio nel disegno conferma le sue grandi capacità,  genere “facile” per naturale vocazione, questa volta il mezzo non è stato utilizzato per “parlare facile”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Nino mi chiamo,  non è infatti la biografia giovanile a fumetto di Antonio, o meglio di Nino, come fu sempre chiamato in famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">In questa ricostruzione fantabiografica della vita e del pensiero di Nino, l’autore italiano più citato nel mondo, oggetto di una “renaissance” di studi in Italia e all’estero, si comincia da un punto di partenza originario, dall’interno della casa Gramsci di Ghilarza, dalla biblioteca di famiglia, formata dai molti volumi utilizzati da Antonio e inviati da Torino e dal carcere di Turi di Bari nella casa in Sardegna perché costituissero la base di partenza per una biblioteca di famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Sono stati i suoi libri, quelli dell’adolescenza e quelli del carcere, questi ultimi con impresso il numero di matricola e il timbro del penitenziario di Turi di Bari, a stabilire il collegamento affettivo tra Nino e i suoi discendenti.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"><strong>Antonio Casu</strong>, direttore della Biblioteca della Camera dei Deputati, si sofferma a lungo sulle pagine dell’introduzione, dove Paulesu racconta come si è andata strutturando la memoria all’interno della famiglia sarda dei Gramsci, prima con la conservazione di lettere e documenti, che negli anni sono state cedute ai fini di studio alla Fondazione Gramsci di Roma, poi con i racconti della nonna Teresa, la sorella di Antonio, ai nipoti, e ancora con la nascita del museo di Casa Gramsci a Ghilarza, luogo pubblico della memoria per eccellenza, e infine con la custodia e la lettura dei libri della biblioteca di famiglia. Quest’ultimo è il modo con cui Nino è rientrato in famiglia, parlando di se: un diretto e inequivocabile invito alla lettura. Parafrasando e allargando la speculazione gramsciana, contenuta in una nota dei Quaderni del carcere, sulla massima di Feuerbach “L’uomo è quello che mangia”, Casu chiudeva il suo intervento affermando che “L’uomo è anche la sua biblioteca”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">“ Nino”,   racconta <strong>Luca Paulesu</strong>,   è un piccolo Antonio, dal corpo gracile ma dalla testa poderosa, ritratto nella casa di Ghilarza. Ogni episodio della sua infanzia reso celebre dai biografi ufficiali diventa il pretesto narrativo per fare dialogare il piccolo Nino con i grandi temi del suo pensiero da adulto, l’egemonia, la guerra di posizione e la guerra di movimento, l’intellettuale organico, la subalternità, il partito come moderno Principe.  L’autore ripercorre gli aspetti più importanti della biografia umana, politica e intellettuale di Antonio con brevi note che precedono i capitoli in cui si sviluppa la storia a disegno di questo piccolo sardo, supereroe subalterno,  senza superpoteri.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Il ‘900 del giornalismo e della pubblicistica politica e culturale, la sconfitta del socialismo, la classe politica, il cortile di casa come metafore del carcerario, i dialoghi con Benedetto Croce sulla funzione degli intellettuali nella società, le eroine russe dei grandi classici tolstoiani.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Ai disegni si intercalano citazioni da le <em>Lettere</em> e dai <em>Quaderni del carcere</em>, inseriti nell’intreccio narrativo o come nota in calce alle immagini; foto di famiglia, documenti, citazioni tratte dalle arti figurative, temi della scuola elementare dei piccoli Gramsci, aiutano a delineare meglio i contorni di questa figura storica.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Nino è indiscutibilmente sardo, nell’avere condiviso la sorte e il destino difficile degli ultimi, è sardo nello sguardo critico che getta sulla modernità di allora, è sardo nel modo con cui reinterpreta le geografie del potere di un mondo grande, terribile e complicato.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Nella fantabiografia Nino finisce per misurarsi nuovamente con Palmiro Togliatti, ritratto nelle invisibili spoglie de “l’amico immaginario”, anche se come dice Nino il tempo è passato e “non mi importa più, se mi mette in disordine i quaderni”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"><strong>Il Prof. Sabatini</strong>, presedente della Fondazione Silone, ripercorre la storia degli studi sul nostro pensatore, soffermandosi sulla recente stagione biografica italiana, ancora piegata agli interessi di parte quando non interessata a cercare la prova di quaderni rubati, tradimenti politici, abiura e conversione religiosa, o semplicemente il bandolo della matassa per formulare accettabili interpretazioni “esopiche” degli scritti carcerari.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">A guardare al passato certo non si può negare che tradimento a danno di Antonio ci fu, nel partito, nel primissimo dopoguerra.  Quando Ignazio Silone rese pubblica la lettera del 1926 di Antonio a Togliatti, di aperta critica nei confronti del Partito Comunista Bolscevico, il PCI affidò all’Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci la smentita della veridicità del carteggio. Sabatini, ricorda con amarezza quanto furono dolorose per Silone le illazioni sulla sua sopravvenuta pazzia. Togliatti decise di rendere pubblico il carteggio solo nel 1963, pochi mesi prima della sua morte.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000">Alcuni associati sardi del Gremio presenti in sala, a partire dal presidente Masia (che ha letto suscitando commozione e coinvolgimento fra gli ospiti, il famoso brano di Gramsci “<em>Odio gli indifferenti</em>”) hanno raccontato il loro rapporto personalissimo di conoscenza e/o di affetto con il grande autore. C’è chi ha redatto la biografia di Nino per una enciclopedia e chi aveva fatto degli scritti di Antonio l’oggetto privilegiato di una vita di studio. Particolarmente interessanti gli interventi di Gaspare Mura e di Neria De Giovanni.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"><strong>Il prof Gaspare Mura</strong>, filosofo (figlio del noto scrittore e poeta sardo Antonino Mura Ena) professore ordinario emerito di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana, nel  ricordare  i rapporti del padre con il  PCI di Gramsci, evidenzia  il carattere prevalentemente umanistico  e spirituale del pensiero  politico e culturale del grande sardo, e non materialistico come potrebbe far pensare l’appartenenza a quel partito. </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"><strong> La prof.ssa Neria De Giovanni</strong>, scrittrice (molte le sue opere su Grazia Deledda) e  presidente dell Aicl – Associazione internazionale dei Critici Letterari -  ci tiene a ricordare   il grande e meritevole  impegno della sorella di Antonio,  Teresina, a favore della diffusione della conoscenza di Grazia Deledda nell’ambito femminile di Ghilarza, attraverso appositi incontri e dibattiti. . </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> Sa Die de sa Sardigna, storicamente  richiamata e descritta da Masia nella sua introduzione all’evento e dedicata, come lo saranno tutti gli eventi del 2013, <strong>al 65° anno della fondazione  del prestigioso Gremio</strong> (nato il giorno di pasquetta dell’aprile 1948 per opera di lungimiranti sardi a Roma),   ha voluto in questa occasione ricordare, con l’orgoglio e la passione dei suoi soci, uno dei più  figli più  grandi e  più amati  della nostra Isola.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva;color: #000000"> </span></p>
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		<item>
		<title>SERATA DI BENEFICENZA A MARCHIROLO CON IL CIRCOLO &#8220;ANGIOY&#8221; IL 25 MAGGIO</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/serata-di-beneficenza-a-marchirolo-con-il-circolo-angioy-il-25-maggio/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[marchirolo]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Gianfranca Canu (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/25-marchirolo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23807" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/25-marchirolo.jpg" alt="" width="709" height="992" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Gianfranca Canu</strong></em></span>
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		</item>
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		<title>LA FESTA DI NOSTRA SIGNORA DI BONARIA AL SANTUARIO DELLE GRAZIE DEL MONTENERO DI LIVORNO CON IL CIRCOLO &#8220;QUATTRO MORI&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/la-festa-di-nostra-signora-di-bonaria-al-santuario-delle-grazie-del-montenero-di-livorno-con-il-circolo-quattro-mori/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[circolo quattro mori]]></category>
		<category><![CDATA[livorno]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Deias Ogni anno dal 1995, l&#8217;Associazione di Livorno festeggia N.S. di Bonaria, Patrona  della Sardegna, presso il Santuario di N.S. delle Grazie di Montenero a Livorno, Patrona della Toscana, seguendo le antiche tradizioni della nostra Isola. L&#8217;avvenimento avverrà sabato 25 maggio con il seguente programma: ore 17,00 Santa Messa, celebrata dal Vescovo di Livorno. I canti liturgici verranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23803" class="wp-caption alignnone" style="width: 539px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/96923-600x800-375x500.jpg"><img class="size-full wp-image-23803" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/96923-600x800-375x500.jpg" alt="" width="529" height="593" /></a><p class="wp-caption-text">il Santuario delle Grazie del Montenero</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Antonio Deias</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23802"></span></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ogni anno dal 1995, l&#8217;Associazione di Livorno festeggia N.S. di Bonaria, Patrona  della Sardegna, presso il Santuario di N.S. delle Grazie di Montenero a Livorno, Patrona della Toscana, seguendo le antiche tradizioni della nostra Isola. L&#8217;avvenimento avverrà sabato 25 maggio con il seguente programma:</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">ore 17,00 Santa Messa, celebrata dal Vescovo di Livorno. I canti liturgici verranno eseguiti in lingua sarda dalla Corale Polifonica &#8220; Giovanni Sedda&#8221; del Circolo &#8220;Quattro Mori&#8221; di Livorno;</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Offertorio. ? una parte della Messa che sarà resa suggestiva dalla sfilata di sardi in costume, ognuno recante  i prodotti tipici della nostra Terra;</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Rinfresco. La comunità è solita ritrovarsi al termine della funzione religiosa presso il parco adiacente al Santuario in un clima di serenità, di dialogo e di amicizia per gustare i prodotti tipici sardi. Questo momento  conviviale è ormai diventato  una collaudata e consolidata occasione d&#8217;incontro con gli amici toscani, che molto apprezzano le nostre tradizioni.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Dal 2005 l&#8217;evento è in continua crescita ed è condiviso anche dai Circoli di Pisa, La Spezia e dal Circolo, appena resosi &#8220;indipendente, &#8220;Bruno Cucca&#8221; di Portoferraio. Si auspica che anche i circoli di Firenze, Prato e Siena si uniscano all&#8217;iniziativa. L&#8217;eccellenza della manifestazione, il rilevante numero dei partecipanti giustificano, peraltro, la promozione dell&#8217;evento a livello di Circoscrizione. La corale partecipazione  dei Circoli FASI, oltre a rinsaldare sentimenti di fratellanza e solidarietà, produrrebbe un benefico scambio di conoscenze fra i soci dei vari Circoli, con l&#8217;incremento dei sentimenti di amicizia e di reciproca collaborazione. Per quanto precede  auspico la massiccia partecipazione di tutti i Sardi in Toscana  alla festa, e la corale adesione all&#8217;invito a partecipare avanzato da Antonio Deias, Presidente del Circolo &#8220;Quattro Mori&#8221;. La manifestazione non gode di alcun contributo; ma ciò ne aumenta l&#8217;assoluta spontaneità ed il  significato. Ogni Circolo potrebbe inviare una delegazione a testimonianza della presenza nel tessuto sociale e partecipare all&#8217;offertorio  con un proprio cesto, retto possibilmente da un socio in costume sardo.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>A VERCELLI, LABORATORIO DI CERAMICA SARDA: GLI APPUNTAMENTI AL CIRCOLO &#8220;DESSI&#8217;&#8221; IL 25, 26 MAGGIO E 1,2 GIUGNO</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/a-vercelli-laboratorio-di-ceramica-sarda-gli-appuntamenti-al-circolo-dessi-il-25-26-maggio-e-12-giugno/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica sarda]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>
		<category><![CDATA[vercelli]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Dino Musa (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/25-maggio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23799" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/25-maggio.jpg" alt="" width="705" height="1024" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Dino Musa</strong></em></span>
<div style="display:block;float:left;margin-right:20px;height:20px;"><a id="indoona_share_button" data-related="indoona,indoona_comments"></a><script type="text/javascript">(function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs");</script></div>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;ETHIC MUSIC FROM SARDISTAN&#8221;: INIZIATIVA IL 24 MAGGIO A BARCELLONA DEL&#8217;ASSOCIAZIONE SARDA DELLA CATALOGNA</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/ethic-music-from-sardistan-iniziativa-il-24-maggio-a-barcellona-delassociazione-sarda-della-catalogna/</link>
		<comments>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/ethic-music-from-sardistan-iniziativa-il-24-maggio-a-barcellona-delassociazione-sarda-della-catalogna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Claudia Loi Divendres 24 de Maig a les 19.30, l&#8217;Associació acull les suggestives sonoritats dels Fortun de Sarau, contingudes en el seu album &#8220;Ethic music from Sardistan&#8221;, amb la veu hipnòtica de Alberto Cabiddu i el so de la kalimba i de l&#8217;udu, acompanyat en el viatge per la guitarra acústica de Carlo Cabiddu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/barce.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23795" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/barce.jpg" alt="" width="698" height="523" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Claudia Loi</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23794"></span></p>
<div style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><em>Divendres</em><em><strong> 24 de Maig a les 19.30</strong>, l&#8217;Associació acull les suggestives sonoritats dels<strong> Fortun de Sarau</strong>,</em></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><em>contingudes en el seu album &#8220;Ethic music from Sardistan&#8221;, amb la veu hipnòtica de <strong>Alberto Cabiddu </strong></em></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><em>i el so de la kalimba i de l&#8217;udu, acompanyat en el viatge per la guitarra acústica de <strong>Carlo Cabiddu</strong> </em></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><em>i la guitarra clàssica de <strong>Fabio Selis</strong>.</em></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=B6-bYePF58o">http://www.youtube.com/watch?v=B6-bYePF58o</a></em></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2e1xnph_Vjc">http://www.youtube.com/watch?v=2e1xnph_Vjc</a></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Chenàbura<strong> 24 de Maju a sas 19.30</strong>, S&#8217;Assòtziu acollit sas sonoridades ammajadoras de sos <strong>Fortun de Sarau</strong>,</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">cuntènnidas in s&#8217;album issoro &#8220;Ethic music from Sardistan&#8221;, cun sa boghe ipnòtica de <strong>Alberto Cabiddu</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">e su sonu de sa kalimba e de s&#8217;udu, acumpangiadu in su biagiu dae sa chiterra acùstica de <strong>Carlo Cabiddu</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">e dae sa chiterra clàssica de <strong>Fabio Selis</strong>.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=B6-bYePF58o">http://www.youtube.com/watch?v=B6-bYePF58o</a></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2e1xnph_Vjc">http://www.youtube.com/watch?v=2e1xnph_Vjc</a></span></div>
<p style="text-align: justify"> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;A PRANZO CON GRAZIA&#8221;: CONFERENZA A CONCOREZZO IL 26 MAGGIO ORGANIZZATA DAL CIRCOLO &#8220;SARDEGNA&#8221; DI MONZA</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/a-pranzo-con-grazia-conferenza-a-concorezzo-il-26-maggio-organizzata-dal-circolo-sardegna-di-monza/</link>
		<comments>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/16/a-pranzo-con-grazia-conferenza-a-concorezzo-il-26-maggio-organizzata-dal-circolo-sardegna-di-monza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:47:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tottusinpari.blog.tiscali.it/?p=23790</guid>
		<description><![CDATA[riferisce Salvatore Carta (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/26-maggio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23791" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/26-maggio.jpg" alt="" width="440" height="748" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Salvatore Carta</strong></em></span>
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		<title>LE RAGIONI DEL NO AL PROGETTO ELEONORA: INCONTRO A MARRUBIU IL 18 MAGGIO</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
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<p>&nbsp;
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		<title>TOTTUS IN PARI, 451: UNICHE EMOZIONI (Virginia Tola soprano argentino di origine sarda)</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[il nostro giornale online]]></category>

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		<description><![CDATA[Per visionare integralmente il numero 451 di TOTTUS IN PARI, cliccare sulla copertina nella colonna di destra. Se vuoi entrare nella mailing list per ricevere la pubblicazione sul tuo pc, richiedila a piffilandia@tiscali.it oppure a tottusinpari@tiscali.it (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23784" class="wp-caption alignnone" style="width: 552px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/451.jpg"><img class="size-full wp-image-23784" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/451.jpg" alt="" width="542" height="788" /></a><p class="wp-caption-text">Tottus in Pari, numero 451 - maggio 2013</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Per visionare integralmente il numero <span style="color: #ff0000"><strong>451 di TOTTUS IN PARI</strong>,</span> cliccare sulla copertina nella colonna di destra.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Se vuoi entrare nella mailing list per ricevere la pubblicazione sul tuo pc,</span></p>
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		<item>
		<title>INTERVISTA A MARCO PINNA, GRANDE MUSICISTA SARDO, TRAPIANTATO A NASHVILLE NEGLI STATI UNITI</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/15/intervista-a-marco-pinna-grande-musicista-sardo-trapiantato-a-nashville-negli-stati-uniti/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[marco pinna]]></category>
		<category><![CDATA[nashville]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gian Piero Pinna Marco Pinna, oristanese nel pieno della sua maturità artistica, essendo nato nel 1955, può guardare con grande distacco e coerenza il mondo della musica di oggi. La chitarra è sempre stata la fida compagna della sua vita fin dalla gioventù. Giramondo, poliglotta, musicista e compositore di successo, non ha mai dimenticato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Marco1LoRez.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23780" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Marco1LoRez.jpg" alt="" width="640" height="426" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gian Piero Pinna</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23779"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Marco Pinna, oristanese nel pieno della sua maturità artistica, essendo nato nel 1955, può guardare con grande distacco e coerenza il mondo della musica di oggi. La chitarra è sempre stata la fida compagna della sua vita fin dalla gioventù. Giramondo, poliglotta, musicista e compositore di successo, non ha mai dimenticato la sua terra. Nonostante tutti i numerosissimi successi avuti, però, considera i suoi figli la cosa più bella che ha avuto dalla vita.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Cosa ti ha fatto innamorare della musica e cosa ti ha spinto a continuare?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">I suoni mi hanno sempre attratto fin da quando ero bambino. Un tardo pomeriggio d&#8217;estate, appena rientrati dal mare, mio padre accese la tv, avevo appena 10 anni e stavano mandando in onda i Beatles, a quei tempi era una rarità, perché la loro musica era fortemente ostacolata dai parrucconi della Rai. Rimasi folgorato da quella musica e da quella novità. Da quel giorno, ho avuto ben chiaro in mente cosa avrei voluto fare nella vita. Inizialmente mi accontentavo di giocare ai Beatles, poi ho cominciato a trafficare con qualche chitarraccia presa in prestito e così ho imparato a suonarla da autodidatta: a quei tempi funzionava così. Il resto è venuto da sé.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Come sono stati i tuoi inizi e quando hai capito che potevi fare sul serio?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Sarò schietto, ti dirò le cose come stanno senza peli sulla lingua.?Gli inizi sono stati difficili, Oristano è un paese dove molti cercano di affossarti per non farti emergere, l&#8217;invidia regna sovrana e questo non è una novità. Appena mi sono reso conto di essermi costruito una buona tecnica, ho preso il primo aereo e sono scappato: destinazione Europa. A tutt&#8217;oggi, nonostante io sia apprezzato negli Usa, le agenzie di spettacolo oristanesi non mi chiamano mai per farmi esibire nella mia città di origine. Piuttosto chiamano qualcuno dalla Patagonia, dalla Mongolia o dal Burkina Faso. Qualche anno fa, hanno fatto venire al festival &#8220;Dromos&#8221;, una cantante di colore del Sud Africa, che hanno definito &#8220;la nuova Miriam Makeba&#8221;. Dopo la prima canzone, ho pensato: “Se questa è la nuova Miriam Makeba, io sono il nuovo Jimi Hendrix&#8221;. Insomma, puoi diventare il migliore del mondo ma se sei oristanese puoi avere la certezza che verrai ignorato. Non è una grave perdita perché Oristano non è certo il centro del mondo, fortunatamente. In ogni caso ho ancora degli ottimi amici a Oristano, con i quali sono sempre in contatto e sono amici a dir poco meravigliosi.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Come sei finito negli Stati Uniti?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Negli Stati Uniti ci sono finito perché un noto Manager di Nashville, ha ascoltato le mie musiche su Internet, mi ha contattato e mi ha proposto di trasferirmi negli States. Il tempo di ottenere il visto e ho preso l&#8217;aereo. Sono stra-felice di trovarmi negli Stati Uniti, qui le persone sono molto carine, gratificanti e sopratutto molto professionali. Gli Americani non sono stupidi, se capiscono che hai la stoffa ti acchiappano subito.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Che programmi hai per il futuro?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">?Per me il futuro è ciò che faccio di solito: Cd, Video, Tournée; è sempre lo stesso giro, finisci e ricominci. In ogni caso è molto eccitante, mi diverto un mondo e non mi annoio mai. Sono molto amico di Ray Tarantino, il songwriter-cantante di origini Italiane e quando siamo insieme è un continuo giro di battute e di risate, ci divertiamo da matti: Ray è un artista straordinario.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Se tu potessi tornare nella tua terra e potessi continuare a fare la musica, che scelta faresti?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">?Non ho dimenticato la mia terra, la Sardegna è bellissima, i colori, i sapori sono straordinari! Sicuramente ci tornerei in vacanza.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Come giudichi la musica di oggi?</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La musica di oggi? Penso che ci sia molta ottima musica nel mondo, basta andare a scovare gli artisti che la suonano. Purtroppo, a mio parere, in radio e in tv mandano in onda molta spazzatura.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>ESSERE PRESENTI ALL&#8217;UNIVERSITA&#8217; BOCCONI DI MILANO PER LA LAUREA A PAOLO FRESU, A BERCHIDDA E ALLA SARDEGNA TUTTA</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/15/essere-presenti-alluniversita-bocconi-di-milano-per-la-laurea-a-paolo-fresu-a-berchidda-e-alla-sardegna-tutta/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personaggi della Sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sergio Portas Un giorno debbo proprio trovare il coraggio di invitare Paolo Fresu e sua moglie Sonia a visitare il reparto di  neuropsichiatria infantile del “Besta” dove il giovedì mattino vado a “far giocare” i bimbi ricoverati ( vedi all&#8217;associazione ABIO) , portandosi dietro i loro strumenti  naturalmente, la tromba e il violino. Niente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23776" class="wp-caption alignnone" style="width: 630px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/paolo-fresu-laurea.jpg"><img class="size-full wp-image-23776" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/paolo-fresu-laurea.jpg" alt="" width="620" height="413" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo Fresu</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Sergio Portas</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23775"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Un giorno debbo proprio trovare il coraggio di invitare Paolo Fresu e sua moglie Sonia a visitare il reparto di  neuropsichiatria infantile del “Besta” dove il giovedì mattino vado a “far giocare” i bimbi ricoverati ( vedi all&#8217;associazione ABIO) , portandosi dietro i loro strumenti  naturalmente, la tromba e il violino. Niente che non facciano già a Bologna col progetto “Nidi di note” (<a href="http://www.nidinote.it/">www.nidinote.it</a>), e che siano ambedue particolarmente sensibili ai diritti dei più piccini ( anche quello di avvicinarsi alla musica “seria” in tenera età) lo so perché ho conosciuto Andrea. Che da cinque anni è loro figlio. Per darvi un&#8217;idea: oggi qui all&#8217;università “Bocconi” di Milano conferiscono una laurea magistrale “honoris causa” a Paolo Fresu, in Psicologia dei processi sociali, decisionali e dei comportamenti economici. Lo addottorano quindi non già in grazia dei suoi oltre trecentocinquanta dischi registrati (di cui oltre ottanta a proprio nome) , dei premi che ha mietuto in mezzo mondo, della sua attività artistica e di docente della musica, dei numerosi progetti multimediali che ha coordinato con attori, scrittori, le sue musiche per film e balletti, per gli oltre duecento concerti che ogni anno va facendo in ogni parte del globo, no la motivazione è che”&#8230; ha dedicato la sua arte alla promozione della cultura nelle comunità e nei gruppi della sua terra, attivando le relazioni sociali che si pongono a fondamento della convivenza; ha così favorito il benessere di tali collettività, benessere che dipende da fattori psicosociali e non solo da fattori economici”, parole di Marcello Fontanesi rettore, ontologicamente magnifico. Naturalmente il contesto è assolutamente fantastico: aula magna affollata di pubblico e autorità, tanti i sardi di Milano e di Berchidda ( anche un paio di sindaci), i sedici direttori dei dipartimenti dell&#8217;Ateneo in toga e tocco nero, il magnifico di prima cinto d&#8217;ermellino, gli altri con stole verdi e gialle e rosse. Paolo anche lui con toga e tocco neri, un colletto bianco tutto plissettato, il solito orecchino dorato  che gli spunta dall&#8217;orecchia sinistra. Sonia in prima fila vicino a Caterina Caselli e Ornella Vanoni. Andrea Fresu, al solito, è affidato al vigile sguardo amicale di parenti, amici, conoscenti, giornalisti, come fosse in una botte di ferro, infatti si aggira, lieve e agile com&#8217;è, tra le poltrone dell&#8217;emiciclo, sorridente e fiero dei suoi aeroplanini di carta con cui l&#8217;ho visto giocare le ultime volte che sono andato a una manifestazione in cui suo babbo era protagonista. Naturalmente qui vanno avanti a dire cose assolutamente ricche di senso e di saperi, persino Francesco paolo Colucci (docente di Psicologia Sociale) dice che il conferimento di questa laurea a un musicista jazz che si occupa anche di musica folklorica potrebbe apparire una bizzarria, ma solo a chi non conosca la disciplina e la sua storia. Infatti importanti radici della psicologia sono intrecciate con la musica e, ancor più, con la musica folklorica. E quindi cita autori quali Wundt e Stumpf, che non ho mai sentito nominare ma anche quello che chiama “conterraneo di Paolo Fresu” che, a proposito del problema del senso comune scriveva: “Non deve essere concepito come una bizzarria, una stranezza o un elemento pittoresco, ma come una cosa che è molto seria e da prendersi sul serio” (Gramsci, Quaderni dal carcere, Torino, Einaudi, 1975). E la cultura popolare e più generalmente il sentire comune ( “su connottu” diremmo noi) cambiano ed evolvono se si crea un rapporto paritario tra élites, tra esperti e la gente cosiddetta normale. E come dice bene Eraldo Paulesu, ordinario di Psicologia Fisiologica a cui è stato dato il compito  della “laudatio”, una sorta di peana  del laureando giustificativo per tanto onore che gli viene conferito: “La gente comune di un paesino ad economia agro-pastorale del nord Sardegna, può essere talmente oppressa dalla tranquillità assoluta che gli viene dal suo isolamento, quindi più subita che scelta, che questa può benissimo mutarsi in tedio ( lo dice per averlo visto, anche se nato a Como ha un cognome che lo abilita) che può uccidere,  e portarsi a perdere tra lavoro in campagna e frequentazione di quelli che in logudorese si chiamano “sos zilleris” , dei “wine bar” gli chiameremo oggi”. Poi dice di Paolo nella banda di Berchidda a undici anni, la sua carriera, la sua ostinazione nel seguire l&#8217;intuizione di un destino, i suoi cinquanta concerti, tutti diversi, con 250 artisti coinvolti, per i paesi di Sardegna in occasione del suo cinquantesimo compleanno. Da Castelsardo a Barumini, dal Tempio di Antas a Fluminimaggiore, dalla Peschiera di San Teodoro alla miniera di Montevecchio. Molte cose le prende da “Musica dentro”, di Paolo Fresu, edito da Feltrinelli. Nel mentre si parla in maniera così aulica del padre suo, Andrea se ne è venuto su da me, in ultima fila, vicino alla telecamera della TV, le mani piene di aeroplani cartacei vagamente sagomati, quelli semplici fatti da lui, che subito mi fa vedere come si fa a farne uno con la “coda corta” e uno con la “coda lunga”. Il foglio di carta utilizzato è di quelli che riserva le sedie alla stampa, splendido per consistenza e levigatezza, rettangolare quanto basta: se volete il velivolo lungo tocca fare la prima piega per il lato lungo! Poi torna giù dai parenti di suo padre e ne porta altri: “saranno trecento” mi dice orgoglioso, e pronuncia quel numero fantasticamente grande aumentandolo vieppiù, trecentoooo! “Li lanciamo tutti?” Paolo leggendo la sua “Tesi di Laurea” inizia a parlare proprio di lui, Andrea, quando al mattino prima di accompagnarlo a scuola gli indica sul mappamondo luminoso, con il dito, il prossimo viaggio che farà. Questa tesi è talmente ricca di poesia che andrebbe tutta riportata; ne farò un copia-incolla di cui mi scuso preventivamente ma anche il mio spazio è un rettangolo dai lati determinati. Titola: “Limpossibile è possibile”, una piccola idea che si sviluppa in modo concentrico per diventare grande, concentricamente come fosse un sasso gettato in uno stagno, coi cerchi che si propagano toccando e interessando ciò che vi è intorno.  La Sardegna è il sasso, il mare che la circonda è lo stagno. Quel Mediterraneo che “ è un cuore che pulsa e alimenta gli organi che sono i Paesi che vi si affacciano”. “Cerchi di sardità, “quel qualcosa di indecifrabile che, quando sono a Pechino, a New York o a Delhi, fa sì che alla fine del concerto ci sia sempre un corregionale che arriva per dire ”anche io sono sardo”. Di Maracalagonis, Bitti, Santu Lussurgiu o Cagliari”. Nascere in un&#8217;isola e crescere in quell&#8217;altra “isola nell&#8217;isola” che è Berchidda è fondamentale. Come Tucconi, la campagna dove ho trascorso buona parte della gioventù tra belati delle pecore e il soffio del maestrale che piega le querce. Tra la scoperta e l&#8217;apprendimento della lingua madre che ha un suono tutto suo, metafora del dentro e del fuori, scuro e delicato, comunitario e condiviso, il sardo del Logudoro rappresenta la mia infanzia fra la campagna e il paese, tra i sapori, gli odori e i colori della terra prima che del paese e della comunità. La “limba” universo senza tempo, anche se siamo abituati a pensare al piccolo come locale e al grande come globale, quando anche nel microcosmo delle cose esiste una globalità che è solo da vedere e da sentire. Come piacerebbe ad Andrea, che sa limba la apprende non da me ma dalla nonna che parla in sardo anche con chi non la capisce e che è affascinato da tutti gli strumenti di comunicazione “. E continua Paolo a raccontare la storia incredibile di “Time in Jazz”, i venticinque anni di un festival che “produce cultura che non significa solo generare economia, ma promuovere l&#8217;uomo, prima ancora di ciò che lui produce”. Nasce nel 1988 come festival Jazz a Berchidda, da un piccolo gruppo di persone che ancora oggi credono nell&#8217;impossibile che diventa possibile. Non più solo Jazz ma anche Danza, Balletto, Teatro, Cinema, Pittura, Scultura, Fotografia. Fresu ha concluso la sua “lectio” con la performance musicale “A solo”, concerto per tromba, flicorno, e multi effetti. Alla fine l&#8217;ultima nota sembra non volersi interrompere mai. Una voce registrata, fuori campo, dice delle crudeltà che, a volte, i sardi sanno farsi l&#8217;un l&#8217;altro.“E&#8217; un fantasma!” mi fa Andrea. Non ho cuore di dirgli che ho riconosciuto la voce di Lella Costa, una fantasma gli ribatto. Ce ne sono fantasme femmine?  Ce ne sono, mi risponde sicuro. E gli brillano gli occhi per lo scherzo.</span></p>
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		<title>L&#8217;OPERA LETTERARIA E LA FIGURA DI GIUSEPPE DESSI&#8217;: IL 18 MAGGIO ALL&#8217;ASSOCIAZIONE &#8220;GRAZIA DELEDDA&#8221; A SAN GIULIANO TERME (PI)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[riferisce Pierangela Deriu (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
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<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Pierangela Deriu</strong></em></span>
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		<title>INIZIATIVA A OSTIA IL 18 MAGGIO DEL CIRCOLO &#8220;QUATTRO MORI&#8221;: LA SARDEGNA A RITMO DI RAP</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[4 mori]]></category>
		<category><![CDATA[ostia]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Enzo Pisano (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
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<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Enzo Pisano</strong></em></span>
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		<title>UN APPUNTAMENTO IL 18 MAGGIO AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO: LA PUBBLICAZIONE &#8220;LEZIONI DI PIANO&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/15/un-appuntamento-il-18-maggio-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino-la-pubblicazione-lezioni-di-piano/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:21:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[presentazione libro]]></category>
		<category><![CDATA[salone internazionale del libro]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Enzo Cugusi (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/18-torino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23762" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/18-torino.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Enzo Cugusi</strong></em></span>
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		<title>UNITI PER IL FUTURO, UNITI PER LA SARDEGNA: IL 18 MAGGIO A CARBONIA</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 20:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti vari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Manolo Mureddu (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/944397_4804148030240_1602426687_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23758" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/944397_4804148030240_1602426687_n.jpg" alt="" width="578" height="634" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Manolo Mureddu</strong></em></span>
<div style="display:block;float:left;margin-right:20px;height:20px;"><a id="indoona_share_button" data-related="indoona,indoona_comments"></a><script type="text/javascript">(function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs");</script></div>
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		<title>PLOAGHE, PAESE NATALE DELLA NONNA DI ITALO CALVINO. MA ANCHE DELLA NONNA DI CYNTHIA COLLU E DEI NONNI DI MARCO CUBEDDU</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[cynthia collu]]></category>
		<category><![CDATA[marco cubeddu]]></category>
		<category><![CDATA[ploaghe]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; di Paolo Pulina Alcuni  elementi bio-bibliografici uniscono due scrittori che hanno conquistato  recentemente la ribalta nazionale: si tratta di Cinthia Collu e Marco Cubeddu. Vediamo la scheda biografica e bibliografica di ciascuno dei due  (le citazioni tra virgolette «…» sono tratte da Internet).   CYNTHIA COLLU È nata a Milano, dove vive e lavora. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_23753" class="wp-caption alignnone" style="width: 730px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/199226_1932830605984_7005471_n.jpg"><img class="size-full wp-image-23753" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/199226_1932830605984_7005471_n.jpg" alt="" width="720" height="482" /></a><p class="wp-caption-text">la scrittrice Cynthia Collu vive in provincia di Milano</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Paolo Pulina</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23752"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Alcuni  elementi bio-bibliografici uniscono due scrittori che hanno conquistato  recentemente la ribalta nazionale: si tratta di Cinthia Collu e Marco Cubeddu. Vediamo la scheda biografica e bibliografica di ciascuno dei due  (le citazioni tra virgolette «…» sono tratte da Internet).</span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>CYNTHIA</strong><strong> COLLU</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">È nata a Milano, dove vive e lavora. Ha frequentato l’Accademia serale di Brera, fatto mostre personali e collettive, insegnato lingue presso un Istituto Professionale, seguito un corso quadriennale di teatro con Claudio Orlandini, direttore artistico di “Quelli di Grock”. Poi ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Nel 2007 ha vinto il premio letterario “Arturo Loria” e nel 2008 il “Castelfiorentino”. Suoi racconti sono stati pubblicati in antologie (“Fiocco rosa”; Fernandel, 2009) e riviste (“Linus”, “L’Accalappiacani”). Il suo primo romanzo “Una bambina sbagliata” (Mondadori, pagine 350) è uscito il 14 aprile 2009, data per lei doppiamente importante perché ha visto, anni fa, la nascita di un’altra creatura: suo figlio Corrado. Ha vinto il Premio letterario “Giuseppe Berto”  2009 per l’opera prima.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Ecco come è arrivata a pubblicare il suo romanzo d’esordio “Una bambina sbagliata” presso Mondadori: «Frequentavo una scuola di scrittura, la Bachmann di Milano. I nostri docenti erano tutti bravi scrittori ed editor, come Rollo, Bricchi, Centovalle e molti altri. A un certo punto mi sono stancata di mandare in giro per case editrici le copie del mio libro, e ho trovato il coraggio di chiedere a uno di loro di leggere il romanzo. Lui sapeva come scrivevo, e ha accettato. Ne è rimasto entusiasta. Da lì è cominciata l’avventura del mio libro. In Mondadori ha dovuto passare uno sbarramento di letture incrociate prima del “sì” definitivo, ma per fortuna ha convinto tutti. Precedentemente avevo inviato il romanzo a parecchie case editrici – una trentina, mi sembra di ricordare – ma tutte avevano risposto che “non rientrava nella linea editoriale”. Adesso tengo le loro risposte sulla mia scrivania, in una cartelletta bene in vista». E ancora: «Sì, è stato per me un gran bell’esordio, uno di quelli che ti fanno dire che i miracoli accadono ancora. Quando mi son sentita dire, dal direttore della Collana Narrativa, “benvenuta in Mondadori”, ho provato un’emozione che mi ha spiazzata tanto era forte. Poi è arrivato il Premio Berto. Inaspettato».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Descrizione di “Una bambina sbagliata”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La protagonista è una bambina costretta a crescere tra la Sardegna e Milano, picchiata dal padre, senza affetto materno. L’amore che non riceve la convince d’essere “sbagliata”. Il romanzo ripercorre le tracce della sua infanzia, fino all’adolescenza, il suo difficile rapporto con gli uomini e il suo “sentirsi sempre mancare qualcosa” anche quando riuscirà a realizzarsi.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">«In ospedale, al capezzale del padre e accanto alla madre che lo veglia, Thea Ligas aspetta i suoi fratelli rievocando la propria esistenza. <strong>Dalla primissima infanzia, trascorsa in Sardegna insieme ai nonni, entrambi sardi, </strong>alla vita coi genitori nella periferia milanese degli anni Cinquanta e Sessanta, la protagonista narra le vicende di diverse generazioni alle prese con l’asprezza del vivere.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Tra i personaggi spicca una Milano letterariamente inedita, proletaria e grigia ma animata da elementi di imprevedibile e profondissima umanità, perché la narratrice abbraccia con indulgenza tutti i suoi personaggi e ne porta alla luce colpe e motivazioni. La giovane Thea si affanna a crescere cercando di dare un senso alla sua vita segnata dall&#8217;alcolismo del padre e dal disamore della madre. Ad alleggerire l&#8217;atmosfera familiare cupa e oppressiva contribuisce in parte la presenza dei fratelli, Marco e Giulio-che-sa-di-biscotto: per loro, nelle notti di vento forte e luci gelide, Thea si trasforma in Peter Fan, sollevando piano la tapparella della cameretta e dicendo “buffe cose alle stelle”. Ma il destino incrudelisce sulla loro innocenza, mentre lei, ormai lontana da casa, cercherà di percorrere la propria difficile strada di &#8220;bambina sbagliata&#8221; sperimentando la bohème cittadina, la politica e il teatro, continuamente in bilico tra l&#8217;orgogliosa affermazione della propria indipendenza e l&#8217;inevitabile bisogno d&#8217;amore».</span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Quel “paesino della Sardegna” è Ploaghe</strong></span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Da “Una bambina sbagliata”: </strong>«Nonna Cosma, l’Unica, la Terribile, superava a malapena il metro e quaranta, nera di capelli e di pelle, il viso severo, gli occhi piccoli e grigi. <strong>Nacque in un paesino della Sardegna,</strong> in mezzo agli ulivi e alla cacca delle capre. Per un’estensione di circa trenta ettari tutte quelle piante, ulivi pini  e  querce di sughero, appartenevano alla sua famiglia, cacca delle capre compresa. Quando crebbe, nonostante  avesse frequentato fino alla sesta classe – cosa straordinaria  per quell’epoca, avrebbe potuto insegnare alle elementari – accettò di lavorare in un panificio. […] Nonno Gavino era nato povero, povero come la terra su cui aveva  imparato a camminare: arbusti, sterpaglia, cardi selvatici e nient’altro  a perdita d’occhio se non qualche ulivo contorto. Sopra, un cielo terso e grande. Il nonno aveva fame, sempre. Da quando era nato, il suo pensiero costante era trovare qualcosa da mangiare.[…] Diventò socialista; dopo poco fu assunto nell’Arma dei carabinieri, gli diedero un bel cavallo grigio, ed era un piacere vederlo mentre cavalcava dritto come un fuso per le strade del paese. Dovette essere un piacere soprattutto per le donne del posto, perché un marito geloso protestò dal maresciallo di zona, e il nonno si trovò trasferito  nel nord della Sardegna. Non aveva fatto in tempo a procurarsi la tessera comunale, ed era senza divisa e soprattutto senza il cavallo il giorno che entrò nel panificio dove lavorava Cosma. La conobbe così, in mezzo ai profumi dei dolci appena sfornati, e gli parve desiderabile come una pagnottella dalla crosta scura, ma che voglia di metterci sopra i denti e di sentirla morbida e tenera dentro. Che voglia, Eia!». «Nonna preferì tenersi il morto di fame e fu diseredata. Il giorno delle nozze, appena usciti dalla chiesa, gli sposi fecero più volte il giro della piazza tra gli applausi divertiti dei bifolchi, entrambi poveri ma felici, lui alto e bellissimo, lei appesa per tutto il tempo al suo braccio, come un ombrello».  </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Come mi ha informato personalmente Cynthia Collu (che era tra gli scrittori che hanno partecipato  al quinto Congresso della FASI – Federazione delle Associazioni Sarde in Italia –, tenutosi ad Abano Terme, in provincia di Padova, dal 21 al  23 ottobre 2011), la nonna, di Ploaghe, si chiamava Maria Pulina; il nonno, di Decimomannu,  Giuseppe Collu. I nomi dei genitori della scrittrice: Fiorenzo Collu e Nicoletta Linzalone (di Gioia del Colle).</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>MARCO  CUBEDDU</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Foto-di-Marco-Cubeddu.jpg"><img class="size-full wp-image-23754 alignleft" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Foto-di-Marco-Cubeddu.jpg" alt="" width="320" height="180" /></a>È nato a Genova nel 1987. Dopo il diploma, negli anni 2006-2008, a Torino ha frequentato la Scuola Holden (corsi di sceneggiatura cinematografica; scrittura di romanzo e racconto; ecc.), mantenendosi facendo il pompiere. Sotto vari pseudonimi pubblica regolarmente racconti su “Nuovi Argomenti”. Studia fotografia e arte contemporanea. “C.U.B.A.M.S.C. Con una bomba a mano sul cuore” (Mondadori, pagine 372), è il suo primo romanzo.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ecco cosa ha dichiarato riguardo alla Scuola Holden: «Parliamo della Holden&#8230; Non può insegnarti a scrivere come Nabokov, ma può insegnarti a scrivere come Raymond Carver. Penso che ci vorrebbero molte più scuole Holden, soprattutto ora che si sta riorganizzando grandiosamente. Ha molti margini di miglioramento, a partire dalla selezione degli studenti che purtroppo, mediamente, sono dei fichetti hipster senza alcun talento e nessuna voglia di darsi da fare. Dovrebbero essere forgiati come in una caserma della Legione straniera».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Nella finzione letteraria di Cubeddu l’avvocata di Alessandro Spera [il narratore, alter ego dello scrittore: Cubeddu finge di essere il tramite per la pubblicazione della lunga confessione di questo famoso scrittore, di cui per dieci anni si erano perse le tracce]  spiega  l’origine di un titolo particolare come  “C.U.B.A.M.S.C. Con una bomba a mano sul cuore”: «Alessandro Spera, sempre  attento alle questioni di marketing, non indicava il titolo per il suo romanzo. Nella lettera di accompagnamento mi suggeriva di lasciar fare ad Antonio Franchini [mitico editor,  responsabile della Narrativa Mondadori],  “quel ninja ha un fiuto infallibile per queste cose”. […] Fortunatamente nella stessa pagina di agenda, ecco che compariva: “Adesso che l’ho rivista, mi sento con una bomba”. “Con una bomba a mano sul cuore” diventò immediatamente il titolo di lavorazione. Per comodità, negli infiniti scambi di mail con Antonio Franchini, indicavo come oggetto l’acronimo c.u.b.a.m.s.c. A furia di aggiornare i nuovi passaggi del file, ero finita  a chiamarlo in quel modo anche a voce. Pochi giorni prima di licenziare le bozze per la stampa, domandai ad Antonio: “Ma siamo sicuri del titolo? Alessandro Spera  vorrebbe un successo strepitoso per C.U.B.A.M.S.C.”. E lui: “Perfetto. Perché non lo chiamiamo così? 16 aprile 2029 [non è un refuso!]».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Descrizione di “C.U.B.A.M.S.C. Con una bomba a mano sul cuore”.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">«Il nuovo enfant terrible della narrativa italiana è arrivato. L’anello mancante tra Andrea Sperelli e Stewie Griffin. Alessandro Spera, il più famoso scrittore italiano, è scomparso. Nessuno sa dove sia fuggito il giorno in cui ha fatto irruzione al matrimonio del suo grande amore, Mel-In-Wonderland, con il surfista australiano Toby Paramore, massacrando a colpi di mitra i futuri sposi e tutti gli invitati. Dopo dieci anni rompe il suo silenzio con una lunga confessione che ripercorre la sua vita sregolata, dalle prime esperienze sessuali alla scuola materna fino ai due anni trascorsi nella Legione Straniera. All’ombra di un amore maledetto e disperato, con una prosa scintillante e ironica, piena di riferimenti letterari e pop, il libro mischia il romanzo di formazione al romance picaresco e al racconto di una grande storia d’amore, mentre scorrono sullo sfondo i grandi avvenimenti della nostra epoca, intrecciandosi con le vicende personali del protagonista: il G8, l’undici settembre, il terribile incidente alla fabbrica torinese della Thyssenkrupp».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Ploaghe in “C.U.B.A.M.S.C. Con una bomba a mano sul cuore”.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il settimanale “Panorama” del  17 aprile 2013, pp. 114-115, correda una esplosiva intervista con Cubeddu (a cura di Terry Marocco,  è intitolata «Marco Cubeddu: “Credetemi, sentirete parlare di me”. Ha 25 anni ed è l&#8217;esordiente su cui molti scommettono. Perché si ispira a Nabokov») con queste note biografiche: «Marco Cubeddu, 25 anni, genovese, ha scoperto che il ramo sardo della sua famiglia comprende Italo Calvino. Da quando ha dato la maturità da privatista recuperando cinque  anni in uno, si mantiene facendo il pompiere. Collabora a “Nuovi Argomenti”. Appassionato di arte contemporanea e combattimenti MMA (Mixed Martial Arts), invidia al protagonista del romanzo il flirt con la pornostar».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ricordiamo che la madre  di Italo Calvino, Eva Mameli, era figlia di Maria Maddalena Cubeddu, nata a Ploaghe e andata sposa a Giovanni Battista Mameli, ufficiale dei carabinieri.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">«La prima volta che Alessandro Spera ha fatto l’amore (perché in questo modo lui l’avrebbe definito), nell’estate fra la terza media e il primo anno delle superiori, fu l’8 settembre 2001. La famiglia Spera si trovava in campeggio a Cala Goloritzé dopo intense settimane in visita a Ploaghe, il paese dei nonni paterni, nella Sardegna del Nord».  </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">I nonni ploaghesi di Marco Cubeddu [nella fiction Alessandro Spera] sono: Giommaria Cubeddu e Lia Paba. Lia Paba è sorella del poeta ploaghese-genovese Foricu Paba. Ecco ciò che  le due figlie di quest’ultimo, Giovanna e Barbara,  hanno scritto al “Messaggero Sardo on line” e che Gianni De Candia ha pubblicato nel sito il 3 marzo 2012: «Caro Messaggero, siamo le figlie di Foricu Paba, emigrato a Genova tanti tanti anni fa e di cui nel tempo avete pubblicato numerose poesie. Papà purtroppo si è spento lo scorso primo marzo e farà, come suo desiderio, ritorno nella sua terra lunedì prossimo per essere sepolto a Ploaghe martedì 6 marzo. I funerali avranno luogo alle 10.30 nella chiesa di San Pietro. Noi vi ringraziamo per quanto avete fatto in questi anni per papà: attraverso le Vostre pubblicazioni avete contribuito a tenere ancora più vivo il legame che nostro padre sentiva per la sua terra. Grazie ancora! Le figlie Giovanna e Barbara Paba».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Nota finale.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ploaghe genius loci? Per una coincidenza che inorgoglisce i ploaghesi è un dato oggettivo che hanno avuto una nonna ploaghese sia Italo Calvino sia due nuovi scrittori emergenti a livello nazionale: Cynthia Collu e Marco Cubeddu.</span></p>
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		<title>LA 17esima FESTA DEI SARDI DEL CIRCOLO &#8220;NAZZARI&#8221; DI BAREGGIO: A CORNAREDO DAL 23 MAGGIO AL 2 GIUGNO</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[bareggio]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Franco Saddi (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/23-bareggio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23749" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/23-bareggio.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Franco Saddi</strong></em></span>
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		<item>
		<title>IL CASO QUIRRA: IL 19 MAGGIO L&#8217;APPUNTAMENTO E&#8217; A VIMODRONE PRESSO IL CIRCOLO &#8220;LA QUERCIA&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/14/il-caso-quirra-il-19-maggio-lappuntamento-e-a-vimodrone-presso-il-circolo-la-quercia/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[la quercia]]></category>
		<category><![CDATA[quirra]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>
		<category><![CDATA[vimodrone]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Gianni Demartis (function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0]; if(!d.getElementById(id)){ js=d.createElement(s); js.id=id; js.src="http://cdn.indoona.com/public/widget/shareButton/indoonaframe.js"; fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs); }})(document,"script","indoona-wjs"); Condividi su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/QUIRRA-EX-NOVO-con-bordo-rosso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23746" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/QUIRRA-EX-NOVO-con-bordo-rosso.jpg" alt="" width="724" height="1024" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Gianni Demartis</strong></em></span>
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		<title>A BIELLA IL 23 MAGGIO, IL TOUR ENOGASTRONOMICO: GRANDI VINI E PREGIATI PRODOTTI ISOLANI</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tiziano Guglielminotti Giovedì 23 maggio 2013, alle ore 20,30, a Biella, presso l’Hotel Ristorante Bugella di via Cottolengo 65, la sezione ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), di Biella organizza un tour enogastronomico dell’Isola con grandi vini provenienti da vitigni autoctoni abbinati a pregiatissimi prodotti tipici. Fin dall’età nuragica, la Sardegna era vocata alla coltura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/vigna-con-pinnetta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23742" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/vigna-con-pinnetta.jpg" alt="" width="640" height="596" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Tiziano Guglielminotti</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23741"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Giovedì 23 maggio 2013</strong>, alle ore 20,30, a Biella, presso l’Hotel Ristorante Bugella di via Cottolengo 65, la sezione ONAV <em>(Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino),</em> di Biella organizza un tour enogastronomico dell’Isola con grandi vini provenienti da vitigni autoctoni abbinati a pregiatissimi prodotti tipici.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Fin dall’età nuragica, la Sardegna era vocata alla coltura della vite. Vitigni come <em>Cannonau, Semidano,</em><em> Caddiu, Nieddera, Arvesidianu e Nuragus</em> sono alcuni tra i più antichi del Mediterraneo. Fenici, Cartaginesi, Romani, Spagnoli e Piemontesi furono i precursori delle perle enologiche della Sardegna attuale. Dal 1899, la Sella&amp;Mosca dei Piani di Alghero, fondata dai Biellesi Vittorio ed Erminio Sella con Edgardo Mosca Riatel, con i suoi avanzatissimi laboratori, ha fatto scuola a molte cantine sociali e imprese private  isolane, permettendo ai vini sardi di varcare il mare ed essere conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Nell’Isola, la vite è presente sin da tempi remoti, come testimoniato da documenti antichi. La coltivazione della vite, ben radicata nelle tradizioni sarde, è testimoniata anche nella <strong>“Carta de Logu”</strong>, le leggi sarde promulgate da <strong>Eleonora d’Arborea</strong> nel 1392, dove venivano regolamentate le coltivazioni di orti e di vigne nelle terre comprese sotto la giurisdizione arborense. Successivamente, le norme vennero estese a tutto il territorio della Sardegna e sono rimaste in vigore per oltre cento anni del periodo piemontese, fino all’adozione del “Codice feliciano”, nel 1827.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Durante la serata di degustazione, verranno abbinate alcune specialità isolane: vino <em>“Canayli” 2012”(</em>vermentino di Gallura DOCG, 13%), delle Cantine di Tempio Pausania e vino <em>“Buio 2011” </em>(carignano del Sulcis DOC, 14%), di Mesa di Sant’Anna Arresi con Pecorino DOP di Campeda e <em>Mustela</em> (lombata di suino conciata con sale e spezie);</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">vino “<em>Dedola 2011”,</em><span style="text-decoration: underline"> (</span>Cagnulari IGT, 14,5%), di Alba e Spanedda, di Ossi Tissi e vino <em>“Josto miglior  2008”</em> (Cannonau riserva, 13,5%), di <em>Antichi poderi</em> di Jerzu, con Salsiccia sarda e Fiore sardo DOP;</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Vino <em>“Donna Jolanda 2008”</em> (Nasco di Cagliari, 14,5%), dei Fratelli Meloni di Selargius e  vino “Vernaccia di Oristano 2001” (Vernaccia Riserva, 16%),  di Silvio Carta di Baratili San Pietro, con  Papassinos e Amaretti</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il contributo di partecipazione è fissato in € 15 per i soci, € 20 per i non soci. L&#8217;evento è aperto a tutti, con un numero massimo di 50 partecipanti.</span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Prenotazioni: per mail alle caselle <a href="mailto:biella@onav.it" target="_blank">biella@onav.it</a> oppure <span style="text-decoration: underline">tizianogu@gmail.com;</span> per telefono al 3473029409 (Segretario Tiziano Guglielminotti) oppure 3388494568 (Delegato Corrado Masserano). </span></p>
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		<title>INIZIATIVA DELL&#8217;ASSOCIAZIONE &#8220;KINTHALES&#8221; A TORINO: LA PROIEZIONE DEL FILM &#8220;TREULABABBU&#8221; DI SIMONE CONTU IL 17 MAGGIO</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[kinthales]]></category>
		<category><![CDATA[simone contu]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Enzo Cugusi              Unica proiezione venerdì 17 maggio ore 20  Multisala  Uci Cinemas Lingotto  Sarà presente il regista e lo sceneggiatore Bepi Vigna Due bambini, una capretta e un asino, un papà-maestro in conflitto con la modernità, le regole da rispettare e le storie paurose raccontate a bassa voce, nel buio della notte. Due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/111.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23738" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/111.jpg" alt="" width="625" height="870" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Enzo Cugusi</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23737"></span></p>
<p><strong><em>             </em><span style="font-family: verdana,geneva">Unica proiezione venerdì 17 maggio ore 20  Multisala  Uci Cinemas Lingotto</span></strong></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"><strong> </strong><strong>Sarà presente il regista e lo sceneggiatore Bepi Vigna</strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Due bambini, una capretta e un asino, un papà-maestro in conflitto con la modernità, le regole da rispettare e le storie paurose raccontate a bassa voce, nel buio della notte. </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Due racconti, due viaggi attraverso paesaggi la cui bellezza si trasfigura nell&#8217;immaginario. Diventare grandi in un mondo in cui le ragioni dei bambini faticano ad avere la meglio&#8230; Quasi sempre.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Due episodi:&#8221;Sa regula&#8221; ricorda che si deve dire sempre la verità ai bambini, &#8220;Su molenti di Oramala&#8221; un fantasy dolcemente sardo </span>
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		<item>
		<title>CIO&#8217; CHE OCCORRE NEL TEATRO, NELLO SPORT, NELLA VITA (LA COMPAGNIA DEI RAGAZZINI DI CAGLIARI)</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/14/cio-che-occorre-nel-teatro-nello-sport-nella-vita-la-compagnia-dei-ragazzini-di-cagliari/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 19:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tottusinpari.blog.tiscali.it/?p=23733</guid>
		<description><![CDATA[di Antonio Falda Fare teatro. Teatro è l’interazione tra discipline differenti che si fondono e si completano l’un l’altra nell&#8217;esecuzione di un evento spettacolare dal vivo. Un po’ come nello sport. Si, perché nelle discipline sportive, per esempio nel rugby, ogni elemento della squadra ha delle caratteristiche peculiari che mette a disposizione dei compagni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Signori-chi-è-di-scena.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23734" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Signori-chi-è-di-scena.jpg" alt="" width="684" height="479" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Antonio Falda</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23733"></span></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Fare teatro.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Teatro è l’interazione tra discipline differenti che si fondono e si completano l’un l’altra nell&#8217;esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Un po’ come nello sport. Si, perché nelle discipline sportive, per esempio nel rugby, ogni elemento della squadra ha delle caratteristiche peculiari che mette a disposizione dei compagni per far sì che si realizzi l’obiettivo principale: lo spettacolo dal vivo, la partita. Poi lo spettacolo può rivelarsi un successo, e la partita così come la rappresentazione teatrale, grazie al proficuo contributo di tutti i giocatori, può determinarsi in una vittoria. Una vittoria cercata con l’impegno, la costanza, la determinazione di tutta la squadra.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Parte = Ruolo; Quinte = Spogliatoio; Prove = Allenamenti; Copione = Piano di gioco; Palcoscenico = Campo da gioco; Spettacolo = Partita; Spettatori = Spettatori.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Quindi forse, esiste veramente una forte attinenza tra queste discipline. Tra il teatro e lo sport.  </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Dunque il teatro, come lo sport è di sostanziale importanza per la formazione dell’individuo, per fornire quotidianamente quegli elementi fondamentali che occorrono ai ragazzi nella fase di crescita e di maturazione.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Porsi in gioco, rendersi pedina di una trama, consapevole di non potersi tirare indietro, di essere parte importante, rotella di un meccanismo, di avere un ruolo, di far parte di una squadra, di una compagnia, che mira ad ottenere lo stesso obiettivo ma che se venisse a mancare l’apporto di un solo componente, difficilmente sarebbe più raggiungibile. Il rispetto dei ruoli. La consapevolezza della propria posizione all’interno di uno schema. La gestione della voce, dei gesti, del corpo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Tutto ciò occorre nel teatro, nello sport, nella vita.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Fare teatro.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Per questo Monica Zuncheddu ha creato “La Compagnia dei Ragazzini di Cagliari”.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Per fare teatro partendo, usando sempre il gergo sportivo, dalle giovanili, dalla base. Quella base che è necessario ci sia sempre. Quella che occorre per formare il futuro. Che siano attori o giocatori di rugby. Insegnare l’arte della recitazione ad uno splendido  gruppo di giovanissimi e divertirsi con loro. Divertirsi a fare teatro.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Monica, attrice e regista cagliaritana, con un’esperienza teatrale più che ventennale, allieva di Rino Sudano, uno dei padri del teatro d’avanguardia in Italia, decide nel 2004 di provare a tirare su una compagnia di giovani attori, così nasce la “Compagnia dei Piccoli di Cagliari”, che si modifica nel corso degli anni nella denominazione attuale de “ La Compagnia dei Ragazzini di Cagliari”. Tante le commedie portate sul palco dalla giovane compagnia in questi quasi dieci anni di attività, tra le altre: “Il Vestito nuovo dell&#8217;Imperatore”,  “La scuola delle Cattiverie”,  la “Shakespirata”,  il “Cyrano”, “Diritto ai diritti”. Tutti spettacoli di pregevole fattura nei quali, oltre  alla piacevole trasposizione della storia in scena, sempre divertente, si trovano riferimenti a questioni sociali e morali che conducono lo spettatore non soltanto ad applaudire ma spesso anche a riflettere. Le stesse riflessioni affrontate dai ragazzi della Compagnia durante le prove, perché il Teatro, questo Teatro di Base, è un luogo dove i ragazzi socializzano, discutono e si confrontano con grande passione sui temi che poi porteranno in scena.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Fare teatro.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Così, anno dopo anno, spettacolo dopo spettacolo, si arriva al prossimo esordio. Il nuovo spettacolo. La nuova sfida. Dopo tante prove, tanti “allenamenti”, ecco la partita più importante, quella che ancora  nessuno spettatore ha visto, quella ancora avviluppata in un alone di misteriosa curiosità. Quella per la quale, l’emozione del debutto, sarà per i giovani attori, come sempre, come la prima volta.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">E così sarà per Monica.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">“ <strong>Signori, chi è di scena?</strong> ” questo è il titolo. Una brillante commedia degli equivoci che gioca fra il teatro visto dallo spettatore in scena, e tutto ciò che in realtà accade fra i protagonisti, dietro le quinte. In tre atti esilaranti che portano alla luce tutte le disavventure, gli amori, le amicizie e le gelosie di una tournée teatrale, e le inevitabili e disastrose conseguenze che hanno sullo spettacolo in scena!</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Le vicissitudini di una scalcinata compagnia di attori alle prese col tentativo di mettere in scena il proprio spettacolo, &#8220;guidata&#8221; da un regista sull&#8217;orlo di una crisi di nervi. </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Sarà a <strong>Cagliari, al Teatro La Vetreria</strong> dove avrà inizio la nuova avventura di Monica e dei suoi ragazzi. <strong>Giovedì, 30 maggio, alle 19.00</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Così, ancora una volta, il mormorio della gente in platea, l’apertura del sipario, le assi del palcoscenico che scricchiolano nel silenzio della sala, le prime battute, le scene che si susseguono, il primo applauso, l’emozione mista a felicità che confonde attori e pubblico nel momento del finale e sfocia nel lungo conclusivo scroscio di mani.  </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Così, ancora una volta, lo spettacolo avrà luogo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Il lavoro di squadra avrà mostrato i suoi frutti. L’impegno collettivo del gruppo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">Tutto ciò che occorre nel teatro, nello sport, nella vita.</span></p>
<div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
</div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva">LA COMPAGNIA DEI RAGAZZINI DI CAGLIARI</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong> </strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>“ SIGNORI, CHI E’ DI SCENA? ”</strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva">(da RUMORI FUORI SCENA di M. Frayn)<strong></strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva">Regia di</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: verdana,geneva">MONICA ZUNCHEDDU</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">CAGLIARI &#8211; 30 MAGGIO &#8211; TEATRO LA VETRERIA ore 19,00 Ingresso: intero 10,00 ridotto 5,00 (bambini sino ai 12 anni)</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">IL RICAVATO SARÀ INTERAMENTE DEVOLUTO ALL&#8217;ASSOCIAZIONE LOS QUINCHOS PER I BAMBINI DEL NICARAGUA</span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva">https://www.facebook.com/events/260670464076429</span>/
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		<title>LA MIGRATION ITALIENNE DANS LA SUISSE D&#8217;APRES GUERRE: INIZIATIVA A LOSANNA PROMOSSA DAL CIRCOLO &#8220;NURAGHE&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/13/la-migration-italienne-dans-la-suisse-dapres-guerre-iniziativa-a-losanna-promossa-dal-circolo-nuraghe/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 20:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[circolo nuraghe]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Losanna]]></category>
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		<description><![CDATA[di Roberta Pilia E’ stata una bella serata particolare, quella promossa dal Circolo Sardo Il Nuraghe di Losanna, il 3 maggio. Non una serata “sarda” ma una proposta dei sardi per il mondo dell’emigrazione italiana, per fare il punto, e fare i conti con i ricordi, talvolta dolorosissimi, con quei primi tempi dell’arrivo in Svizzera. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23730" class="wp-caption alignnone" style="width: 743px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_4570.jpeg"><img class="size-large wp-image-23730  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/IMG_4570-1024x557.jpg" alt="" width="733" height="397" /></a><p class="wp-caption-text">immagine dell&#039;iniziativa a Losanna del circolo &quot;Nuraghe&quot;</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Roberta Pilia</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23729"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">E’ stata una bella serata particolare, quella promossa dal Circolo Sardo Il Nuraghe di Losanna, il 3 maggio. Non una serata “sarda” ma una proposta dei sardi per il mondo dell’emigrazione italiana, per fare il punto, e fare i conti con i ricordi, talvolta dolorosissimi, con quei primi tempi dell’arrivo in Svizzera. Primi tempi che dovevano essere “una o due stagioni”, il tempo di farsi un gruzzoletto e poi rientrare. Di fatto, pochi son rientrati definitivamente.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Presenti tante personalità del mondo dell’emigrazione italiana, di recente arrivo, come il Console Generale, il Dott. Andrea BERTOZZI, o già “quasi” locali, come Grazia Tredanari, presidentessa del Comites VD-FR.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Promossa dal direttivo del Nuraghe, orchestrata dalla Presidentessa Josiane Masala, la presentazione del libro <span style="text-decoration: underline">La migration italienne dans la Suisse d’après guerre</span> di Morena LA BARBA, Christian STOHR, Michel ORIS e Sandro CATTACIN (dir.) per le ed. ANTIPODES, la serata ha rinvangato ricordi per i “vecchi” delle prime ondate di emigrati. Quando si arrivava in Svizzera come stagionali, si dovevano affrontare umilianti visite mediche e vivere in baracche, quando essere italiani significava essere chiamati “les ritals” ed eravamo fannulloni, ruba-lavoro, rumorosi festaioli chiusi nel proprio cerchio, , quando, nei gradini più bassi della scaletta appunto, c’eravamo noi italiani! E ha permesso ai nuovi arrivati di conoscere, di capire cosa significasse emigrare nel dopo guerra.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il corto-documentario “La scaletta delle galline” di Morena La Barba, facendoci sorridere a tratti, è riuscito e a riconciliarci con questa terra di adozione, la Svizzera, discreta ma pur generosa nelle sue offerte di lavoro, nelle infrastrutture fornite per l’integrazione, nel riconoscimento di passati atteggiamenti talvolta poco calorosi, i cui abitanti hanno avuto non solo gesti di ostilità, ma anche  grande solidarietà e acquisizione di usi e costumi tipicamente italiani, come la cucina. Senza dimenticare una presidentessa di Circolo. Il filmato ci ha inoltre fornito spunti e materia per una dolorosa riflessione sulla crisi economica italiana. Riflettere per non dimenticare di, parafrasando il titolo di un libro di Gian Antonio STELLA “quando gli albanesi eravamo noi”.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Si ri-migra, come dimostrano la nuova ondata di emigrazione e le richieste di uno sbocco lavorativo, confermate dalle ultime statistiche esposte da Josiane Masala nei suoi saluti al pubblico, non per andare “dove ci porta il cuore” ma là dove c’è lavoro, dignitoso.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">L’emigrazione, argomento così carico di emozioni, che ha popolato ancora le discussioni intorno all’aperitivo, sardo, un modo conviviale per concludere la serata, ma anche per raccogliere impressioni e idee per altre serate, tante, a venire.</span></p>
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		<title>A PAVIA, IL 18 MAGGIO, IL CIRCOLO &#8220;LOGUDORO&#8221; PRESENTA GLI ATTI DI UN CONVEGNO DEL 2012 SU GIORGIO ASPRONI E COMMEMORA IL PROF. TITO ORRU&#8217;, GRANDE AMICO DEGLI EMIGRATI SARDI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[asproni]]></category>
		<category><![CDATA[circolo logudoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[tito orrù]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gesuino Piga A Pavia, sabato 18 maggio 2013, alle ore 16,30, il Circolo culturale sardo “Logudoro” organizza la presentazione del volume (curato da Gesuino Piga e Paolo Pulina) degli Atti della cerimonia della consegna alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, da parte della omologa di Cagliari, della collana in 7 volumi (quattromila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/1111.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23726" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/1111.jpg" alt="" width="575" height="707" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gesuino Piga</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23725"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">A Pavia, sabato 18 maggio 2013, alle ore 16,30, il Circolo culturale sardo “Logudoro” organizza la presentazione del volume (curato da Gesuino Piga e Paolo Pulina) degli Atti della cerimonia della consegna alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, da parte della omologa di Cagliari, della collana in 7 volumi (quattromila pagine!) dell’importante “Diario Politico” di Giorgio Asproni, contenenti appunti, commenti e testimonianze sul nostro Risorgimento dell’autore negli oltre 20 anni di presenza nel Parlamento e di protagonismo nella vita politica italiana.  Si tratta di una documentazione di estrema importanza storica concernente la nascita e i primi passi della nuova nazione, resa da un protagonista della storia italiana e sarda  del periodo risorgimentale.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">La cerimonia ebbe luogo nell’Aula Foscoliana dell’Università il 25 febbraio 2012 e, nell’occasione, si ricordò il carissimo amico prof. Tito Orrù, che – con  i colleghi dell’Università di Cagliari, i proff. Bruno Josto Anedda e  Carlino Sole e sotto la sagace guida e l’ impulso dell’allora Preside della Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, prof.ssa  Paola Maria Arcari,  tutti oggi  scomparsi – , contribuì a realizzare, con un lavoro lungo e meticoloso durato oltre 10 anni, la  raccolta, la catalogazione critica e l’assemblaggio di  tutti gli elementi costituenti il “Diario Politico”, sparsi in diverse sedi.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Presenterà il volume “asproniano” il dott. Paolo Bullita, già dirigente dell’Università cagliaritana nonché autore di opere sulla storia di quell’Ateneo ed anche  grande amico ed estimatore del prof. Tito Orrù.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Nella circostanza lo stesso Bullita,  insieme a chi scrive e a  Paolo Pulina,  commemoreranno  ufficialmente il grande studioso sardo scomparso il primo gennaio 2012, il quale dimostrò notevoli  doti umane e culturali, nonché  costante attenzione e disponibilità nei confronti degli emigrati sardi e del  loro mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
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		<title>IL CONCERTO A PISA DI FRANCESCO PIU: UNA COLLABORAZIONE TRA LE ASSOCIAZIONI &#8220;GRAZIA DELEDDA&#8221; E &#8220;CHITARRA E OLTRE&#8221;</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/13/il-concerto-a-pisa-di-francesco-piu-una-collaborazione-tra-le-associazioni-grazia-deledda-e-chitarra-e-oltre/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[francesco piu]]></category>
		<category><![CDATA[pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianni Deias Prosegue la collaborazione tra l’Associazione Culturale Sarda Grazia Deledda e Chitarra e Oltre. Venerdì 10 maggio, nella Chiesa Sant’Andrea in Pisa,   abbiamo assistito al concerto di Francesco Piu che ci ha veramente incantato. Non è certo facile tenere il palco da soli facendo divertire e coinvolgendo un pubblico composto in gran parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_23720" class="wp-caption alignnone" style="width: 665px"><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Francesco_Piu_2012.jpg"><img class="size-full wp-image-23720  " src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/Francesco_Piu_2012.jpg" alt="" width="655" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Piu</p></div>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gianni Deias</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23719"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Prosegue la collaborazione tra l’Associazione Culturale Sarda Grazia Deledda e Chitarra e Oltre.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Venerdì 10 maggio, nella Chiesa Sant’Andrea in Pisa,   abbiamo assistito al concerto di Francesco Piu che ci ha veramente incantato. Non è certo facile tenere il palco da soli facendo divertire e coinvolgendo un pubblico composto in gran parte da giovanissimi che lo hanno applaudito a più riprese.  </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">Francesco dal vivo è veramente travolgente e coinvolgente con la sua voce calda e con una tecnica chitarristica che lo pone tra i più importanti chitarristi blues italiani. Per noi non è stata una rivelazione perché lo abbiamo già avuto alla Festa della Sardegna ed è per questo che lo abbiamo voluto presentare in città, ad un pubblico costituito in prevalenza da studenti universitari e turisti stranieri. Siamo sinceramente felici per il successo che Francesco sta riscuotendo  e per essersi dimostrato ancora una volta grande “one man band”, capace di divertire il folto pubblico e di attrarlo come solo un fuoriclasse sa fare. Vi consiglio vivamente di ascoltare il suo ultimo CD Ma-Moo Tones</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>IL PROGETTO &#8220;DIAMOCI UNA MANO&#8221; TRA TERRALBA E FIRENZE: IL GEMELLAGGIO TRA LE SCUOLE DELLA TOSCANA E DELLA SARDEGNA</title>
		<link>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/13/il-progetto-diamoci-una-mano-tra-terralba-e-firenze-il-gemellaggio-tra-le-scuole-della-toscana-e-della-sardegna/</link>
		<comments>http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2013/05/13/il-progetto-diamoci-una-mano-tra-terralba-e-firenze-il-gemellaggio-tra-le-scuole-della-toscana-e-della-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai circoli degli emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[terralba]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>

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		<description><![CDATA[riferisce Fiorella Maisto Con il contributo organizzativo e logistico dell&#8217;Associazione Culturale Sardi in Toscana, la prossima settimana, Firenze, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Quartiere 1 &#8211; Centro Storico e il Quartiere 2 &#8211; Campo Marte, ospiti le classi V C e V D dell&#8217; Istituto Comprensivo di Terralba (Oristano). Ospiti dell&#8217;Associazione: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/11111.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23716" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/11111.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>riferisce Fiorella Maisto</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23715"></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Con il contributo organizzativo e logistico dell&#8217;Associazione Culturale Sardi in Toscana, la prossima settimana, Firenze, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Quartiere 1 &#8211; Centro Storico e il Quartiere 2 &#8211; Campo Marte, ospiti le classi V C e V D dell&#8217; Istituto Comprensivo di Terralba (Oristano).</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Ospiti dell&#8217;Associazione: 38 bambini, accompagnati da 6 insegnati e 13 genitori, porterrano a Firenze il Progetto “Diamoci una mano”. Il progetto, che nasce da uno studio approfondito sulla lingua, il costume e la cultura sarda, visto dalla parte dei bambini, si confronta con la realtà di un altro territorio, al di fuori dell&#8217;Isola.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">E&#8217; la prima volta che un istituto di scuola elementare, varca i confini della regione di appartenenza; per questo l&#8217;Acsit è stata ben lieta di collaborare con l&#8217;Istituto comprensivo di Terralba e con l&#8217;amministrazione del Comune di Firenze.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Il gruppo dei bambini si esibirà :</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Mercoledì 15 maggio </strong>: dopo avere visitato Firenze, con le tappe obbligate, Santa Maria Novella, Duomo, Battistero e Santa Croce, il gruppo si esibirà,”on the road” , nel quartiere delle Cure, al ponte alla Riffe, con una coreografia ridotta, a beneficio di questa zona del quartiere. Qui riceveranno un accoglienza che sfocerà in una merenda cena, offerta dai commercianti.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Giovedi 16 maggio: </strong>ospiti del comune di Firenze, i bambini,saranno guidati alla scoperta della Galleria Palatina di piazza Pitti, dopo saranno ospiti dell&#8217;istituto Comprensivo d&#8217;Oltrarno , per socializzare e definire il gemellaggio con la scuola Torrigiani.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Alle 15,00 inizierà lo spettacolo che vede protagoniste entrambe le scuole presso i locali delle “ex Leopoldine” in piazza Tasso.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"> </span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva"><strong>Venerdì 17 maggio:</strong> alle 09,30, ospiti del Quartiere 2, alla presenza della Commissione Servizi educativi e scuola e alla presenza dell&#8217;Assessore all&#8217;educazione C. Giachi, il gruppo si esibirà, all&#8217;interno del teatro dell&#8217; Istituto Carducci, nel teatro della stessa scuola, davanti a circa 150 bambini.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Dopo il momento di socializzazione conviviale, il gruppo sarà ospite a Palazzo Vecchio per una visita guidata, all&#8217;interno di questo misterioso ed affascinante edificio.</span></p>
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		<title>DA OGGI E SINO AL 31 AGOSTO, A VILLANOVA TRUSCHEDU, SI APRONO LE CELLE DI ANTONIO GRAMSCI A SAN GEMILIANO</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gian Piero Pinna Da oggi 13 maggio, sino al 31 Agosto 2013, si prono le celle di Gramsci nel complesso di San Gemiliano a Villanova Truschedu e potranno essere visitate le 11 cellette del Novenario, realizzate in occasione del 76° Anniversario della Morte del pensatore sardo. Ogni cella trae ispirazione da una lettera scritta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/12_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23712" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/12_big.jpg" alt="" width="700" height="469" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Gian Piero Pinna</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><span id="more-23711"></span></em></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Da oggi 13 maggio, sino al 31 Agosto 2013, si prono le celle di Gramsci nel complesso di San Gemiliano a Villanova Truschedu e potranno essere visitate le 11 cellette del Novenario, realizzate in occasione del 76° Anniversario della Morte del pensatore sardo. Ogni cella trae ispirazione da una lettera scritta da Antonio Gramsci e la visita della singolare mostra, sarà curata dalla Pro Loco di Villanova Truschedu, anche su appuntamento telefonando a Sergio: 3883666200 e a Marie Claire: 3273545989 .</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: verdana,geneva">Queste le celle alla quale ogni artista a essa assegnato si è ispirato, alla n.1: Marco Lorenzetti:  Il topo e la montagna; n.2: Mauro Podda: Lettera a Tatiana del 9.12.1926; n.3: Marie-Claire Taroni: I passerotti ; n.4: Tonino Mattu:  Lettera a Delio sull’Elefante (s.d. n. 153 nell&#8217;edizione breve edita Einaudi); n. 5: Francesco Casale:  Lettera alla madre del 10 Maggio 1928; n. 6: Marco Pili:  Lettera al figlio sul mare del 10.10.1932; n.7: Michele Marrocu:  Lettera a Julca Roma 20 Novembre 1926; n.8: Massimo Spiga:  Lettera su Nansen del 18.04.1927; n.9: Ilaria Marongiu:  Lettera alla Madre del 25.04.1927; cella diroccata: Fabrizio Da Pra:  Lettera a Tatiana del 24.07.1933; cella costruita con materiale di riciclo: Federico Coni:  Albero del riccio Lettera a Delio del 22.02.1932.  </span></p>
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		<title>IL SOPRANO ARGENTINO VIRGINIA TOLA, ORIGINARIO DI SILANUS, PROTAGONISTA ASSOLUTO DEI TEATRI DI TUTTO IL MONDO</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 15:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tottus in Pari</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia di emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Tottus in Pari]]></category>
		<category><![CDATA[virginia tola]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimiliano Perlato   Ho sentito parlare qualche anno fa di Virginia Tola, quando da Buenos Aires l’amico Pablo Fernandez Pira, allora Presidente del circolo “Radici Sarde”, mi aveva mandato una scheda informativa su questa figlia di Sardegna che stava letteralmente bruciando le tappe di una carriera folgorante nella musica lirica. Da quel momento, ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/virginia-tola.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-23708" src="http://tottusinpari.blog.tiscali.it/files/2013/05/virginia-tola-679x1024.jpg" alt="" width="679" height="1024" /></a></p>
<p><span style="font-family: verdana,geneva;color: #ff0000"><em><strong>di Massimiliano Perlato</strong></em></span></p>
<p><span id="more-23707"></span></p>
<p align="center"> </p>
<p style="text-align: justify" align="center"><span style="font-family: verdana,geneva">Ho sentito parlare qualche anno fa di Virginia Tola, quando da Buenos Aires l’amico Pablo Fernandez Pira, allora Presidente del circolo “Radici Sarde”, mi aveva mandato una scheda informativa su questa figlia di Sardegna che stava letteralmente bruciando le tappe di una carriera folgorante nella musica lirica. Da quel momento, ho provato a seguire le tracce di questa voce dal fascino intenso e a ripercorrere il percorso artistico anche grazie a qualche chiacchiera scambiata proprio con lei su skype in vari frangenti tra Buenos Aires, Madrid e Roma.  Doppio passaporto italiano e argentino, il Soprano Virginia Tola è una cittadina del mondo: il pensiero mi porta a Silanus, patria del bisnonno Silvio che nel 1912 a14 anni è emigrato verso il Sudamerica, a Santo Tomè, provincia di Santa Fè in Argentina, dove è poi nata la nipote il 15 gennaio 1976. Hauna casa a Madrid, il cuore a Parma (il suo compagno è Luca Salsi, il celebre baritono di San Secondo) e con Placido Domingo ha cantato in tournee quasi ovunque. Viso da ragazzina, canta come professionista da dodici anni e nel 2012 la sua carriera ha compiuto la svolta fondamentale perseguendo la maturazione della vocalità. Virginia ha realizzato gli studi di canto lirico presso l’Istituto Superiore di Arte del Teatro Colon di Buenos Aires. “<em>Ho sempre cantato come soprano lirico</em> – dice  &#8211; <em>interpretando Mimì, Micaela, le opere di Mozart e il Verdi più leggero. Poi sono arrivata ad un punto in cui non mi sentivo più a mio agio con questi personaggi</em>”. Si è imposta all&#8217;attenzione internazionale quando ha ricevuto il primo premio nel Concorso Internazionale di Canto &#8220;Queen Sonja&#8221; di Oslo, in Norvegia. Paese questo che risulterà fondamentale nel suo cammino. In seguito al successo ottenuto, Virginia Tola è stata invitata numerose volte in Scandinavia. </span><br />
<span style="font-family: verdana,geneva">”<em>Ho sempre avuto molto rispetto per la mia voce che con il tempo è diventata più ampia, e ho pensato che era il momento di iniziare un percorso come soprano drammatico. Ma avevo bisogno della maestra giusta e l’ho trovata in Raina Kaibaivanska, che mi ha cambiato la vita e insegnato questo repertorio bellissimo. In pratica tutto il 2011 è stato dedicato allo studio</em>”. Questo 2013 invece sarà una stagione tutta verdiana dedicata ad un autore che Virginia Tola ha imparato a conoscere frequentando l’Italia. “<em>Quando sono arrivata a Parma ho visto Verdi in un modo diverso: qui la passione per la musica è tale che me l’hanno trasmessa e io sono entrata nelle sue opere attraverso questo amore</em>”. La sua lunga collaborazione con Placido Domingo è nata grazie al concorso internazionale di canto “Operalia” competizione ideata dal celebre tenore spagnolo che Virginia ha vinto nel 2000. “<em>Ho imparato molto da lui</em> – racconta il Soprano – <em>non tanto dai consigli ma osservandolo. La cosa più bella che mi ha insegnato è il mettermi in gioco, provare cose nuove nei concerti, essere felice di ciò che faccio, mantenendo sempre un cuore da bambina. Una dottrina che si può applicare a tutte le situazioni della vita”</em>. Con Placido Domingo si è esibita in concerti di arie d&#8217;opera praticamente in ogni angolo del pianeta. Virginia è diventata una stella di fama internazionale dopo aver vinto “Operalia” imponendosi  d’innanzi ad una giuria composta da grandi figure della storia della lirica come Birgit Nilsson, Christa Ludwig, Theo Adam e Ingrid Bjoner.  L’esito del concorso in Norvegia dove si è aggiudicata i tre premi maggiori le ha dato la possibilità di realizzare immediatamente un  tour di concerti per diverse città della Scandinavia esibendosi con la Oslo Philharmonic Orchestra sotto la direzione dei Maestri Marris Janssons e Marcello Viotti. Da lì per il Soprano sardo-argentino è stato un crescendo professionale: si è esibita in “Così fan tutte” di Mozart presso il Teatro Royal de la Monnaie De Munt di Bruxelles, al Teatro Colon di Buenos Aires e alla De Nederlandse Opera di Amsterdam; nel “Don Giovanni”, come Donna Elvira, al Teatro de la Maestranza di Siviglia; in “Le Nozze di Figaro”, come Contessa di Almaviva, al Palau de les arts Reina Sofia di Valencia, al Theatre Royal de la Monnaie De Munt e all’Opera di Monte Carlo; in “La Traviata”, nel ruolo di Violetta Valery al Theatre Royal de la Monnaie De Munt e all&#8217;Opera di Losanna; in “Mefistofele”, come Margherita, al Teatro Colón di Buenos Aires; in “La Boheme”, come Mimì a Los Angeles, Bordeaux, Washington , Roma, Torino, Bregenz, Oslo e Klagenfurt; in “Falstaff”, come Alice Ford, all&#8217;Opera Royal de Wallonie; in “Carmen”, come Micaela, al Teatro Real di Madrid, Cagliari, Torino, Washington, Oslo, Cleveland e Buenos Aires; nel “Faust”, come Marguerite, al Teatro Verdi di Trieste; ne “La vedova allegra”, come Valencienne con la Los Angeles Opera; ha interpretato “Luisa Miller” a Liegi; si è esibita in “Les Contes D&#8217;Hoffmann”, come Antonia, al Teatro Colon di Buenos Aires; ne “I Pagliacci”, come Nedda, al Teatro Argentino de La Plata; in “Otello”, interpretando Desdemona, a Santa Fe; poi ha interpretato Rosina ne “Il Barbiere di Siviglia” a Oslo alla Den Norske Opera. Nel suo repertorio dunque opere di Giuseppe Verdi, di Mozart, di Giacomo Puccini, James Massenet, George Bizet, Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini, Ruggero Leoncavallo, Charles Gounod, Jacques Offenbach, Gluck, Franz Lehar, Federico Moreno Torroba, Manuel Penella.  Ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Con un’abnegazione e una testardaggine tutta argentina. O anche sarda, se si vuole. Virginia Tola è questo e di più. Trasmette “uniche emozioni” così come riporta il suo sito in lingua spagnola e inglese, grazie alla sua apparente timida figura con il grande fascino di una voce energica, il brivido di un&#8217;aria tra le più belle del panorama della lirica internazionale. Anche la mamma è di origine italiana, il suo cognome è Raviolo Bianco. Ride, il Soprano argentino sorride nel sottolineare questo aspetto, nel ricostruire nomi curiosi e affetti incrociati con il nostro Paese. Ammira su tutte Mirella Freni. “<em>Quando affronto un&#8217;opera cerco sempre di non ascoltare i suoi cd. Io non devo imitare nessuno, devo essere me stessa. Dimenticare ciò che ho imparato e cantare a modo mio”.</em> Sogni ne ha ancora tanti, ma i piedi sono piantati per terra. “<em>Prendo la vita con tranquillità, mi sembra il modo migliore per imparare”.</em> Ha già detto qualche no? “<em>E sì! A tutti quelli che mi chiedono ruoli di donne più mature. Io con questa faccia non posso, non è solo questione di voce, ma di maturità espressiva. Quando ho cominciato a studiare volevo cantare un&#8217;aria di Elvira dei Puritani e la mia maestra non mi ha neanche voluto ascoltare. Aveva ragione lei. Ho tanto tempo davanti a me</em>”.</span></p>
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